Sullo Sciamanesimo

Pubblicato il da Ghigo Battaglia

 

sciamano

 

Lo sciamanesimo è un aspetto sorprendente della vita associata della nostra storia. Lo sciamano è un uomo che, per tradizioni familiari, scelta consapevole od imposizione d’autorità, incarna il ruolo di un depositario di sapienze occulte e la funzione di tramite indispensabile tra il mondo degli uomini e quello delle entità spirituali, progenitrici o demoniache. Sin dalla più tenera età il soggetto prescelto manifesterà attitudini singolari alla solitudine, alla stravaganza ed alla ritualità incomprensibile ai più in una tensione mistica che sfocia sovente in stati estatici favorevoli alla preveggenza. Il ruolo di sciamano attraversa però il severo vaglio di impegnative prove psico-fisiche all’interno di complessi rituali d’iniziazione.

 

Il nome sciamano deriva dal tunguso shaman che identifica l’origine di queste pratiche spirituali nel centro nord dell’Asia, dall’origine però assai più meridionale e forse addirittura mediorientale. Gli sciamani sono presenti in tutto il mondo con alcune caratteristiche comuni sorprendenti da non confondersi con quelle proprie della magia e dei maghi, dell’esperienza erboristica o religiosa organizzata. Lo sciamano fonda la propria peculiarità nel viaggio astrale (come nel volo magico di Abaris o nella discesa agli inferi di Orfeo), nel dominio del fuoco e nella conoscenza approfondita delle tecniche dell’estasi. Proprio ‘le tecniche dell’estasi’ è il sottotitolo del voluminoso saggio di Mircea Eliade sullo Sciamanesimo da cui sto prendendo questi spunti di riflessione.

 

La funzione quindi dello sciamano è legata essenzialmente a conoscere ed intervenire sulle eventuali interferenze spirituali nella vita del singolo o di una collettività e di contatto inatteso con gli elementi primari della natura. Esistono molte categorie di entità spirituali descritte e notevoli differenze di interazione con esse. Le interazioni non sono sempre di carattere negativo ma possiedono alcuni aspetti di elevazione delle capacità sensoriali dell’individuo che si sia posto in relazione coatta o volontaria con queste entità. Lo sciamano quindi porta su di se il peso della gestione delle interazioni tra il suo gruppo sociale e queste entità eteree ma capaci di interagire con inaudita potenza nella vita della sua comunità.

 

Di solito il soggetto che diverrà sciamano ha avuto esperienze legate a disturbi neuro psichiatrici oppure a condizioni fisiche eccezionali. Secondo Eliade però non è mai possibile identificare lo sciamano con uno psicopatico per profonde ed evidenziate ragioni. Il confine tra elevati livelli di percezione e psicopatia è sottile ma la definizione di malattia mentale è un’operazione tipicamente catalogatoria e discriminante propria della nostra epoca dei cosiddetti ‘lumi’. Il personaggio sensibile e divergente viene facilmente etichettato come sociopatico, o peggio, ed imbottito di veleni farmacologici senza indagare nelle possibili sottilissime connessioni tra gli stati alterati della sua mente ed i livelli percettivi elevati raggiunti. Anche lo spasmo di un maratoneta vicino al traguardo agognato potrebbe essere etichettato come una patologia ma è solo il riflesso di una tensione impegnata e vicina ai limiti fisici dell’atleta. Allo stesso modo le stravaganze comportamentali e le difformità esistenziali degli sciamani non sono altro che conseguenze di una visione estesa ed una tensione massima in terreni remoti e poco esplorati.

 

Assai interessanti sono le pratiche volte al ‘recupero dell’anima’ di un soggetto malato che lo sciamano deve compiere. La perdita dell’anima è una delle possibili cause di malattia ed è il frutto di un’attività predatoria di alcuni spiriti oppure di uno ‘smarrimento’ esistenziale causato da sogni particolari. L’etiologia passa anche dall’interpretazione dei sogni del soggetto malato e dallo scrupoloso racconto della sua vita passata. La guarigione passa attraverso rituali complessi con l’uso della parola, del canto, della musica e della ritualità collettiva e familiare. Una ricetta accompagna poi l’uscita di scena dello sciamano con indicazioni precise sulla dieta da seguire oppure su segni da imprimere sul corpo del malato.

 

Chi sono gli sciamani nell’era recente? Il pensiero corre agli psicoanalisti (o psicomaghi del tipo Jodorowsky) oppure al Prof. Corrado Malanga che è esattamente riconducibile a quel ruolo di interfaccia di cui Eliade accenna. L’esorcista religioso o laico che sia è anch’esso assimilabile alla funzione dello sciamano sebbene la sua metodologia sia inficiata da protocolli che limitano le sue possibilità d’intervento in un ambito contingentato. Lo sciamano non è un ‘medicine man’ ma solo un tramite sofferto e prescelto tra due mondi. Le possibilità di compiere viaggi astrali lo rivestono di possibilità profetiche e guaritrici grazie a contatti spirituali superiori. Lo sciamano non perde mai il senso della sua esistenza in tensione perenne verso la ricerca continua.

 

Ricchissima è la ritualità legata allo sciamanesimo e densa di soluzioni, simbologie ed attuazioni indefinibili dalle funzioni recondite. Il corredo artistico di stupefacenti manufatti accompagna sovente la figura dello Sciamano. La vita al margine di questo sorprendente officiante è una miniera di informazioni sull’uomo e su quel sottomondo che lo accompagna e che affiora sempre più spesso nella nostra vita sociale e collettiva. E’ stato sovente oggetto di persecuzione nella storia passata e recente in quanto personaggio non definibile, non contingentabile e naturalmente  refrattario agli schemi esistenziali prefissati dall’autorità.

 

http://www.castaneda.com/mirrors/italian/interviews/index.htm

http://www.libreriauniversitaria.it/libri-autore_eliade+mircea-mircea_eliade.htm

 

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