Evoluzione Programmata
L’evoluzione umana è il frutto di un'operazione programmata? L’ipotesi di interventi esterni alla dimensione umana, quali vettori della nostra evoluzione, ci giunge ormai da contesti differenti. Zacharia Sitchin, il noto scrittore, interpretando letteratura e miti dei primordi della civiltà li inscriveva in una completa definizione della genesi della specie umana come frutto dell’attenta programmazione aliena, da parte cioè di umanoidi extraplanetari chiamati anunnaki. Accanto alle tesi ‘letterarie’ però convergono in questa lettura anche altri contributi che si limitano spesso a porre interrogativi su alcuni aspetti delle proprie discipline che, per così dire, non collimano e non permettono di rappresentare un quadro esaustivo della genesi umana. L’evoluzione umana presenta caratteristiche singolari in termini di tempi di sviluppo ed in quelli puramente biologici, soprattutto se paragonati a tutte le altre specie viventi terrestri. Salti evolutivi inattesi potrebbero in parte spiegare alcune nostre caratteristiche fisiche ma non possono spiegare, per esempio, la presenza del sangue di tipo rh negativo in relativamente alta percentuale nell’umanità. Lo sviluppo della specie umana è stato troppo rapido ed inconsueto e la presenza di questa ‘scimmia nuda’ ha modificato tanto profondamente l’aspetto del pianeta Terra da farci interrogare sulla sua origine in questo contesto naturale, data l’evidente non appartenenza ad esso, ai suoi ritmi, ai suoi equilibri. Le altre specie, tutte le altre, sono ben integrate all’ecosistema in cui vivono, perché noi non lo siamo? Perché l’uomo ha sempre guardato alle stelle con tanta attenzione e sapienza? Anche quando la vita media non raggiungeva nemmeno i 40 anni e la vita era dura in una lotta continua contro intemperie ed animali, l’uomo riusciva a gestire complicati calcoli astronomici con l’ausilio di inaudite costruzioni in pietra dalle dimensioni eccezionali. La genesi e l’evoluzione umana quindi sono permeati da un mistero insoluto ed evidente, portato alla luce dalla nostra stessa ragione. Quali potrebbero essere stati i vettori di tale evoluzione? Oltre agli interventi fisici diretti, a cui farebbero capo anche parte delle finalità ultime delle adduzioni aliene, potrebbero aver contribuito all’evoluzione (che forse si dovrebbe definire più propriamente modifica o programmazione) altri vettori più impalpabili. Mi riferisco ai virus per esempio, un altro interrogativo insoluto della biologia. I virus non sono esseri viventi, sono chimere di essi, sono stampi di vita, simulacri, macchine. Sono presenti in gran parte in una fascia ben definita dell’atmosfera e sono indicati dalla scienza come probabili vettori dell’evoluzione, date le loro capacità di interagire in profondità con il nostro dna, scatenando ricombinazioni (termine meccanico non biologico) tra geni e causando quindi quelle mutazioni previste o non previste che siano. Esistono altri vettori d’evoluzione? Le radiazioni potrebbero essere uno di questi strumenti dell’evoluzione, da quella solare (manipolata oggi con il tramite delle scie chimiche) a quella naturale terrestre, soprattutto se consideriamo le recenti scoperte che vedono nel nostro dna un apparato ricetrasmittente di radiazioni con precise frequenze. E' questo il motivo per cui siamo immersi in un campo di radioonde? Esistono poi altri fattori che ci suggeriscono una lettura perlomeno combinata dei motori dell’evoluzione, mi riferisco alle piogge colorate che imperversano da sempre sul pianeta. La più nota di tutte, perché analizzata da uno scienziato locale, è stata quella caduta a Kérala in India dove, dopo mesi di precipitazioni rosse e colloidali, sono stati rinvenuti microorganismi simili ai nostri globuli rossi ma con proprietà differenti e soprattutto senza dna! Altro motore evolutivo si potrebbe considerarne uno costituito da particelle così piccole da oltrepassare la membrana cellulare e interagire direttamente con il nostro dna. Il riferimento è alle nano particelle che sfuggono ai nostri sistemi di difesa naturali (non a caso?) e penetrano nelle nostre cellule. Come sappiamo ormai bene, esistono anche altri vettori di evoluzione (il termine è usato senza accezioni negative o positive), uno di essi sono le sementi transgeniche (ogm) che provocano mutazioni evidenti al dna della terza generazione di mammiferi che si cibano di esse. Immaginare un’evoluzione senza costrutto, senza un programma, appare quindi opera difficile. E’ conoscere il programma che semmai sfugge alla nostra comprensione e sfugge anche spesso alla nostra volontà di sapere oltre. Eppure la scienza deve continuare a fare il suo lavoro, in feconda relazione con tutte le discipline umane e le forme del pensiero che, nessuna esclusa, ci donano scampoli preziosi di verità ed intuizioni. Il programma potrebbe essere stato sempre in moto. Le vicende umane potrebbero essere così interpretate come punti cadenzati di una lunga partitura in cui noi rappresentiamo solo gli ultimi esecutori. Le guerre, l’acquisizione del linguaggio, le ‘scoperte’ della scienza, le ricadute tecnologiche di tali scoperte, le pulizie etniche, i disastri ambientali, e via dicendo potrebbero celare motivazioni e scopi che trascendono la nostra percezione della nostra storia e della realtà in cui viviamo? Eppure qualcosa potrebbe interrompere lo schema prefissato. Forse ciò che noi chiamiamo coscienza o consapevolezza, oppure altri fattori imprevedibili. Rimane di fondo, come una nota tenuta, questo interrogativo inquietante. Il libero arbitrio, in quest'ottica, non sarebbe altro allora che una sorta di libertà vigilata e limitata temporalmente tra un intervento di modifica ed un altro.