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Il Fantasma nella Macchina

Pubblicato il da Ghigo Battaglia

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social network

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Un’applicazione continua a generare tweets ed altri post sui social network anche dopo la morte del titolare dell’account. Il programma  LIVESON si basa sull’analisi della personalità del gestore defunto e sullo studio della sua tipica sintassi con la finalità di preservargli una sorta di immortalità. L’applicazione legge e cataloga le preferenze dello ‘user’ per riprodurne l’identità: il proverbiale ‘ghost in the machine’. Una sorta di immortalità silicea è così a disposizione per poche manciate di dollari. In fondo, nel pianeta sono milioni le persone che identificano la loro vita solo su ciò che fanno e su ciò che può essere comunicato sui social network. Questa reificazione e semplificazione dell’esperienza vitale ben si presta ad essere ‘clonata’ e sostituita da un costrutto algoritmico. Sono sicuro che saranno ben pochi quelli che si accorgeranno della sostituzione sintetica dell’autore.

Sono sempre stato sorpreso dal bercio informatico e dalla frenetica compulsività di chi usa i cosiddetti social network che costringono le interazioni umane in format preconfezionati ed asfissianti. Le possibilità d’espressione sono ridotte al minimo così come la possibilità di scambiare vere e proprie informazioni. I social network consentono inoltre, a chi lo voglia e possa, di farsi un quadro esaustivo delle relazioni di un soggetto, violando così le più elementari norme di privacy. La tecnologia informatica data in pasto alle masse assomiglia sempre più ad un dominio stregonesco di dominazione e controllo dalle superbe capacità seduttive.

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La Chiesa e gli Alieni

Pubblicato il da Giosué Bonifaci

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Padre Josè Luis Funes (astronomo, teologo e filosofo gesuita argentino), Padre Guy Consolmagno (scienziato, gesuita), Mons. James Schianchi, Mons. Corrado Balducci e Padre Gabriele Amorth (celebre esorcista) ci danno una visione d’insieme interessante degli studi vaticani sulla vita extraterrestre od extradimensionale. Non si tratta affatto di sole speculazioni teologiche ma di ricerche fattuali scientifiche, astronomiche ed archeologiche, nonché della catalogazione di innumerevoli testimonianze umane. Il nesso esistente tra la chiesa di Roma (l'ordine gesuitico in particolare) e le ipotesi di vita extraterrestre (od extradimensionale) viene evidentemente preso in seria considerazione. Non si cada quindi nell’errore di sottovalutare tali auguste dissertazioni, sono testimonianze di un’ansia realmente vissuta oppure (dato che la chiesa tace sulle nefaste operazioni di geoingegneria, come le scie chimiche, di cui non può non esserne al corrente) il frutto di una strategia di disvelamento per fini ignoti? Qui di seguito alcune notizie sul loro lavoro in modo che ognuno possa farsi una propria idea al proposito, tratte principalmente dal sito  www.parrocchie.it :

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Padre José Luis Funes, gesuita argentino, due lauree (una in astrofisica ed una in teologia) afferma: "gli extraterrestri esistono e sono nostri fratelli". E’ noto per avere osservato e fotografato (assieme a Michele Cappellari) le galassie S0-Sa nel maggio del '99 e soprattutto è stretto collaboratore di padre Coyne, il gesuita che segue il progetto SETI per conto del Vaticano. Funes fa parte del VATT (Vatican Advanced Technology Telescope), la sezione del Gruppo i Ricerca dell'Osservatorio Vaticano, di stanza a Tucson, Arizona, nell'ambito del progetto "Stargate".

Padre Consolmagno, gesuita e astronomo della «Specola vaticana»: «L’amore di Cristo abbraccia il nostro pianeta e tutti gli altri esseri». Il gesuita-astronomo confessa «Credo nell’esistenza degli Ufo»

Guy Consolmagno, gesuita, astronomo, cinquantatreenne di Detroit divide il suo tempo fra la «Specola» di Castelgandolfo, antica sede degli astronomi vaticani, e Monte Graham, in Arizona, dove il Vaticano ha il suo Osservatorio astronomico (dotato del sistema ad infrarosso ‘LUCIFER’). Il titolo della sua ultima opera letteraria è eloquente: «Vita intelligente nell’universo? Fede cattolica e la ricerca di vita intelligente extraterrestre», scritto per rassicurare i cattolici «a non aver paura di queste domande. Quello che impariamo non rende nullo quello che già sappiamo».

Spesso gli astronomi sono persone speciali, e spesso anche i gesuiti lo sono; Consolmagno, che per diciotto anni si è occupato di astri, prima di decidere di entrare nella Compagnia di Gesù, sembra confermare entrambi gli assunti. Non ha paura di affrontare il tema degli «alieni». Che cosa sarebbe della storia della creazione, e dell’amore di Dio per la Terra e gli uomini, tanto da mandare il suo unico Figlio a morire per salvarli, se esistessero? L’astronomo risponde con il Vangelo di Giovanni che «in principio era il Verbo. Il Verbo è, naturalmente, Gesù; il Verbo è la seconda persona della Trinità, il Verbo è la salvezza, il Verbo è l’incarnazione di Dio nell’universo, che secondo il Vangelo, è là prima che l’universo sia creato. L’unico punto nello spazio-tempo che sia lo stesso in ogni linea temporale. E’ così che la salvezza avviene, ed è resa manifesta nella persona di Gesù Cristo qui». Prima che l’universo sia creato, Cristo è; e quindi abbraccia non solo la terra e noi, ma anche ipotetici altri esseri.

«Tommaso d’Aquino parla di molteplici mondi». L’incarnazione, secondo il Vangelo è avvenuta qui; ma potrebbe valere anche altrove. Un universo senza limiti «potrebbe includere altri pianeti con altri esseri creati dallo stesso Dio di amore. L’idea che ci siano altre razze e altre intelligenze non è contraria al pensiero tradizionale cristiano. Non c’è nulla nella Sacra Scrittura che possa confermare o contraddire la possibilità di vita intelligente altrove nell’universo». E aggiunge che comunque la nostra conoscenza è sempre incompleta; e che è folle «sottostimare la capacità di Dio di creare con una profondità di modi che noi non capiremo mai completamente».

E quindi sarebbe altrettanto pericoloso pensare che «capiamo Dio completamente», limitando la sua azione al pianeta Terra, e agli esseri umani. Osservare gli asteroidi, i meteoriti e i corpi celesti «è una delle cose che mi portano vicino a Dio», spiega ed afferma: «dire ai poveri: “no, devi occuparti di trovare il cibo, non puoi fare astronomia” è come dire loro che sono un po’ meno degli esseri umani. E’ sbagliato, ed è una tragedia».

James Schianchi, docente di Morale all'Istituto di Scienze Religiose di Parma

"non c'è contrasto tra la dottrina cristiana e l'eventuale esistenza di intelligenze extraterrestri. Non possiamo certo precludere alla grandezza di Dio la possibilità di avere creato altri mondi ed esseri. Un atteggiamento di chiusura nei confronti di quest'ipotesi sarebbe per lo meno provinciale. Se pensiamo alle Scritture, ma anche all'archeologia babilonese, abbiamo numerosi segni della possibile esistenza di intelligenze intermedie tra Dio e gli uomini. Nella Lettera ai Filippesi S.Paolo parla di Gesù come signore di tutte le potenze del cielo e della terra. Signore, non redentore. É quindi ipotizzabile che creature di Dio diverse dall'uomo non si siano macchiate del peccato di Adamo ed Eva".

UFO, alieni e altre forme di vita nell'universo, tra realtà e finzione, tra truffatori e ciarlatani, ma qual è la posizione del Vaticano su questi "misteri" e soprattutto la fede cattolica accetta che il nostro non sia il solo mondo per cui il Messia sia stato inviato per redimere gli uomini? A questi interrogativi risponde Monsignor Corrado Balducci, demonologo e scienziato esperto in ufologia a cui la Santa Sede ha chiesto di studiare questo fenomeno "con gli occhi della fede". Molte erano state fino ad ora le "ammissioni" del demonologo della Santa Sede, che nelle sue dichiarazioni aveva mostrato apertamente di credere alla possibilità dell'esistenza di intelligenze extraterrestri. In questa intervista monsignor Balducci "alza il tiro".

Monsignor Balducci, gli Ufo e gli alieni esistono davvero o sono solo invenzioni di imbroglioni?

Non credere agli Ufo e alla presenza di altri esseri viventi è peccato. La loro esistenza non solo è provata da circa un milione di testimonianze, tra cui anche quelle di molti scienziati atei, ma è anche confermata da alcuni brani della Sacra Scrittura che in alcuni punti chiariscono la presenza di extraterrestri.

Per esempio?

Il Salmo 23 che recita: "Del Signore è la Terra, l'universo e i suoi abitanti". Ora, perché il salmista ha voluto, dopo aver citato la Terra, ricordare anche l'universo con i suoi abitanti? Questo vuol dire che la presenza di altri esseri viventi è certa. Anche la teologia è d’accordo con questa tesi.

In che senso?

Non possiamo certo affermare che gli angeli, i demoni o la stessa Madonna si servano di astronauti per muoversi ma è vero che l'infinito numero delle stelle, dei sistemi solari e delle galassie sono state create per la gloria di Dio e non avrebbe senso che tutto questo sia solo per noi, che abitiamo uno dei più piccoli pianeti dell'universo. Per questo io non solo sono convinto che ci siano altri mondi abitati da esseri anche superiori a noi, ma anche che ciò sia possibile, verosimile e soprattutto desiderabile.

Potrebbe essere più chiaro?

La presenza di alieni nell'universo, magari superiori a noi non solo perché più intelligenti ma anche perché meno peccatori, giustificherebbe lo sbalzo che c'è tra noi uomini e gli angeli. Lucrezio scriveva che "natura non facit saltum" (la natura non fa salti) e quindi, nell'ordine provvidenziale della creazione, Dio ha pensato bene di creare anche altri esseri.

Le risulta che ci siano stati santi che abbiano affermato l'esistenza degli Ufo?

San Pio da Pietralcina, per esempio, che a chi gli chiedeva se gli extraterestri esistessero veramente, ha risposto: "L'onnipotenza di Dio non si limita al solo pianeta Terra. In altri pianeti esistono delle creature e altri esseri che non hanno peccato come noi e che pregano Dio". Ma la lista è lunga. Addirittura un noto teologo come Niccolò Cusano affermava che "non c'è stella dalla quale siamo autorizzati ad escludere l'esistenza di altri esseri, anche diversi da noi".

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La Battaglia per la Vita Eterna

Pubblicato il da G. B.

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E’ difficile solo immaginare di stendere una recensione del saggio ‘Alieni o Demoni – La Battaglia per la Vita Eterna’ del Prof. Corrado Malanga. Il libro ci catapulta ai confini della fisica più evoluta (ed anche oltre) in un contesto dove il nostro percepito e soprattutto le nostre sovrastrutture culturali convenzionali, non a caso, svaniscono ‘come neve al sole’. In realtà una parte profonda di noi recepisce come reali e fondate le sue argomentazioni ma prenderne coscienza è difficile ed al principio, molto doloroso. Prendere atto di un inganno colossale impiantato da razze predatrici del genere umano che ci usano da sempre per meri scopi utilitaristici potrebbe far inorridire i più. Dobbiamo invece segnalare con forza che le conclusioni del libro sono esaltanti e poderose. Possediamo le chiavi di una fonte di energia tanto rara quanto potente che ci permetterebbe di espandere la nostra coscienza in lidi sorprendenti se non fosse che la maggior parte di noi non ne è cosciente.

 

Non ci sono alternative: o l’opera è una colossale truffa oppure è una summa ineguagliabile del pensiero umano. Il punto di vista del Prof. pisano è prettamente scientifico ma necessariamente nel libro si spazia dalle conoscenze sulla magia, sciamanesimo, filosofia, psicologia, linguistica, antropologia ed appunto biochimica e fisica. La visione d’insieme è potente e completa. Ovviamente è il punto di vista di un uomo che, per quanto eccezionalmente dotato, non permette di comprendere lo scibile ma di dare una risposta strutturata e sensata ai fenomeni di interferenze elusive di soggetti intelligenti non umani sul nostro povero genere. L’intento degli alieni è quello di realizzare il  Nuovo Ordine Mondiale per permettere lo sfruttamento indefinito della razza umana. Forse è giunto il momento di provare ad impedirglielo.

 

Le religioni non sarebbero altro che un costrutto alieno utili per permettere la conservazione dello status quo. Gli eventi delle cronache attuali e passate, solo degli espedienti per mantenere il controllo sulla popolazione, con la strategia di mostrare apparenti rivoluzioni, utili solo per rinsaldare il potere verticistico terrestre, stantio specchio maleodorante di quello celeste. Le milizie terrestri colluse con gli alieni sarebbero solo l’ultima ruota del carro in un gioco pericoloso di dare e avere nel quale non c’è empatia, rispetto e neppure parola.

 

Gli addotti percepiscono, spesso isolati, di subire tali interferenze. Voglio ricordare che centinaia di migliaia di italiani si rivolgono ogni anno agli esorcisti vaticani ed agli sciamani di varie tradizioni locali. L’addotto è spesso solo e disperato ma possiede ora una chiave di lettura validissima per le sue sventure, in grado di permettergli di uscire definitivamente dal problema. Famiglie terrestri potenti collaborerebbero con gli alieni, non disponendo neanche loro di anima, il che giustificherebbe alcune connotazioni ubique del potere: il sadismo, la mancanza di empatia, l’indifferenza per il proprio simile e la predilezione per l’ordine e le strutture verticistiche. Ove c’è un capo, dove uno schiavo, non può albergare anima. Dove non esiste collaborazione ma solo violenza e sopraffazione, la non c’è umanità. L’uomo è altruista: collabora, supporta e protegge. L’alieno è egocentrico, infido e si basa sulla legge del più forte, proprio come le nostre peggiori dittature.

 

A proposito di dittature, vorrei ricordare il più atroce crimine commesso contro l’umanità: la tragedia dei desaparecidos. Oltre trentamila giovani poco più che adolescenti perivano per i motivi più futili per mano di aguzzini e carnefici innominabili altrimenti, mentre la chiesa cattolica manteneva un atteggiamento colpevolmente ambiguo, così come fece durante il nazi-fascismo e come fa tutt’ora con le spregevoli dittature in giro per il pianeta. Com’è mai? Buona lettura.

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Nomina Consequentia Rerum

Pubblicato il da Ghigo Battaglia

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'nomina sunt consequentia rerum' 

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Se seguiamo il ben documentato ragionamento di Mauro Biglino nel suo ‘Non c’è creazione nella Bibbia’ possiamo cogliere un aspetto importante sulle origini del linguaggio scritto e parlato. In principio era il logos, sembra suggerire una funzione operativa delle lingue antiche, una capacità di rappresentare il reale, come una tavola degli elementi oppure come un codice scientifico diretto. L’origine delle lingue è misteriosa quanto l’origine stessa delle civiltà. Ci troviamo a che fare con costrutti complessi dalle forti connotazioni evolutive che hanno portato eccentrici studiosi ad immaginarsi un’origine aulica comune (il mito di Atlantide) oppure una discendenza extraterrestre, riassunta per brevità nella  teoria degli antichi astronauti, portatori di civiltà ed appunto dei linguaggi originari: i codici macchina del reale.

L’ebraico potrebbe essere interpretato come un codice biochimico come suggerisce, tra gli altri, il Prof. Corrado Malanga che vede in quella lingua senza vocali le possibili trasmutazioni delle basi chimiche del DNA umano. A conferma di tutto ciò ci giunge, inaspettato, il dotto giudizio del grande filologo ‘ribelle’  Giovanni Semerano ( nel suo bellissimo: L’infinito, un equivoco millenario ) che intravvede nelle lingue primigenie (sumero ed accadico in primis) non solo la radice comune della linguistica umana ma anche i simboli di un contatto con il reale perduto, di cui l’uomo è andato alla ricerca per secoli con un sentimento di amara nostalgia, patendo un presente profondamente dislessico perché utilizza simboli fonetici dal senso profondo smarrito.

Il ‘grande segreto’ potrebbe quindi celarsi all’interno delle strutture linguistiche primigenie? Erano davvero degli strumenti di definizione e trasformazione del reale? Un aspetto sorprendente, ad esempio, è la vera e propria ‘grafomania’ dei sumeri, intenti a registrare tutto con meticolosa puntigliosità, aspetto stravagante se immaginiamo che, pochi decenni prima della loro venuta, l’uomo viveva all’età della pietra, ricca di ‘segni’ ma ben lontana dalla necessità d’uso di lingue complesse.

Gli idiomi primordiali potrebbero quindi contenere delle strutture interpretative del reale profonde e complete. Codici macchina operativi potrebbero essere stati devoluti all’umanità che ne ha fatto un uso parziale e forse sostanzialmente scorretto. Nominare gli elementi del reale, come ci narrano le genesi antiche, è l’atto creativo vero e proprio, non di materia dal nulla ma di controllo e manipolazione del reale: un’intuizione ‘concettuale’ di estrema importanza che comincia a dare frutti insperati. Nominare le cose, significa possederne l’essenza, riconoscerle, prenderne coscienza. L’albero della conoscenza biblico potrebbe essere quindi solo la consapevolezza dell’uso della lingua originaria, in grado di far assomigliare l’uomo agli dei, la mela avvelenata la cui potenza ci ha impresso per sempre il sigillo del peccato, tramite le banali equazioni: conoscere è potere, potere è pericolo. L’uomo aveva acquisito la capacità linguistica propria degli dei. Ma l’uso degli idiomi non era quello limitato odierno ma il possesso dei codici di base del reale, delle tavole degli elementi in grado di svelare i segreti reconditi del mondo materiale e non solo. Non è un caso quindi che Zecharia Sitchin fosse un filologo; è proprio la filologia (in senso esteso) lo strumento degli dei?

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