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Riflessioni d'Ottobre

Pubblicato il da G B

La cosiddetta ‘Storia’ dell’umanità è in realtà una trita cronistoria dell’imperitura esigenza di controllo. Guerre, governi, governanti, religioni, calendari, scansione del tempo, lavoro e schiavitù … sono tutte trovate ingegnose che hanno avuto e possiedono tutt’ora una sola finalità: il controllo puntuale ed esaustivo del genere umano.

Nella nostra era recente, la tecnologia ha fornito ai controllori dei mezzi potenti ed efficaci per esercitare tale attività al di là dei limiti dell’immaginabile. Non stupisce in quest’ottica il desiderio di imprimere in ogni essere umano il sigillo finale e conclusivo di cotanto lavoro: il famigerato microchip sottocutaneo, di cui sono già in commercio delle varianti molto potenti di ridottissime dimensioni. Questa eventualità, che ci sembrava fantascientifica solo pochi anni orsono, è una tragica realtà sulla quale cominciano i dibattiti in merito alla sicurezza, alla tutela della privacy (!), sui diritti civili, sulle frequenze da utilizzare … tutte logore coperture per lasciar filtrare il concetto che comunque il microchip si inserirà in ogni arto umano, spontaneamente o no che ciò avvenga.

Già i poveri animali domestici devono sopportare tale inutile umiliazione, in una lenta e diabolica ascesa verso un pianeta riformattato, cablato e reso docile strumento in mani immonde. Un pianeta riconfigurato nel quale l’elemento naturale sia solo un debole ricordo, in vista dell’obiettivo da raggiungere: il controllo totale sul reale, espugnato e vinto nella microsfera quanto nella macrosfera.

Quale sarà il ruolo degli esseri umani in questo contesto? Mi pare evidente che l’essere umano avrà due sole possibilità: lasciarsi cablare e quindi disumanizzarsi rinnegando se stesso, oppure opporsi cominciando a sostenere un conflitto multilivello in ambito noti ed in altri assai inconsueti, dove non è ancora detta però l’ultima parola.

Avvicinandosi la resa dei conti finale, siamo certi di non giocare troppo di fantasia immaginando un futuro prossimo nel quale ognuno di noi sarà chiamato a esprimere la propria opinione a favore o contro la sua resa nei confronti della potenza modificatrice in atto da decenni.

Le sue armi ricordiamolo sono le radiazioni, le sostanze biochimiche, le medicalizzazioni improprie, la propaganda palese e quella subliminale, le attività di governo oltre a chissà quali mezzi dei quali non ne abbiamo ancora realizzato l’esistenza.

Gran parte della nostra vita ha già abdicato, obtorto collo, a questi lontani voleri disumanizzanti. La scansione degli orari ne è un esempio, la scolarizzazione forzata ne è un altro, la necessità del salario un altro ancora assieme alla ‘zonizzazione’ urbanistica oppure alle legislazioni internazionali od alle mille seduzioni della macchina del basso piacere massificato a buon mercato: la televisione, internet, la stampa, lo sport.

Dovremmo allora forse chiederci quale sia il senso della nostra esistenza ma dovremmo farlo dopo aver conosciuto intimamente noi stessi ed i nostri simili. Non ho ancora capito quale sia l’oggetto finale del contendere, se sia il petrolio, l’oro, il pianeta oppure tutti noi; Il conflitto si eleva infatti in dimensioni difficili da comprendere.

Un aspetto però appare chiaro: la potenza modificatrice non è interessata alla nostra migliore storia non scritta ed ignora le corde profonde del nostro divenire. Il nostro passato, il valore della memoria e le arti sublimi non la toccano, procedendo come un gelido schiacciasassi sopra ciò che definiamo, forse un poco pomposamente, civiltà. Essa ignora di pari grado quell’insieme incredibile di interazioni sorprendenti che è la ‘Natura’ che immaginavamo ingenuamente la sola possibile.

Essi sono all’opera, al lavoro indecente, alle pratiche oscene in contesti disumanizzati. Logori robot senz’anima, senza senso, senza speranza ed eterodiretti, che possiedono solo un brutale, freddo ed insaziabile istinto aggressivo. E’ in ballo qualcosa che ci travalica, una linea di energia intensa e leggera che non possiamo abbandonare. Ci appartiene, appartiene a noi ed ai nostri illustri antenati sconosciuti ai tomi d’accademia ma ben presenti nelle pagine del gran libro della libertà e della meravigliosa umanità: tutto meno che da gettare od ignorare! Difendendo noi stessi difendiamo in realtà questi valori e la speranza di restare profondamente e fieramente umani.

Ricordo che il loro procedere elusivo (in realtà lo è sempre meno …) presuppone un timore di fondo, un pericolo. Forse abbiamo sottomano un’arma temibile che non desiderano che si comprenda. Questa potrebbe essere la ragione delle mille distrazioni che ci vengono propinate notte e giorno senza posa, oppure delle restrizioni indotte dalla loro ben orchestrata crisi finanziaria. Vale la pena di rifletterci sopra, comunque.

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Tempo di Agire

Pubblicato il da G B

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Mi rivolgo ai miei dodici lettori, che vogliano girare questo appello ad altri dodici amici con la speranza di continuare tale catena virtuosa in felice progressione. Non possiamo lasciare solo chi si impegna nell’informazione su temi spinosi e segretati mettendo a rischio la propria incolumità. Dobbiamo agire. Suggerisco che, chiunque abbia un minimo di dimestichezza con internet apra un blog. E’ un’operazione semplice ed assolutamente gratuita. Nel blog, chi non sia in grado o non abbia il tempo di gestirlo, è possibile solamente copiare ed incollare per intero gli articoli di interesse, citandone sempre la fonte originaria. Chi è in grado di tradurre da altri idiomi, si attivi per far circolare la corretta informazione anche sul suolo italiano, magari specializzandosi rispetto ad un paese straniero. Con un giusto lavoro di collegamenti e verifiche sull’attendibilità del gestore, è possibile creare una piattaforma di informazione estesa e condivisa, meglio difendibile dai bassi attacchi della disinformazione: se i blog di corretta informazione divenissero centinaia o migliaia, sarebbe ben difficile disturbarli tutti.

 

Dobbiamo agire, anche con le auspicabili donazioni in denaro che permettono a chi si occupa di informazione ‘spontanea’ di procedere con la dovuta serenità ma soprattutto con la certezza di avere alle spalle un supporto amichevole e fattivo. E’ possibile anche molto più semplicemente, scaricare, stampare e fotocopiare in gran numero le dispense su argomenti di interesse (disponibili generosamente nei siti amici nei link qui a fianco) e distribuirle in giro per farle diffondere il più possibile. La parola infine non conosce rivali nel comunicare il proprio disagio e le proprie percezioni.

 

E’ tempo di agire perché nasca una nuova resistenza sensibile e pacifica ma solida e compatta. Non lasciamo il pianeta nelle mani di chi palesemente odia l’umanità e trama da anni (se non secoli) per imporre i suoi dictat deleteri e riconfigurare il tutto a suo piacimento, fregandosene dei diritti elementari di chicchessia. Siamo certi che il pianeta così riconfigurato diventerebbe per noi un ambiente ostile e ben peggiore dell’attuale. E’ vero che il sistema di potere, così com’è oggi, non è più riformabile ma è possibile indirizzarlo altrimenti senza scivolare verso disumane rivoluzioni che sempre hanno portato necessariamente ad una fase di cupa restaurazione.

 

Chi segue i blog nei link qui a lato, è spinto certo dalla curiosità ma deve al contempo prendere atto e vivere responsabilmente un suo possibile ruolo attivo in questa delicatissima fase storica, impersonando il ruolo di sincero reporter ad esempio. Il mondo sta scivolando verso un’involuzione preoccupante: tutto è minato, dalla coesione dei terreni ai DNA vegetali ed animali, dall’aria all’acqua, dall’esterno e dall’interno delle nostre menti. Che ognuno di noi accenda almeno una candela (benché sintetica) per mostrare il suo netto dissenso. E’ tempo di agire, ora. Proviamoci almeno!

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La Distorsione dei Dati Scientifici sul Clima

Pubblicato il da G B

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Questo interessante ed esplicito articolo di Tamara Cohen, qui di seguito parzialmente tradotto, indica in che modo le ricerche scientifiche siano pilotate ed influenzate dalla politica e dagli accordi internazionali, palesi e non che siano. Che il clima planetario sia sostanzialmente stabile ed anzi tendente verso un graduale abbassamento delle temperature è un fatto ormai assodato mentre i tromboni del potere tuonano ancora contro la follia degli umani che si ostinano a procreare e ad inquinare. La menzogna del riscaldamento globale, ben imbastita da Al Gore e dal suo ridicolo show ‘Una Scomoda Verità’, è utile per aumentare la tassazione verso la produzione di CO2 (ininfluente sul riscaldamento globale) al solo scopo di impedire ulteriormente l’industrializzazione dei paesi più poveri e per ‘fare cassa’, mentre indirettamente si giustificano le irrorazioni di metalli nella ionosfera (scie chimiche), ufficialmente inesistenti ma praticamente in atto da decenni per scopi che in realtà nulla hanno a che fare con l’attenuazione dell’inesistente riscaldamento globale. Per ultimo, la scandalosa obbedienza dei circoli scientifici accademici alla politica che, con il potere occulto, hanno una lunga storia di connivenze e convenienze. L’articolo di  Tamara Cohen:   

 

Gli scienziati climatici hanno ammesso di aver coperto i dati reali

 

In pratica, questa vicenda è più dannosa del ‘Climategate’ perché dimostra la spudorata gestione politica dei contenuti scientifici. E' ovvio come gli scienziati, un tempo intimiditi, stiano ora muovendo rinnegando i dati precedenti. Così i custodi dell'agenda scientifica stanno ora belando per una avvenuta deliberata distorsione dei loro report. Nessuno ha mai visto una impresa scientifica così completamente screditata da forze esterne. Qualunque cosa verrà prodotta in ambito scientifico d’ora in poi, nessuno la prenderà più sul serio.

 

Forse possiamo tornare alla cultura di leggere le relazioni di altri autori con un sano senso di scetticismo. I migliori scienziati del mondo del clima ha detto di aver coperto il fatto che la temperatura della Terra non è aumentata negli ultimi 15 anni.

 

• Un rapporto delle Nazioni Unite rivela come la temperatura del mondo non sia aumentata negli ultimi 15 anni

 

• I politici hanno sollevato preoccupazioni circa il loro progetto definitivo

 

• I timori fondati che i risultati odierni possano incoraggiare i negazionisti dell’origine antropica dei cambiamenti climatici

 

Gli scienziati che lavorano alla ricerca più autorevole sul cambiamento climatico, sono stati sollecitati a coprire il fatto che la temperatura del mondo non è aumentata negli ultimi 15 anni. Una copia di un rapporto delle Nazioni Unite trapelata, compilato da centinaia di scienziati, mostra che i politici in Belgio, Germania, Ungheria e Stati Uniti hanno sollevato preoccupazioni circa le conclusioni del progetto di ricerca definitivo. Nella pubblicazione, si prevede di affrontare il fatto che il 1998 è stato l'anno più caldo mai registrato e che, nel mondo, le temperature non hanno ancora superato quel record, che gli scienziati hanno finora faticato a spiegare.

 

Il rapporto è il risultato del lavoro di sei anni dal Gruppo intergovernativo di esperti delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (IPCC), che è visto come l'autorità mondiale sulla portata del cambiamento climatico e sulle sue cause, in base al quale i governi hanno impostato le loro politiche ‘verdi’. Ma i documenti trapelati, visti dall’Associated Press ieri, hanno rivelato profonde preoccupazioni tra i politici per la mancanza di dati sul riscaldamento globale nel corso degli ultimi anni. La Germania ha chiesto di cancellare i riferimenti al rallentamento della fase di riscaldamento, osservando che un arco di tempo di soli 10 o 15 anni è 'ingannevole' e che ​​dovrebbero concentrarsi su periodi di decenni o secoli. L’Ungheria è preoccupata dalla relazione che avrebbe fornito potenti munizioni per i negazionisti dell’origine antropica dei cambiamenti climatici. Il Belgio ha contestato che, usando il 1998 come anno di partenza per le statistiche (che è stato eccezionalmente caldo) si fa sembrare il grafico troppo ‘piatto’, ed ha suggerito di utilizzare il 1999 o il 2000, per dare una curva più rivolta verso l'alto. La delegazione degli Stati Uniti ha anche pesato, sollecitando gli autori del rapporto, per spiegare la mancanza di riscaldamento, ad utilizzare l'ipotesi che il riscaldamento inferiore percepito è causato dal calore assorbito dal mare, che è risultato più caldo.

 

'il rapporto di valutazione' è stata la penultima pubblicazione dell’IPCC del 2007, ed è stata oggetto di grande polemica dopo che ha dovuto correggere l'affermazione imbarazzante che l'Himalaya potrebbe sciogliersi entro il 2035. E' stato poi inghiottito nello scandalo 'Climategate', quello che coinvolgeva un traffico di e-mail tra scienziati, coinvolti nel tentativo di manipolare i dati per farlo sembrare più convincente, anche se diverse indagini non hanno trovato alcuna irregolarità. L'ultimo rapporto, di 2.000 pagine, verrà mostrato ai rappresentanti di tutti i 195 governi la prossima settimana in una riunione a Stoccolma, per discutere sulle modifiche che si vogliono fare. Ma da quando è stato rilasciato ai governi da  Giugno, hanno raccolto centinaia di obiezioni sul riassunto del rapporto di 20 pagine da parte dei responsabili politici.

 

Quello che dice inciderà sulle politiche energetiche, sulle energie rinnovabili e su quanto i consumatori e le aziende dovranno pagare per loro. La relazione dovrebbe affermare che il tasso di riscaldamento tra il 1998 e il 2012 è stato di circa la metà del tasso medio a partire dal 1951, facendo riferimento alle cause naturali (non antropiche) come El Nino e La Nina, con i cicli oceanici e gli effetti di raffreddamento di vulcani. Uno scienziato tedesco, Stefan Rahmstorf, che ha rivisto il capitolo sul livello del mare, ieri ha ammesso che gli autori del rapporto si sentivano sotto pressione per affrontare il rallentamento del riscaldamento dovuto al 'dibattito pubblico' creatosi intorno al problema. Il progetto della relazione, non è nuovo, ma la ricerca di una sintesi di tutto il lavoro svolto dagli scienziati di tutto il mondo, rischia di essere fortemente contestato alla riunione prossima di tre giorni.

 

Si farà il caso che gli esseri umani stanno causando il riscaldamento globale con le emissioni di carbonio ancora più fortemente con l'aggiornamento della dizione da 'molto probabile' del 2007 a 'estremamente probabile'. Ma gli scienziati sono sotto pressione per spiegare perché il riscaldamento non ha superato i livelli del 1998, anche se il decennio 2000-2010 è stato il più caldo mai registrato. Alden Meyer, della Union of Concerned Scientists con sede a Washington, ha detto ieri: 'Credo che non affrontare il dibattito sarebbe un problema, perché allora i negazionisti direbbero: 'Guarda l'IPCC che tace su questo tema!' - (fonte)

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Il Cielo sopra Madrid

Pubblicato il da G B

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Vedi il video QUI

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Il cielo sopra Madrid, infestato da decine di scie chimiche nella mattina del 12 Ottobre scorso. Una telefonata di una signora alla polizia, indignata per questo atto barbarico. La Spagna (come il resto del pianeta) viene tenuta sotto costante aerosol chimico da decenni. Tutte le perturbazioni fresche e potenzialmente piovose provenienti dal nord ovest che si muoverebbero naturalmente verso la Spagna, vengono sistematicamente dirottate irrorando l’atmosfera di metalli per poi procedere con l’emissione di radioonde. Ciò è chiaramente visibile osservando con occhi attenti l’evoluzione delle fotografie satellitari. Se lo possiamo osservare noi è chiaro come sia ben noto alle autorità civili e militari, agli scienziati (sedicenti) ed alle autorità religiose che scandalosamente tacciono. La situazione è disperante e l’indignazione della signora forte e commovente. Purtroppo la polizia non può far nulla e nulla farà per impedire questo scempio. Il link al sito QUI

 

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