Ombra

Pubblicato il da Ghigo Battaglia

 

ombre

 

L’Ombra e la Luce sono, nel fare pittorico, i due estremi della rappresentazione. L’ombra in se possiede una valenza espressiva notevole, incarnando da sempre l’alter ego complementare alle cose dotato di caratteristiche peculiari proprie. L’ombra confina infatti con il mondo realissimo dei sogni e la sua oscura compattezza la rende al contempo fuggevole e ponderosa. L’ombra è protagonista in molte forme d’arte di cui diviene un potente elemento evocativo.

Esiste un Governo Ombra? Secondo J.F. Kennedy si, in un suo celebre discorso denunciava la presenza di questa entità inquietante, motore primo di molte vicende apparentemente incomprensibili. Nel nostro piccolo, anche il presidente O.L. Scalfaro (da poco scomparso), denunciava tale presenza con la sua famosa frase allusiva ‘io non ci sto!’, dettata sorprendentemente a reti unificate in prima serata.

Com’è possibile ‘attentare’ alla presidenza della Repubblica senza mettere in moto le forze di sicurezza ed i servizi segreti? Kennedy, vittima dell’ombra, nel suo discorso ricordava come questo governo occulto possedesse il suo esercito, le sue finanze e le sue leggi: una presenza parallela e completa del governo palese. Non si tratterebbe quindi di consorterie o complici fratellanze ma di una vera istituzione organizzata e pronta a rappresentare l’ordine e sostituire il governo di facciata se necessario.

Mi sento di aggiungere che stiamo vivendo proprio la fase di questa sostituzione in cui l’ombra diviene luce e viceversa, con evidenza il suo scopo ultimo. L’ombra esce dal suo ruolo di complementarietà e si affranca alla luce del sole ben sapendo di correre il suo più grande rischio: l’ombra infatti è una entità ‘portata’ e frapporsi tra chi la genera ed il sole potrebbe concorrere alla sua sparizione!

Altro elemento che mi sento di aggiungere è il carattere internazionale (o meglio transnazionale) del governo ombra che con tutta evidenza travalica gli angusti confini di comodo degli stati sovrani che devono essere considerati per quello che sono: istituzioni a sovranità limitata. Limitare il potere degli stati è infatti uno degli scopi della crisi economica indotta che stiamo vivendo assieme alla cessione di competenze al centro di controllo crisoelefantino chiamato comunità europea. Non un consesso di popoli ma una forma astuta di alto comando da parte di quell’ombra che sta rischiando oggi il tutto per tutto, evidentemente certa delle sue capacità.

 

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