Tanfo

Pubblicato il da Ghigo Battaglia

 

Il potere puzza. Puzzano i suoi intenti, i suoi ominicchi, le sue sedi. L’odore, un misto di acidulo marciume e dolciastro nauseante polline, sale dai tombini, dai selciati assolati, dalle lamiere delle auto blu parcheggiate al sole. Le consuetudini ed i rituali del potere ci insozzano a tutti, ungono edifici, persone, persino alberi.

Il potere è alle prese con la sua decomposizione, tenta di coprirla, nasconderla, accantonarla ma, come la ‘munnezza in quel di Napoli, riemerge imperiosa. Il potere sparge le sue lordure per farcene ammalare tutti in un delirio senile di comunione ed immolazione al dio ultimo, quello che tutti raccatta indifferente del loro passato. Senza la luce dell’anima il potere inneggia al suicidio compiaciuto dei suoi sudditi, alla loro dissoluzione coatta, all’inganno ed allo spegnimento di velleità sopite, giudicate inopportune, infantili, miopi.

Il potere è codardo, bombarolo, gregario ed aggressivo. Sordo, mummificato e stordito dagli eccessi del cibo e delle droghe. Bulldozer con gli inermi, mieloso con i forti. Ma soprattutto potete ben riconoscerlo perché puzza.

 

Un omaggio agli eroici valligiani: http://www.notav.info/

 

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