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I Demoni del Potere

Pubblicato il da Ghigo Battaglia

 

 

Avremmo forse dovuto prestare maggiore attenzione alla portata simbolica degli auto attentati dell’11 Settembre 2001, considerandoli per quello che erano: un rituale oscuro che sanciva la fine di un’era , consacrando quella a venire ad un nuovo sistema di gestione ambientale e sociale, ben conosciuto come ‘nuovo ordine mondiale’.

 

E’ ormai tautologico ricordare le analogie simboliche tra le torri gemelle e le colonne gemelle del tempio di Salomone, nonché il crollo del WTC7, il ‘Salomon Brothers Buildings’. Le conclusioni alle quali, immagino, tutti gli iniziati del mondo siano immediatamente giunti pochi secondi dopo i crolli, erano che venivano a ‘scadere’ le consuete modalità di gestione del reale simboleggiate dal costrutto massonico che, nell’emisfero boreale, tutto permea e conduce. Il patto primigenio veniva a cadere, con la consueta indifferenza verso l’umano genere e si ribadiva chi fosse a tenere le redini del comando d’ora in avanti.

 

Dall’introduzione dell’acuto saggio di Marco Revelli, ‘I Demoni del Potere’ (Laterza, 2012), traggo:

‘ … dalle fessure che sempre più numerose iniziano ad incrinare la superficie levigata dell’ordine formale, sembrano occhieggiare – minacciosi – i riflessi di una sorta di potere ctonio, impalpabile, invisibile, astratto ed impersonale, ma tuttavia feroce.’

 

Ed ancora:

‘Sono gli originali “demoni” quelli che premono, in fuggevoli incursioni, ai confini del nostro immaginario collettivo: le espressioni mentali di una dimensione di comando ancora difficilmente riconfigurabile in termini “umani”, e rappresentata tradizionalmente nell’unica forma in cui il “numinoso” (il “superumano” o il “disumano” per natura) può essere immaginato: quella mitologica.’

 

Ricorrere al mito oppure alle religioni per identificare l’origine del male è una pratica diffusa. Da ogni settore si avverte ormai l’emergenza di una forza di potere pervasiva, ubiqua ma al contempo elusiva. Una forma di potere capace di infliggere punizioni collettive di portata planetaria, indifferente delle sofferenze umane pur di raggiungere il suo scopo. Parlare così di “disumano” e “superumano” diviene una necessità perché risulterebbe altrimenti impossibile comprendere l’impatto e la genesi di tali operazioni con i metri umani. La città, l’Urbs, (l’Ur sumera) è il luogo in cui si è espresso in origine il potere in forma fisica; la distruzione della città e dei suoi simboli turriti, rappresenta quindi una novità in cui l’uomo è di nuovo ‘nudo’ verso l’ambiente: il ‘ground zero’ della civiltà contemporanea.  

 

Il vero pericolo che corriamo, secondo me, è dentro di noi: l’omologazione verso una beatitudine artificiale capace di nascondere il suo contenuto infernale. L’assuefazione al ‘brutto e cattivo’ mascherato da necessità oppure esigenza di razionalità. Aderire rimanendo soggetti, senza soccombere, senza commuoversi e perciò sorvegliando gli accessi alla nostra sfera più intima. Resistere come fece Ulisse alle seduzioni delle sirene, un potere ferino ed indifferente che si avvale della tecnica per ‘delocalizzarci’ in un ambiente privo delle naturali leggi di consequenzialità e casualità.

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http://www.laterza.it/index.php?option=com_laterza&Itemid=97&task=schedalibro&isbn=9788842095361

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http://rememberbuilding7.org/10/

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L'Impronta Aliena

Pubblicato il da Ghigo Battaglia

 

aborigeni

 

Che la vita sul nostro pianeta abbia avuto origine da un intervento esterno, sia esso naturale od artificiale (cioè intenzionale), è una costante nel pensiero scientifico, letterario ed anche fantascientifico degli ultimi decenni.

 

Dalle teorie scientifiche della panspermia (l’inseminazione biologica dei pianeti da parte di comete erranti) alle interpretazioni delle antiche scritture, il pensiero umano e le faticose ricerche filologiche hanno tentato di dare spiegazione alle altrimenti incomprensibili incongruenze insite nella ricostruzione ‘ufficiale’ della nostra storia in senso esteso.

Salti impensabili nell’evoluzione umana hanno così trovato una spiegazione plausibile in un’ottica di manipolazione continua della vita sul pianeta Terra. Questa opera è condotta da parte di elementi naturali e casuali oppure da precise volontà ben individuabili?

Secondo l’ipotesi dell’intervento intenzionale, prima della recente manipolazione genetica degli Anunnaki/Elohim, intelligenze esterne più evolute avrebbero protratto un piano di evoluzione biologica che si sarebbe dipanato in milioni di anni, all’interno di un grande progetto universale definito ‘grande opera’.

Il nostro pianeta, per le sue caratteristiche geofisiche e spaziali sarebbe stato scelto come oggetto di implementazione e sperimentazione della vita in generale. L’origine delle specie, avrebbe quindi una motivazione indotta ed anche una sua storia terrena, frutto dell’interazione con l’ambiente e con le altre specie introdotte via via nel tempo.

Un grande esperimento, con il fine di garantire un incubatore variatissimo in grado di conservare la vita in molte forme differenti ed auto progredenti verso un costante e lento stato migliorato tramite competizioni mirate ed adattamenti.

In quest’ottica, l’intervento degli Anunnaki costituirebbe una parentesi negativa, avendo turbato l’ordine prefissato all’origine, inserendo in tempi troppo ristretti un salto evolutivo decisivo: la manipolazione dell’ominide terrestre in Homo Sapiens e l’introduzione sincronica del ‘satanismo’ ossia la perversione della tensione verso la dissoluzione.

Questa nostra era, definita ormai comunemente antropocene, è infatti caratterizzata dal massiccio intervento di una specie che palesemente non appartiene al suo ambiente forse perché non è quello di sua propria origine. Basta guardarsi attorno per constatare come l’uomo desideri vivere in un ambiente artificiale, come sia attratto dalla tecnologia a scapito dei moti e delle risorse naturali, come sia propenso all’interazione con l’infinito, alla speculazione astratta ed alla partecipazione a misteriose ritualità collettive.

L’uomo di Neanderthal invece era molto probabilmente ben legato al suo ambiente con il quale conduceva una vita ricca e simbiotica i cui echi sono presenti ancora oggi nelle profondissime ragioni esistenziali degli Aborigeni australiani, gli uomini geneticamente più antichi della Terra.

Secondo Corrado Malanga, le tecnologie in genere sono di origine esterna: una moneta di scambio od un mezzo per modificare sempre più velocemente il reale. Anche nelle antiche scritture di tutto il mondo si parla di personaggi esterni, venuti dal cielo o dal mare, per diffondere conoscenze scientifiche evolute assieme a modalità di trasformazione dell’ambiente in modo proficuo.

Nel nostro contemporaneo, la situazione è differente? Possiamo immaginare che l’uomo, una volta che l’abbandono degli dei si era consumato, abbia avuto l’ardire di proseguire da solo nell’opera di evolvere se stesso, rubando così questo primato agli dei? Oppure dobbiamo constatare che l’influsso esterno non si è mai spento ma solo trasformato, da un intervento palese e verificabile dai sensi, ad una pressione massiccia ma la contempo elusiva? Così in cielo così in Terra è solo un’allegoria evocativa oppure nasconde la conoscenza di procedure occulte ignote ai più? Chi manipola il reale? Chi imprime la sua impronta dalle finalità ignote al pianeta? E perché lo fa?

Difficile infatti dare conto delle tante testimonianze che ci indicano una costante presenza elusiva al nostro fianco di cui la nostra coscienza non si avverte ma che è insita negli strati più profondi della nostra psiche. Si tratta di figure allegoriche, subcoscienziali o reali? Le decine di migliaia di esorcismi praticati ogni anno in Italia, eseguiti spesso con l’ausilio di eminenti psichiatri, su chi o cosa intervengono? La nostra realtà quadridimensionale è la sola possibile? Interrogativi che trovano risposte parziali ma provenienti da ambiti diversissimi: il mondo scientifico, quello religioso e quello laico dei tanti ricercatori indipendenti. Interrogativi che non turbano affatto chi ha avuto prova di queste presenze, persone spesso sane, intelligenti e di indole pacata. Che si tratti solo di un enorme costrutto propagandistico mi sembra un’ipotesi difficile da dimostrare. Che la disinformazione si muova incessantemente in queste acque invece è impresa assai facile da constatare.

Ognuno di noi ha di ciò una sua visione propria. Dobbiamo solo considerare che il maggior limite per aprirsi comunque ad un confronto serio su questi temi è la nostra stessa mente. Derisione, ilarità, indifferenza, lasciano spesso il posto all’ansia ed alla paura o peggio all’angoscia per cui è difficile rimanere equilibrati quando si affrontano questo tipo di istanze. Filtri culturali oscuranti di tutti i tipi albergano nelle pieghe del nostro pensiero e costituiscono barriere spesso invalicabili. Eppure non si può comunque tornare indietro e vivere nella menzogna di un pianeta corrotto dall’umanità stessa. L’uomo non è causa del suo male, semmai lo è una piccolissima cerchia di uomini ‘disumani’. Nella loro disumanità si leggono echi di manipolazioni genetiche antiche oppure di sole obbedienze imperiture? Oppure dobbiamo tristemente prendere atto che è la nostra specie il vincolo definitivo verso un pianeta rigenerato? La tensione verso l’autodistruzione è insita nella nostra stessa natura? Personalmente non lo credo, nonostante tutto.

Comunque sia il concetto di responsabilità deve rimanere sempre presente: ipotizzare interventi esterni non oblitera la storia e non stempera il giudizio di chi si muove contro la vita, chiunque esso sia. Ogni abuso dovrà necessariamente, prima o poi, essere punito ed indicato come esempio ai posteri. Sempre che questi ultimi non abbiano grandi occhi a mandorla tutti neri e sole quattro dita per mano.

 

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Quando il Pericolo viene dal Cielo

Pubblicato il da Giosué Bonifaci

 

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Secondo i calcoli di una studiosa statunitense, applicati al testo biblico, sono oltre 40.000 le vittime di Yahweh, scelte con cura tra gli elementi del suo popolo eletto. Il motivo scatenante questo genocidio, compiuto a colpi di raggi inceneritori, consistono nell’eliminazione del dissenso: punire chi tra la sua gente eletta si è macchiato della colpa di non aver voluto eseguire al dettaglio i suoi ordini.

Per la verità, anche il servitore disattento viene incenerito all’istante e ciò dovrebbe far ben comprendere il senso del titolo di una delle opere letterarie più importanti del teologo ed ex gesuita Salvador Freixedo, ‘Difendiamoci dagli Dei’, praticamente introvabile per i tipi italiani.

 

E’ questo l’elusivo personaggio sul quale si basa il culto cattolico e giudaico? E’ questo il padre del nostro signore Gesù il Cristo? Qual’è il vero motivo per cui la lettura della Bibbia viene da sempre sistematicamente e subdolamente ‘sconsigliata’ ai fedeli cattolici?

 

Yahweh, da una lettura accorta dei testi ‘sacri’ come quella effettuata da Mauro Biglino (1), si comporterebbe come uno spregevole dittatore dotato della supremazia militare e tecnologica con le quali terrebbe in riga il suo popolo, suo malgrado eletto, per condurlo in travagliate avventure e guerre sanguinose. Un personaggio, quale sia la sua origine, che appare come fondamentalmente misantropo, indifferente e particolarmente misogino; una figura apparentemente pericolosa, irascibile ed egoista.

La scrittura dei testi di Biglino è espressa in forma piana e ben documentata. Le radici etimologiche dei vocaboli originari con cui è stata scritta la Bibbia vengono correttamente confrontate con altre letture effettuate nel corso della nostra storia recente. I risultati di questo lavoro, a nostro parere, disegnano un insieme coerente e plausibile. Un’assoluta mancanza di trascendenza emerge dal testo biblico, propria di quel popolo irascibile e scontento da lui scelto, capeggiato in primis dal carismatico leader egiziano Mosè.

 

Dal testo biblico emerge con chiarezza la molteplicità degli ‘dei’, la loro indifferenza verso il genere umano ed il possesso di notevoli attrezzature tecnologiche. Dal testo biblico emerge inoltre la sofferenza gratuita inflitta alle genti d’Israele ed agli altri popoli che si sono trovati sul personale ed oscuro cammino del loro dio elusivo. La Bibbia è il libro più venduto del mondo ed il meno letto: è solo una coincidenza?

I testi di Biglino sono il seguito ideale dei testi del sumerologo Zecharia Sitchin, che delineano una assoluta coincidenza di contenuti tra il testo biblico e gli innumerevoli testi sumeri, spingendo gli autori a proporre una identificazione sostanziale tra il popolo sumero e quello ebraico. Curiosamente infatti il popolo sumero è l’unico a non essere citato espressamente nella Bibbia.

 

Come ultima considerazione, si potrebbero vagliare le numerose analogie tra gli eventi narrati nei testi antichi ed il presente. Anche oggi i popoli si fronteggiano per motivi oscuri ed a noi ignoti. Anche oggi i tributi di sangue sono richiesti in grande numero. Anche oggi a capo dei popoli albergano oscuri personaggi dal passato ignoto e dalle frequentazioni pericolose. Anche oggi assistiamo ad una sorta di inquisizione procurata con mezzi evoluti ed elusivi. La dissidenza, quella vera superstite, è sempre sotto attacco e le punizioni esemplari di interi popoli sono all’ordine del giorno.

Difendersi dagli dei diventa quindi un consiglio pressante al quale dobbiamo per lo meno prestare attenzione, sempre che di dei si tratti.

 

(1)     Mauro Biglino - ‘Non c’è creazione nella Bibbia’ – 2012 Uno editori

 

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Un Problema Esistenziale / 2

Pubblicato il da Ghigo Battaglia

 
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Come sarà il futuro su questo pianeta, una volta che il grande progetto definito ‘nuovo ordine mondiale’ sarà compiuto? Questa grande opera, che si dipana da secoli attraverso gli eventi della nostra storia, tende con evidenza ad irreggimentare le popolazioni, inserite in sistemi statali, in un’unica struttura verticistica di dimensioni globali.
 
Possiamo immaginare allora e giustamente temere l’avvento dei microchip sottocutanei o l’imposizione dei soli ‘protocolli di cura’ ufficiali, oppure la fredda programmazione degli eventi (clima compreso) ma al di là degli aspetti materiali del nuovo ordine mondiale (NWO), ciò che più ci dovrebbe inquietare è l’intromissione nella nostra sfera intima, mentale e spirituale.
 
Le operazioni di propaganda a cui siamo sottoposti sin da bambini infatti, vengono portate avanti con un dispendio di energie pari a quello necessario per le altre operazioni di controllo e gestione del ‘reale’, com’è mai?
 
Ciò premesso, dobbiamo allora necessariamente spostare l’attenzione su noi stessi e considerare la nostra natura in tutti i suoi sorprendenti aspetti. Evidentemente l’obiettivo segreto del NWO non è solo un programma di conquista terreno ma un processo di asservimento dell’umanità, tramite l’annichilimento delle sue risorse sia materiali che spirituali.
 
Che le risorse materiali personali possano inficiare la ‘grande opera’ possiamo ben immaginarlo, più difficile è considerare gli aspetti ‘sottili’ del problema. E’ in corso un freddo processo di normalizzazione delle anime che è giunto addirittura a definire chi non è d’accordo con i freddi desiderata dei vertici come ‘terrorista’. Il potere teme davvero che qualche pesciolino sfugga dalla rete normalizzante e fa di tutto per renderlo prevedibile, mansueto ed ‘intruppato’ in blocchi sociali dall’andamento certo e costante.
 
Da questa considerazione però possiamo forse trarre preziosi spunti per tentare una qual difesa della nostra sfera intima.
 
Sfuggire dalla moderna inquisizione elettrochimica forse è possibile mantenendo vigile una parte a noi interna che il vertice evidentemente teme. Questa luce interiore, chiamiamola come vogliamo, è quella energia che ci consente, chissà perché, di nuotare goffamente controcorrente, tentando di sfuggire ad un costrutto futuro che ci angoscia e spaventa.
 
Che non sia mera paura del reale non c’è alcun dubbio: il pianeta potrebbe essere sicuramente diverso e migliore se il satanismo elusivo dei vertici non lo dirigesse con pugno di ferro e l’ausilio del canto delle tante sirene poliuretaniche al suo servizio.
 
Concludendo, possiamo immaginare che è in corso la sempiterna lotta per la salvezza delle anime. Le indulgenze contemporanee sono l’abbonamento alla televisione a pagamento per il calcio 24 ore su 24, oppure la tessera del megamagazzino di elettronica, oppure il viaggio in crociera tutto compreso, il posto di lavoro (da raccomandato) in qualche ufficiaccio qualsiasi oppure l’adesione a qualche rituale stantio (religioso o parareligioso) purché normalizzante perché già normalizzato.
 
Dall’altra parte le guardie dell’inquisizione, come corvi spelacchiati, compiono il loro freddo lavoro tentando di sopire gli animi liberi. Ciò accade in tutti i settori del vivere ove esiste il controllo e quindi anche dentro di noi. Una mole di filtri mentali imposti ci impedisce spesso di abbracciare la verità per continuare a vivere la rassicurante (?) menzogna maleodorante che fingiamo di percepire come profumata.
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