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Il Cavaliere Oscuro contro le Casualità Sincroniche

Pubblicato il da G. B.

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Premessa: non si vuole qui suggerire motivazioni posticce di eventi reali ma solo sottolineare la valenza simbolica di alcuni eventi. Non si desidera tantomeno urtare la sensibilità di nessuno ma solo considerare le sorprendenti sincronicità esistenti nel reale.

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CADUTA

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Consideriamo l’ascesa del cavaliere oscuro, il film con protagonista BATMAN alla cui ‘prima’ al cinema Aurora di Denver si è assistito all’esecuzione sommaria di alcuni spettatori ad opera (secondo la versione ufficiale) di un ragazzo (James Holmes) nei panni improbabili del JOKER del film stesso. Le motivazioni di tale gesto sarebbero quindi da imputare ad un raptus di follia del giovane Holmes, immedesimatosi nel personaggio negativo del film.

 

Già dalla visione dello sguardo perso di Holmes in sede giudiziaria, in molti hanno gridato al FALSE FLAG ed all’utilizzo di programmi di controllo mentale, corroborati nei fatti dalle ricostruzioni discordanti dei testimoni presenti. Tante inoltre sarebbero le coincidenze simboliche: il nome del cinema (Aurora), il riferimento al cavaliere oscuro, la presenza dell’elemento perturbante (il joker) e la città teatro della strage ( Denver). L’uso del ‘ jolly joker’ potrebbe significare l’annullamento della casualità, a loro favore, oppure la necessità propiziatoria di attirare ‘fortuna’ in vista di un evento futuro per noi deleterio.

 

Ormai è di dominio comune la lettura simbolica degli auto attentati dell’11 Settembre: le torri gemelle come le colonne gemelle del tempio di Re Salomone, il WTC7 dal nome ‘probatorio’ (Salomon Brother’s Building!) e la figura del pentagono. Tutti palesi riferimenti alla simbologia massonica. Anche la caduta della torre è un topos simbolico: è infatti il contenuto di una carta dei tarocchi.

 

Nella incredibile sincronicità degli eventi, una nave (la ‘jolly nero’) si abbatte sulla torre di controllo del porto di Genova. L’incidente reale è allo studio degli inquirenti anche se sarà assai difficile risalirne alle cause. Si è parlato infatti di un fatto sconcertante: il mancato funzionamento dei collegamenti di comando proprio in quel preciso istante, ripristinatosi subito dopo (così sembra), appena prima l’impatto. Ovviamente dell’evento sarà data una versione ufficiale ragionevole e non abbiamo qui nessun motivo di pensare alla presenza di una qualche seppur lontana intenzionalità nel tragicissimo evento.

 

Come suggerisce  Paolo Franceschetti, gli eventi non sono necessariamente pianificati nei dettagli. Chi ne genera l’intenzione, imprime anche non volendo la sua personalissima impronta che si traduce in corrispondenze simboliche numerologiche e visuali evidenti. Gli eventi cioè obbedirebbero più ad una specie di ‘eggregore’ operante che a dettagliatissime pianificazioni. Gli eventi artificiali si colorerebbero così di sincronicità dovute alla ‘firma’ impressa nel reale dalla forza decisionale che ne è a monte, riverberando poi nel tempo in echi imprevedibili.

 

L’uragano Sandy, la strage alla scuola Sandy Hook, la sparatoria al cinema Aurora, le bombe alla Maratona di Boston, l’11 Settembre, la sparatoria di  palazzo Chigi, le bombe di Madrid e Londra, sono eventi frutto di queste volontà sottili? Queste volontà possono avere un riverbero sincronico con altri eventi insoliti?

 

Resta da considerare l’enorme energia sprigionata dai simboli e la loro forza ‘magica’ nel modificare la realtà. Possiamo considerarli rituali propiziatori oppure motori sottili degli eventi a venire. L’unica cosa che non possiamo fare però è ignorarli anche se corriamo il rischio di ingigantirne la portata distruttiva, reiterandone i contenuti. La consapevolezza però è l’unico strumento che ci rimane per tentare di contrastare la mole di nonsense oscuro che ci si para d’innanzi. Sono sicuro inoltre che adoperiamo male le nostre energie e che se le utilizzassimo per una sorta di contro-rituali benefici ed intuitivi la realtà si potrebbe modificare in meglio, cauterizzando per sempre l’oscena lordura che tutto imbratta. Purtroppo siamo distratti ed avvelenati ('cullati' da un ferale continuum elettromagnetico ed ipersensibilizzati ad esso dalle componenti disperse dalle scie chimiche) per cui sarà davvero impresa difficile realizzare questa convergenza di intenti, seppur non impossibile.

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L'Agenda del Dragone

Pubblicato il da G. B.

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Ci rendiamo conto dell’esistenza di ‘Agende’ ossia di progetti pianificati per la conduzione di alcune società complesse verso un disegno prestabilito. Potremmo citare quella della normalizzazione artificiale dell’omosessualità, oppure quella della fine della privacy personale ma quella su cui vorrei ci soffermassimo un poco è l’agenda di gestione e controllo dell’immigrazione. Il cosiddetto ‘multiculturalismo’ non ha nulla a che vedere infatti con lo spostamento coatto di masse di individui inconsapevoli ed inermi verso lidi lontani. 

A Roma, la capitale di questo paese espugnato, c’è un quartiere centrale che ruota attorno a Piazza Vittorio, nei pressi della stazione Termini. Questo quartiere è caratterizzato dal suo pronunciato ‘multiculturalismo’ appunto, in realtà è praticamente in mano agli immigrati di provenienza cinese con piccole percentuali di individui di altre origini. 

I portici attorno alla piazza e le vie attigue sono costellati di punti vendita di prodotti cinesi nei settori dell’abbigliamento, del cibo, della bigiotteria. L’aspetto più inquietante di tutto ciò è l’assoluta uniformità dell’arredo dei negozi: una specie di ‘boiserie’ in plastica bianca o finto legno, con mensole in truciolato ed illuminazione rigorosamente ‘sparata’ al neon. Altro aspetto da considerare è che ho notato raramente la presenza di un avventore in questi negozi mentre è garantita la supervisione generalmente di una ragazza orientale per lo più annoiata e con lo sguardo rivolto verso il pavimento. L’integrazione di queste persone nel tessuto cittadino romano è pressoché nulla. Possiamo solo osservare un via vai di furgoni rigorosamente bianchi (senza insegne) e di carrellini pieni di pacchetti, sempre anonimi. 

I cittadini più accorti si sono chiesti da anni il perché di tanta uniformità e di questo ‘traffico’ di merci apparentemente senza senso dato il bassissimo volume di compravendite. E’ visibilmente chiaro come l’orientalizzazione del quartiere non risponda ad un fenomeno legato ad una immigrazione naturale e spontanea ma ad un disegno organizzato e pianificato con l’evidente concorso di una qualche autorità autoctona. Lo stesso dicasi per la comunità islamica o per quella nordafricana che ormai amministra sorprendentemente la quasi totalità del mercato ortofrutticolo. 

Non si tratta evidentemente di fenomeni isolati di persone o piccoli gruppi di persone che decidono di trasferirsi dall’altra parte del globo in un contesto molto diverso dal loro di origine per scelta o per necessità, spinti comunque dall’ammirazione e dalla voglia di integrarsi in un sistema civile e culturale di loro gradimento. Queste comunità infatti sono chiuse a riccio a difesa dei loro usi e costumi, religioni e consuetudini come forma ben comprensibile di autodifesa. 

Le domande quindi da porsi sono: perché sono venuti qui? Perché hanno lasciato il loro paese per trasferirsi in un contesto sostanzialmente ostile? Chi ha organizzato questo trasferimento umano di massa? Con quale finalità? 

Vivere in una sorta di cattività autoindotta non gioverà certamente all’immigrato né tantomeno ai pochissimi romani abitanti in quei quartieri ormai considerati da tutti non più ‘autentici’. Il prezzo degli immobili tra l’altro è calato di colpo una volta avvertita la volontà di eleggerlo come meta di elezione per l’immigrazione organizzata. 

Un amico che lavorava in un centro per la gestione dell’immigrazione nel centro Italia ma assicurava sul fatto che la popolazione di origine cinese non moriva mai e raramente si ammalava rispetto a quella di altre origini e provenienze. Com’è mai? Sono immortali e forti, oppure esiste una gestione interna raccapricciante di questi episodi della vita?

 

A chi giova quindi tale immigrazione? Non certo ai cittadini cinesi che si trovano catapultati dall’altra parte del pianeta in luoghi sconosciuti che non hanno neanche il tempo di scoprire dati gli orari di lavoro che seguono. Tantomeno ai romani che non possono scambiare esperienze ed informazioni con questi rappresentanti di cotanta meravigliosa civiltà millenaria. Ed allora?

 

La Cina è stata pochi anni orsono un’anteprima del nuovo ordine mondiale sotto la dittatura di Mao Tse Tung. Il leader cinese, molto probabilmente appartenente di spicco delle massonerie internazionali, ha imposto con la violenza un sistema di controllo esaustivo delle vite del suo popolo, dalla nascita (pianificata) sino al decesso (e forse anche oltre). Un popolo che si muove al’unisono sotto i comandi di un vertice aureo lontano ed impenetrabile. Un paese alveare dove l’individuo non conta nulla o quasi: il nuovo ordine mondiale appunto. 

Il trasferimento del settore manifatturiero mondiale in oriente è anch’esso un fenomeno imputabile all’esecuzione di un’Agenda? In Italia in pochi decenni abbiamo assistito alla distruzione del tessuto produttivo interno ed ad una immigrazione apparentemente incontrollata. Come si conciliano queste tendenze? Il risultato di tanto lavoro è sotto gli occhi di tutti. Una società sbrindellata, litigiosa ed insofferente. Una percezione alienata della realtà urbana, un cortocircuito di valori ed esperienze in condivisibili. Il fallimento del cosiddetto multiculturalismo è stato già evidente in Francia, nonostante le loro politiche attentissime di immigrazione. In Italia dove al solito tutto è più lasso, la situazione è fonte potenziale di attrito e comunque inutile per tutti.

 

Siamo di fronte ad un fenomeno dall’origine artificiale che sottende criteri distruttivi (per tutti), non certo a fenomeni spontanei e naturali. Questo universo multicolore tende inesorabilmente verso un freddo grigio collettivo in cui tutti gli esseri umani hanno solo da perdere e nulla da guadagnare. Così non è stato in tempi remoti quando le culture si fondevano, magari dopo episodi violenti, ma in un desiderio reciproco di integrazione e volontà propositive, seppur dominatrici. Aggiungere la desolazione dei cieli artefatti opalini, di una luce fredda e malevola, agli odori di spezie sconosciute ed oli di pessima qualità, al percorso stordente in un contesto senza senso. Colori in blando contrasto, altro che fusione di popoli! Individui alienati in un contesto estraneo. Incomunicabilità. Scollamento, timore, sottesa disperazione, solo questo vedo negli sguardi di chi vive l’alienazione, indigeni autoctoni o nuovi arrivati che siano, quasi mai purtroppo un sorriso.

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Un Paese Espugnato

Pubblicato il da G. B.

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Negli anni cinquanta e sessanta, il nostro Paese aveva le potenzialità per divenire un modello di SVILUPPO CREATIVO senza eguali. Una miriade di iniziative pubbliche e private sorgevano all’insegna del coraggio e dell’inventiva, sostenute dall’azione di funzionari statali sostanzialmente onesti.

 

La società civile contava tra le sue fila dei veri e propri GENI, da tutti riconosciuti, nei settori artistici, scientifici, della ricerca e della finanza; insomma un paese che si era immunizzato dal superomismo fascista e procedeva, seppur tra mille zavorre e difficoltà, verso un futuro potenzialmente radioso.

 

Poi cos’è successo? A partire dagli anni settanta è stato sottoposto ad un’azione di distruzione e controllo senza tregua che ha visto nell’omicidio di  Mattei (risorse ed impresa), di Pasolini (pensiero e parola), in quello di Moro (istituzioni e politica) ed in quelli di Falcone e Borsellino (consapevolezza e giustizia) gli emblemi del giogo internazionale che gli veniva imposto.

 

Oggi assistiamo alla sistematica distruzione del suo ineguagliabile know-how industriale accompagnato dalla privazione coatta delle materie prime, acciaio ed alluminio, tramite le chiusure pretestuose di Ilva ed Alcoa. Questa RURALIZZAZIONE FORZATA viene condotta da una ventina di anni a questa parte complice la mostruosa normativa sulla tassazione, sulla sicurezza e sul lavoro. Avrebbe potuto rappresentare l’anticamera di un futuro rurale potenzialmente ricco se questi assassini non avessero dato il via contemporaneamente alle ben note operazioni di bio/geo/ingegneria distruttiva con il tramite delle onnipresenti scie chimiche e delle radiazioni elettromagnetiche.

 

L’ingresso coatto in quel lager di ex lusso denominato Unione Europea ha dato il colpo finale ad un paese potenzialmente meraviglioso, ridotto ormai ad un osceno bivacco di raccomandati parassiti ebetoidi ed inetti in ogni settore, pubblico e privato.

 

Chi ha deciso tutto ciò? Ma meglio: chi ne è stato complice? Trattandosi di un’operazione programmata sin nei dettagli, avrà avuto un ‘capo’ e degli esecutori idioti, masochisti e traditori. La cricca satanista dei gruppetti mafiosi internazionali del tipo Bilderberg è senz’altro il collante di queste operazioni di smantellamento di un Paese intero, popolato da sessanta milioni di esseri umani ridotti allo stremo, alla frustrazione ed alla malinconia, tranne pochi imbecilli che pensano ancora di farla franca a scapito dei propri simili, forse grazie alle loro conoscenze ‘appiccicose’.

 

Una popolazione inebetita ed irretita da mille promesse subdole ed inconsistenti ha favorito questo disastro attuale in un crescendo di artificiose idiozie. Sopra tutto, la politica a rappresentare fedelmente il tessuto marcio del Paese, senza sogni, senza speranza e dedita allo sfruttamento parassitario della parte molle della società, sempre più esangue.

 

Il Premier di questo attuale parlamento (pseudo opposizione compresa) profferisce più volte la parola ‘squadra’ (che in gergo massonico vuol dire ‘obbedienza’: siamo della stessa squadra … e compasso!) come a significare la continuità con il governo Monti, Berlusconi e Prodi, all’insegna della sottomissione coatta ai voleri imperiosi ed evidentemente ineludibili di volontà aliene superiori.

 

Nn penso che ci daranno scampo. Continueranno in questo martellamento economico ed ambientale, scandito come sempre dalle lugubri operazioni di propaganda, male organizzate, e dalla ritualità di una RELIGIONE dominante, quella cattolica, ormai totalmente priva di senso perché in mano ad una istituzione che è una delle principali cause di questo disastro con il suo  pontifex nero, nei panni maldestramente portati di un vero rivoluzionario come era San Francesco.

 

Dato che ogni rappresentazione esteriore è stata creata o comunque infiltrata per ottenere lo scopo qui esposto, l’unico spazio libero rimasto è dentro noi stessi. Ne usciremo, se ne usciremo, contando sulle tante anime che si battono in una lotta alta e solitaria verso un traguardo ideale. Esse sanno di non essere sole ed hanno bene in mente quale sia la meta. Grazie a tutte loro ed a chi appoggia, anche solo con il pensiero, questa benefica azione. Credo che un mondo di grandissimo respiro ci sia stato tenuto nascosto. Non ne percepiamo i limiti ma ne sentiamo le potenzialità.

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Ritorno alle Origini

Pubblicato il da G. B.

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Ormai gli studiosi del fenomeno ‘abduction’ (prelevamento forzoso di esseri umani da parte di militari terrestri ed alieni) hanno a disposizione svariate migliaia di resoconti diretti, molti dei quali ottenuti in stato ipnotico, in grado di donare una rappresentazione completa degli aspetti e degli scopi di tale operazione. A tali resoconti si possono inoltre sovrapporre le numerosissime testimonianze antiche (soprattutto sumere e bibliche) di viaggi spaziali, voci interiori, epifanie multicolori o prelevamenti divini che in definitiva raccontano degli stessi accadimenti. In realtà, di tutti questi dati dovrebbe interessarci solo la parte relativa al disvelamento delle finalità ultime di tanto lavorio, ma procediamo con ordine.

Che si tratti di un’operazione congiunta e ben pianificata non vi è dubbio in quanto si tratterebbe, in estrema sintesi, di procedure condotte in sinergia tra varie entità aliene e corpi militari terrestri (in Italia, soprattutto francesi) che presentano caratteristiche seriali ripetitive e cadenzate. Dall’Australia agli Stati Uniti, dal sud America sino alle lande pugliesi, gli addotti raccontano una sola verità; essere stati prelevati, in momenti disparati della propria vita, da entità non terrestri di vario tipo, ed essere stati condotti in laboratori od altri ambienti insoliti, come oggetti di complesse sperimentazioni scientifiche.

La caratteristica saliente di tali interventi è costituita da ‘topoi’ fondamentali come la presenza dei cosiddetti ‘grigi’ (quegli esseri piccoletti di Spielberg per intenderci, spesso scambiati dagli addotti per ‘bambini’) che altro non sarebbero che automi organici, alle dipendenze delle razze predominanti quali gli insettoidi od i sauridi, utilizzati per svolgere lavori pratici preliminari.

In sintesi cosa avverrebbe sul corpo e sulla mente dei malcapitati umani? Soprattutto manipolazioni fisiche e genetiche (incluse clonazioni anche massive) nonché l’utilizzo e lo sfruttamento di una componente energetica propria definita dal  Prof. Corrado Malanga ‘anima’. Tale componente sarebbe un retaggio energetico della prima creazione compatibile con alcuni esseri umani (ma non tutti) incarnatasi con il fine ultimo di fare esperienza in questo stato dimensionale denso e congestionato quale il nostro. Da notare come i popoli di tutte le latitudini e culture abbiano da sempre dato per scontato la presenza di ‘anima’ nonché quella dei suoi predatori: è sufficiente leggere alcuni testi sullo  sciamanesimo (di ogni dove) per rendersene conto. Solo il nostro mondo occidentale pragmatico ed  apparentemente materialista ha da pochi secoli bandito tali informazioni dal pubblico dominio e forse non a caso: se è l’illuminismo la matrice di tanto oblio, non sorprenda allora la sua origine francese. Ovviamente il 'materialismo' è la 'verità' solo per le masse, i vertici elusivi sono invece da sempre legati all'occultismo ed allo spiritismo.

In una complessa scala gerarchica, razze aliene più o meno ‘dense’ agirebbero secondo accordi traballanti tra di loro e tra reparti militari terrestri, adoperandosi nel grande progetto di creare una genia ibrida umano/aliena al fine di consentire lo sfruttamento esaustivo dell’energia animica e di perpetuare una esistenza sovrannaturale in contenitori idonei. Alla base di questa procedura ci sarebbe la possibilità di poter trasferire l’essenza vitale (ricordi, esperienze ed emozioni) sottoforma di contenuti di memoria ed energie particolari in contenitori adatti come lo sono i cervelli umani, da sempre utilizzati per garantire una sorta di eternità agli alieni come grandi ed efficienti supporti di memoria ed energia. Possiamo immaginare quindi il cervello umano come una specie di hard disk in grado di contenere non solo memorie aliene ma anche le memorie delle vite passate di tutti i contenitori utilizzati nel tempo per perpetuare quella originaria esistenza aliena ‘digitale’. E’ questo il motivo per cui possediamo questo enorme organo e lo utilizziamo solo per una piccola percentuale?

E’ facile osservare la sovrapponibilità quasi totale dei concetti di possessione diabolica con quelli relativi alle ‘abduction’. La xenoglossia, ad esempio, verrebbe facilmente compresa in questo contesto, si tratterebbe di aspetti dei contenuti esperienziali di altri contenitori precedenti, oppure di memorie aliene. Personalmente ho conosciuto una signora addotta che comunicava fluentemente con il suo ‘parassita’ in latino pur non conoscendolo affatto.

E’ l’anima l’oggetto finale del contendere, quella forma di energia sublimata potente e creativa di cui gli alieni hanno anche maledettamente paura, essendo in grado di sviluppare potenziali energetici per loro fatali: un ‘oggetto’ quindi a loro sostanzialmente sconosciuto da maneggiare con estrema cura.

Il vero pericolo per gli alieni è quindi da sempre l’accrescimento della consapevolezza umana, fine legato alla ‘mission’ di anima sulla Terra. Un ‘contenitore’ completo e consapevole può infatti stimolare le autodifese di anima e mettere in pericolo tutta l’operazione del suo sfruttamento. Anima consapevole può decidere di allontanare gli alieni e cancellare tutte le memorie passate, rendendo vani anni di lavoro e ‘terminando’ così per sempre questi surrogati esistenziali alieni. Il dio biblico allontana velocemente Adamo ed Eva dal suo giardino dicendo ‘diverranno come noi’ non appena acquisiscono consapevolezza: il timore di subirne le conseguenze era davvero troppo forte!

Una entità particolarmente interessante per lo studio del fenomeno è quella di un essere abitante in un universo parallelo definita ’ringhio’ per le sue caratteristiche vocali stridenti sue proprie. Trovandosi in gravi difficoltà, dato il prossimo collasso di quel suo universo adiacente al nostro in espansione, tenta disperatamente di saltare in questa dimensione: il vero e proprio ‘diavolo’ secondo l’etimologia greca del suo nome (dia-ballo: ‘lancio o passo attraverso’). Egli agisce in questa dimensione attraverso un corpo fittizio che gli addotti definiscono ‘biondo a sei dita’, un essere alto, lugubre, seriale ed appunto esadattilo.

Un mondo di pressioni aliene quindi agisce sulla nostra natura da millenni. Questa azione determina cambiamenti epocali di portata immensa in tutti i settori del nostro vivere. L’obiettivo finale di tanto lavoro non sarebbe raggiungibile qualora la consapevolezza umana dovesse raggiungere stadi avanzati. Il Nuovo Ordine Mondiale (in realtà meglio definibile come Antichissimo Schiavismo Planetario) risponde a tali esigenze? Parrebbe proprio di si. Le ignobili e potenti operazioni di inquinamento a livello planetario che subiamo hanno questa origine? Potrebbe darsi. Gli ‘umani’ che inneggiano al NOM per chi lavorano?

E’ assai consigliabile stracciare il velo che ci impedisce di renderci conto di tanto scempio leggendo i testi del Prof. Corrado Malanga (il cui sito è, nel momento in cui scrivo, stranamente non raggiungibile!). Non si tratta della ‘Verità’ assoluta ma senz’altro della più ampia ed esaustiva ricerca nel settore, condotta con grande rigore scientifico e morale. Una tappa di un percorso che vede le sue origini nelle ricerche di Budd Hopkins, John Mack, Salvador Freixedo, David Jacobs e tantissimi altri ricercatori sparsi per il pianeta. Come ho già avuto modo di dire, non esistono che due alternative: o tutta questa ricerca si basa su fantasie rielaborate da contenuti psichici profondi comuni, oppure è la chiave di lettura preferenziale per tutto ciò che ci accade, che ci è accaduto e che ci accadrà. Sovente ci accorgiamo che la tecnologia potrebbe costituire la moneta di scambio tra alcuni umani ed alieni, trattandosi però di un’arma a doppio taglio: un coltello senza manico che alcuni di noi maneggiano inconsapevoli. Un po’ come fu il whisky per i pellerossa. L’uomo nuovamente consapevole potrebbe invertire il corso degli eventi e lo sradicamento di gran parte dei suoi simili. Siamo sotto attacco e mille sono le metodologie di intervento sulla nostra specie, molte delle quali elusive e clandestine. Possiamo ribellarci e riprenderci non solo il pianeta ma mandare a quel paese per sempre chi attenta alla nostra costituzione che, seppur perfettibile, è potenzialmente molto elevata.

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