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Gli Angeli delle Disfunzioni

Pubblicato il da G. B.

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Dal sito del Dr. Mark Sircus, medico e divulgatore scientifico brasiliano, traggo questo articolo che riguarda i danni subiti dalla popolazione in conseguenza del disastro nucleare di Fukushima. Le conclusioni sono allarmanti ed i rimedi possibili pochi perché si può solo cercare di tamponare i danni delle radiazioni emesse dalla centrale danneggiata, ma non resistere a lungo termine. Il disastro nucleare di Fukushima ha riversato nell’aria e nell’acqua del pacifico una quantità notevolissima di elementi radioattivi dei quali sappiamo molto poco. Solo grazie alle informazioni divulgate da alcuni blogger statunitensi, che con i loro contatori geiger vanno in giro per misurare l’ammontare di radiazioni nell’ambiente e grazie agli specialisti come il Dr. Sircus, ci possiamo rendere conto vagamente di ciò che realmente stia accadendo.

Questa forma di avvelenamento è la più subdola che si possa immaginare: le radiazioni sono infatti invisibili ed inodori. Il sospetto che questo disastro sia di natura intenzionale è fondato in quanto, non solo sappiamo come sia possibile generare terremoti e conseguenti tsunami con mezzi artificiali, ma le isoterme anomale della sera prima del disastro, lasciano intravvedere la possibilità che a monte di tutto ci sia stato l'utilizzo di sofisticate tecnologie frutto di un oscuro quanto disumano disegno di mera distruzione.

Vorrei solo associare questi dati con altre forme inusuali di inquinamento. In primis le tonnellate di composti chimici pericolosi dispersi nel golfo del Messico a seguito di quell’altro oscuro incidente alla (oppure dobbiamo usare il plurale ‘alle’?) piattaforma petrolifera della BP. Anche in quel caso, le poche notizie su ciò che è avvenuto ci giungono solo dall’azione dei pochi coraggiosi blogger, e qualche comitato cittadino, che hanno denunciato l’accaduto. Stessa dinamica, guarda caso, possiamo osservarla con la funesta operazione ‘scie chimiche’: l’irrorazione di composti biochimici nell’ambiente dalla composizione ignota (non solo alla popolazione ma anche alle stesse autorità che le hanno permesse) ad opera di velivoli non identificati, puntualmente additate dai soli coraggiosi divulgatori privati assieme a pochissime personalità pubbliche. Prendiamo atto quindi che l’aria e l’acqua dell’emisfero boreale siano sature di orrendi veleni. Il pessimo stato di flora e fauna basterebbe a testimoniare il corso di un processo di annichilimento della Natura tutta su proporzioni planetarie. Ovviamente l’umanità non se ne senta esclusa dato che della stessa natura è parte. L’articolo:

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Gli Angeli delle Disfunzioni Tiroidee provengono da Fukushima

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Dr. Mark Sircus - Ho pessime notizie per tutti, ma specialmente per i giovanissimi ed i loro genitori della parte occidentale degli Stati Uniti e probabilmente per la gran parte del continente, incluso Canada e Messico. Oggi leggiamo che i babmbini hanno il 28% di possibilità in più di sviluppare patologie alla tiroide rispetto agli anni antecedenti il disastro di Fukushima. Ho scritto 31 saggi su Fukushima e pubblicato ‘Nuclear Toxicity Syndrome’ e la mia seconda edizione di ‘Iodine’, un libro sul peggior disastro per l’esistenza dei nostri tempi. Sono giunto addirittura a consigliare alle persone di abbandonare l’emisfero settentrionale, specialmente se si desidera avere bambini. Posso assicurarvi che Fukushima è trilioni di volte peggiore di quanto potreste immaginare.

Oggi Yahoo ha pubblicato: ‘Un nuovo studio sulle radiazioni del ‘Public Health Project’ ha trovato che i bambini nati nella parte ovest degli Stati Uniti, così come nei paesi che si affacciano sul pacifico a portata del disastro di Fukushima del Marzo 2011, potrebbero essere in grave rischio di sviluppare un ipotiroidismo congenito. I bambini nati in posti come le Hawaii, la California, l’Oregon e Washington subito dopo Fukushima, hanno il 28% di possibilità in più di sviluppare tale malattia rispetto ai loro coetanei nati nelle stesse regioni negli anni passati. Questa malattia, se non trattata, può causare danni permanenti ai corpi ed ai cervelli.'

In accordo con il U.S. National Library of Medicine, l’ipotiroidismo può condurre alla disabilità mentale ed alla crescita anomala. Ho pubblicato un aggiornamento su Fukushima questa settimana. E’ una dura lezione di medicina che ci viene data da questa informazione. Nonostante io viva nell’emisfero australe, sono comunque allarmato e mi applico a somministrare più iodio ai miei bambini. (link)

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Cronache dal Sottomondo

Pubblicato il da Ghigo Battaglia

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Da sempre ed in ogni luogo, l’Umanità ha avvertito la presenza di una fonte di energia al contempo eterica ed immortale denominata ANIMA. Allo stesso modo era data per scontata l’esistenza di una serie di entità dotate di volontà, alcune delle quali erano dedite proprio alla predazione dell’anima. Lo SCIAMANO di ogni dove era (ma lo è tutt’ora) convinto che la ‘malattia’ altro non fosse che un disturbo di origine eterica, generato da uno scorretto allineamento oppure dalla predazione dell’anima.

 

A partire dal 1700, l’avvento dell’epoca dei lumi ha dato il via a quel sistema di pensiero basato sulle affermazioni di Galileo, definito SCIENTIFICO. Questo sistema ha portato all’avvento dell’era moderna, basata sul trionfo della TECNOLOGIA che è una formidabile arma a doppio taglio. Da un lato infatti sembrava il traguardo ambito dell’affrancamento dell’uomo dal duro lavoro per la sopravvivenza, dall’altro si è rivelata per essere una efficace TRAPPOLA.

 

Il sapere antico si è così diviso in due parti, una delle quali ESOTERICA, confluita in ambiti oscuri quali conventicole come la Golden Dawn, oppure altri circoli dediti allo studio dell’impalpabile mondo occulto, ed un'altra aleggiante ed indefinibile. Occorre però ricordare come una delle matrici del pensiero scientifico moderno, la Royal Society, fosse stata fondata da sapienti massoni ed esoteristi in quella strana dimensione simbiotica esistente tra scienza, alta tecnologia e saperi occulti. La scienza infatti non ha mai perduto gli aloni misterici della profezia ed i carismi ancestrali del vate.  

 

Paradossalmente, è proprio il pensiero scientifico odierno che permette di parlare di ‘altri mondi’ senza sconfinare nella FANTASCIENZA (un altro arguto ricettacolo di saperi antichi) quando afferma che ‘La Scienza definisce il funzionamento di un 10% della materia dell’Universo. Ne ipotizza l’andamento di un altro 10% mentre accoglie come ignote le basi sulle quali si struttura il restante 80%, relegandolo sotto un’etichetta che è tutto un programma: MATERIA OSCURA’.

 

Nei rituali dell’esoterismo contemporaneo dobbiamo quindi attingere per recuperare qualcosa dei saperi perduti oppure affidarci al valore massimo delle nostre intuizioni. Una forma di pensiero autonomo e coerente infatti potrebbe prevalere sui DOGMATISMI scientifici, che sono vicinissimi e quasi sovrapponibili a quelli religiosi, portandoci ad avere perlomeno una parvenza di visione d’insieme del mondo. Una consapevolezza antica e di grande respiro, spesso indefinibile se non comunicata per segni e simboli, per definire frequenze altrimenti non comunicabili, una forma di pensiero completa e profondamente umana.

 

In questo contesto i demoni divengono alieni, si ammantano di apparati tecnologici ma tendono sempre allo stesso obiettivo primario: la predazione animica.  Esistono le larve del sottomondo? Oppure dovremmo definirle entità del sopramondo? Dobbiamo recuperare le fonti di un sapere perduto per poter evolvere la nostra consapevolezza? Senz’altro è necessario abbandonare qualsiasi dogma, massicce ancore contro la deriva ed il timore dell’ignoto. In secondo luogo dobbiamo abbandonare proprio la paura della contaminazione nell’addentrarci in territori sconosciuti.

 

Le strettoie del pensiero scientifico hanno già palesato i loro limiti. Una forte pressione ci giunge da dimensioni sconosciute che si lasciano intravvedere solo attraverso un proprio linguaggio reiterato e cadenzato come un MANTRA metallico. Subiamo questo maglio, scandito da operazioni ritmate. Veniamo condotti verso un destino che non ci appartiene per le fredde mani del Monti di turno, in sentieri senza via d’uscita. La tecnologia è usata oggi contro tutti noi in nome della sicurezza e della giustizia, proprio quelle istanze che piangiamo di non possedere più!

 

La colpa di tutto ciò però è solo nostra: dovremmo essere cresciuti e riconoscere e distinguere le FAVOLE MALEVOLE dalla realtà. Le favole silicee sono seducenti ma vuote. La nostra realtà ed il nostro mondo interiore invece sono una fonte infinita di meravigliose sorprese. Dobbiamo recuperare ritmi ancestrali e linguaggi perduti vagliando il bene dal male come fa l’erborista nel sottobosco. Adoperandoci verso un SILENZIO inatteso. Questo stallo produttivo forse ha di positivo proprio la possibilità che ci dona di osservare questo silenzio e di assaporarne i benefici. Potremmo osservare ancora l’andirivieni dei tanker chimici ma saranno solo echi lontani di un mondo che non c’è più, superato dalla nostra evoluzione. Le urla stridule degli esseri del sottomondo scompariranno all’improvviso mentre un sorriso ineffabile ci riempirebbe l’anima. Questo è un augurio non soltanto consolatorio. Il cammino per evolvere è infatti assai arduo e complesso e non è presente in nessun manuale. L’uscita dal labirinto è però un’opzione potenzialmente alla portata di tutti. Buon lavoro.

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La Favola del Fluoro Buono

Pubblicato il da G. B.

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In questo esteso articolo tratto dal post del  Dr. M. Pedone, si affronta l’incredibile vicenda del fluoro presente nei nostri dentifrici industriali e nelle acque ‘potabili’ di molti paesi del pianeta. Le ragioni di questa fluorazione imposta dalla propaganda e dalle autorità sono da ricercarsi in questo breve resoconto storico. Dal sito  amicodentista, preleviamo intanto questo lapidario commento: 

La nostra opinione è che, nonostante venga utilizzato dal 1945, non è affatto documentato che il fluoro faccia bene ai denti. Ammesso che serva a qualcosa, è dimostrato come il fluoro sia potenzialmente tossico a dosi che sono molto vicine a quelle in cui si ritiene che faccia bene. Non è possibile determinare quanto fluoro si assume dall'ambiente (acqua, alimenti, aria, ecc.), non è pertanto possibile sapere se si sta assumendo una dose terapeutica od una tossica. Vi sono fondati sospetti che vi sia una vasta serie di gravi malattie, incluso tumori, riferibili ad intossicazione da fluoro. Non è pertanto opportuna, a nessuna età, l'assunzione di fluoro medicale attraverso gocce o compresse. I bambini, fino alla pubertà, non debbono utilizzare dentifrici al fluoro. 

L’articolo aiuta a far luce sui processi di avvelenamento intenzionale ai quali siamo incredibilmente sottoposti spesso con il nostro involontario aiuto. Dobbiamo infatti scegliere con cura i nostri alimenti non facendoci mai soggiogare dalla raffinata propaganda pubblicitaria, prediligendo prodotti freschi e naturali agli artefatti sottoprodotti industriali: vedo ancora nei supermercati mamme premurose ma disattente comperare prodotti con aspartame oppure con il glutammato di sodio per i loro figli! (nel post ho inserito alcuni tagli per facilitarne la lettura)  

 Il fluoro, la storia .

La ‘favola del fluoro buono’, ha inizio nel 1931 quando un certo Dean, dentista americano, fu mandato dal governo in una regione del Texas, caratterizzata da acque molto ricche di fluoro, per studiare un fenomeno che colpiva gli abitanti di quella regione: denti scuri e macchiati. Dean descrisse con dovizia di particolari i denti dei texani ed attribuì le macchie ed i denti scuri ad una intossicazione da fluoro e chiamò fluorosi questa malattia. Egli allegò alla sua comunicazione una nota speciale in cui precisava che i denti fluorotici, anche se brutti, fossero più resistenti alla carie od almeno così gli sembrava.

Il suo lavoro venne ripreso nel 1939 dal biochimico Gerard J. Cox che somministrò fluoruri a topi di laboratorio descrivendone la maggior resistenza alla carie, in presenza di una dieta molto ricca in zuccheri. Il suo lavoro si concluse con la sorprendente raccomandazione di interrompere la bonifica del fluoro nelle acque potabili ed anzi di arricchirne le stesse. Questa frase fa intuire come fino ad allora il fluoro fosse considerato tutt'altro che buono ed anzi, in quegli anni, fosse conosciuto essenzialmente come veleno per topi e come rifiuto tossico industriale (delle lavorazioni dell’alluminio in particolare).

L'inquinamento ambientale di acque e terreni da fluoro aveva già determinato diverse contestazioni e vertenze legali fra gli abitanti e le aziende manifatturiere; del resto, lo smaltimento del fluoro negli USA era già stato indicato come obbligatorio. Nel 1939, all'epoca del dr. Gerard J. Cox, lo smaltimento dei rifiuti di lavorazione dell'alluminio contenenti fluoro, costava 36 centesimi di dollaro al chilogrammo; la quantità dei rifiuti smaltiti annualmente era di circa 150.000 tonnellate: una spesa, nel 1939, di ben 54 milioni di dollari annui!

Il fluoro era però indispensabile all'industria dell'alluminio, e l'alluminio, era indispensabile nella industria aeronautica specialmente in tempo di guerra; la Alcoa era allora la maggior produttrice di alluminio. Proprietaria della Alcoa era la famiglia Mellon, proprietaria anche dell'istituto di ricerche Mellon che annoverava fra i sui dipendenti proprio il biochimico Gerard J Cox! Nel 1944, il Journal of American Dental Association, pubblicò un articolo in cui a carico del fluoro si ravvisava il rischio che lo stesso inducesse osteoporosi, problemi alla tiroide ed alterazioni della colonna vertebrale, mentre se ne contestava l'efficacia nel ridurre le carie.

Nonostante la forte opposizione di una parte del mondo scientifico, la politica cominciò a pensare, sfruttando l’entusiasmo popolare, ad aggiungere fluoro alle acque potabili. Nel 1945 ci si decise a fare uno studio serio che dimostrasse l'azione benefica del fluoro verificandone nel contempo la tossicità; si prese un'intera cittadina, Grand Rapids nel Michigan, alle cui acque fu aggiunto il fluoro mentre alla vicina e simile città di Muskegon, no. L'esperimento doveva durare ragionevolmente 15 anni ma gli abitanti di Muskegon, nel 1947, ottennero con la forza che anche le loro acque venissero sottoposte a fluorizzazione vanificando così la sperimentazione. Nel 1950 capo del Public Healt Service divenne l'avvocato Ewing, da sempre avvocato di famiglia dei soliti Mellon, convinto assertore della florurazione delle acque; talmente convinto che assunse, per persuadere anche gli scettici, il mago del marketing, Edward Berneys, nipotino tremendo di Sigmund Freud. Rapidamente il fluoro divenne buono. Nel giro di pochi anni, gran parte del territorio nordamericano e canadese fu servito da acque arricchite da fluoro e ciò senza che fosse stato fatto un solo studio serio sull'efficacia preventiva del fluoro e soprattutto sulla sua potenziale tossicità. Tutto ciò fu fatto sotto la spinta emotiva entusiastica dei cittadini e con l'aiuto, magari interessato, della grande industria e del dipartimento di stato.

Nell'America socialista degli anni 40, la fluorazione delle acque venne accolta con entusiasmo come primo caso di nobilissima medicina preventiva. Fu in questa ottica che gli abitanti di Muskegon, ingiustamente privati del fluoro, condannati ad ulteriori quindici anni di dolorose carie ai denti, si ribellarono all'esperimento di Grand Rapids e pretesero addirittura, con clamorose azioni di piazza, anche loro il fluoro buono da bere. (…)

In Italia, il primo a parlare di fluoro alla comunità scientifica fu il dottor Paolo Trivieri, medico condotto di Anguillara comune dell'alto Lazio, ai tempi di tremila abitanti; il paese, posto in zona di origine vulcanica, era servito da una fonte in cui il fluoro viaggiava su elevate concentrazioni (3-5 mg/litro). Il dr. Trivieri descrive nel 1940, con alle spalle una trentennale puntuale ed eroica osservazione, i denti degli anguillaresi, anneriti, pieni di malformazioni dello smalto. Descrive la stessa fluorosi nei suoi vari gradi che aveva descritto il dr. Dean ma il Dott. Trivieri conclude nelle sue osservazioni odontoiatriche dichiarando che questi denti fluorotici, oltre che brutti, a causa della loro superficie discontinua ed irregolare, siano più (non meno: più) suscettibili alla carie. Descrive, inoltre la fluorosi delle ossa, con osservazioni cliniche e dirette su cadaveri. Descrive le deformità, le fratture, la elevata fragilità di queste stesse ossa; un quadro clinico conosciuto oggi come osteoporosi. Indica una correlazione certa fra tutto ciò ed il fluoro ed anzi descrive:” qui la tubercolosi non manca davvero (di quegli anni addirittura l'ipotesi di curare la tbc col fluoro!), così come l'ulcera ed il cancro”. Malattie, queste ultime difficilmente riferibili tanto al fluoro quanto all'arsenico di cui erano parimenti ricche le acque di Anguillara, ma questo il magnifico Dottor. Trivieri non poteva saperlo.

I primi studi sperimentali italiani sull'efficacia del fluoro come mezzo profilattico risalgono ai primi anni 50 e furono avviati da Silvio Palazzi direttore della Clinica Odontoiatrica di Pavia e da Alessandro Seppilli, direttore dell'Istituto di Igiene dell'Università di Perugia. Tale sperimentazione, consistette nella preparazione di una pasta dentifricia, in cui si incorporava del fluoruro di sodio in varie concentrazioni. Con tale composto, vennero trattati denti recentemente estratti: si osservava che la dentina e lo smalto di questi, presentavano modificazioni morfologiche interpretate come rimineralizzazione delle stesse. Se da una parte, anche in questo caso, mancò del tutto una analisi sulla reale efficacia clinica (quello che si chiama studio longitudinale) ed uno studio sulla tossicità del fluoro, va detto che nello storico e combattuto Simposio (furono molti ed agguerriti gli oppositori) del fluoro tenutosi a Roma il 30 e 31 Marzo 1953 si concluse circa l'efficacia delle paste fluorurate, mentre nulla si disse circa la somministrazione sistemica (per bocca) di sostanze fluorurate ed ancor meno si concluse qualcosa circa la fluorizzazione delle acque.

Sono due le ragioni ritenute probabili per questo silenzio; la prima è che la quantità di fluoro presente nelle acque erogate dalla rete idrica italiana, sia pur con molte differenze, è già di per se elevata (in media 1 mg/litro). La seconda, inquietante, è che la rete idrica italiana costituita in gran parte di tubi in ferro zincato, con un indice di dispersione superiore al 40%, non avrebbe retto all'azione aggressiva del fluoro.

Dott. M. Pedone - Caronno pertusella (VA)

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Prime Luci Ufficiali sull'11 Settembre

Pubblicato il da G. B.

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Un cittadino britannico, Tony Rooke, ha citato in giudizio la BBC (vincendo la causa) per aver mentito circa gli attentati dell’11 Settembre negli USA. In particolare il Sig. Rooke ha chiesto alla competente autorità di esentarlo dal pagare il canone televisivo perché la rete nazionale ha dato la notizia del crollo dell’edificio WTC7 venti minuti prima che ciò accadesse, dando così una notizia che lascia presagire una incredibile conoscenza anticipata dei fatti da parte dell’emittente televisiva britannica. Per chi non ne fosse al corrente, il WTC7 (Salomon Brothers Building) è il terzo grattacielo collassato quel giorno senza che sia stato colpito da un aereo. L'edificio crolla su se stesso in una nuvola di polvere in caduta libera, proprio come avviene in una demolizione controllata con l'ausilio di tecnologie moderne, che necessitano settimane di preparazione per essere eseguite: l’ennesima prova di come quegli attentati non siano avvenuti come vorrebbero farci credere. Questo elemento è stato sorprendentemente non 'coperto' dal servizio di Alberto Angela trasmesso dalla nostrana RAI nel quale si è parlato solo del crollo delle due torri principali (WTC1 e WTC2) evitando di trattare un evento assai difficile da comprendere e giustificare (come lo è stato il crollo del WTC7), soprattutto seguendo le bizzarre conclusioni della commissione governativa di inchiesta: peccato! Ricordo che un grattacielo in ferro non è mai collassato a causa del fuoco e che il WTC7 era un edificio ancora più moderno e sicuro delle torri gemelle.

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Sembra quindi che il costrutto degenere con cui sono stati raccontati dalla BBC quegli attentati si stia sfaldando; vorrei proprio vedere le facce grigie dei tanti parolai prezzolati che si sono spesi in questi anni a difendere l’indifendibile. Per ulteriori informazioni sulle migliaia di attivisti, tecnici specializzati, militari e veri scienziati che chiedono con forza la riapertura delle indagini, si veda:

link 1

link 2

link 3

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