Utile è Viaggiare

Pubblicato il da G B

 

Viaggiare è utile, perlomeno per osservare a che punto sia arrivata la conformazione delle genti ai prototipi loro indicati dai media. Comportamenti reiterati in nome dell’adesione ai cliché imposti dalla pubblicità e dalle maglie molteplici ed intrusive della cosiddetta cultura ‘Pop’ che sarebbe più opportuno definire come macchina della manipolazione di massa guidata dalle elite contro il popolo.

Conformarsi significa non pensare. Vuol dire condurre esistenze non proprie. Già leggi e religioni avevano costretto l’umanità in recinti esigui, nulla di più potente della pubblicità ‘Pop’ però per indirizzare le masse in contenitori materiali sempre più costrittivi e caratterizzati dall’esterno. Questa pseudo libertà dei costumi (anche sessuali) è solo una felice trappola per impedire il formarsi di proprie considerazioni originali, frutto di intuizione e meditazione.

Mangiare cibo imposto, ascoltare musica imposta (c’è la megarete, no?), vestire panni imposti conduce ad assumere sembianze imposte interiori ed esteriori. Il pericolo di un incantamento di massa è davvero forte. Gli abiti culturali sono i peggiori. Se un uomo cade in un’etichetta ‘culturale’ diviene lo schiavo perfetto perché raramente possiederà il coraggio di confutarne i presupposti su cui è basata gran parte della sua personalità posticcia. Il ‘pacchetto sinistra’ prevede un’adorazione incondizionata per l’oscuro Umberto Eco, la lettura del globalista ‘La Repubblica’ e la partecipazione al gaypride, con un sorriso stampato sul volto contratto. Il ‘pacchetto destra leghista’ prevede la lettura (si fa per dire) di ‘Padania’ e ‘Giornale’, il vestirsi rigorosamente in nylon a colori sgargianti e l’ostentazione di un’andatura apparentemente solida e fiera ed in realtà assai incerta e titubante. Si potrebbe continuare per ore.

Occorre recuperare la propria visione del mondo. Tornare a suonare la propria musica locale, mangiare il cibo delle proprie terre, praticare le attività ginniche antiche, divenire stanziali in modo accorto ed intelligente. Il campanilismo non è un limite ma una gioiosa fonte di sicurezza, identità, libertà. Ricostruire pian piano il proprio spazio vitale, lordato per decenni dalle lusinghe della propaganda. Riappropriarsi della visione vuol dire ricostruire un proprio immaginario in forma creativa, originale e profondamente connesso con la parte migliore della propria interiorità.

Ci hanno fatto credere che nel nostro profondo abitino mostri pericolosi e che occorra quindi proteggere noi stessi ed i nostri cari dal loro emergere. Ecco perché si ritengono utili le religioni e le leggi. Non è così. I mostri più pericolosi provengono dall’esterno ed è da loro che occorre difendersi. I mostri sono generati dalle stesse persone che hanno imposto le loro leggi per tutti, i loro dictat culturali, le loro credenze ignobili e surreali. Difendersi dai mostri significa riappropriarsi della parte migliore di noi stessi, quella più profonda, fino a quell'originale spinta verso la felicità.

Non si tratta di un’occupazione infantile ma, al contrario, di un aspetto molto serio delle nostre esistenze. Siamo stati vincolati al dio denaro, al principe lavoro ed ai suoi vassalli leggi e religioni. Cercavamo l’oro senza accorgersi che era proprio sotto i nostri piedi. Divenire locali vuol dire in sostanza tornare liberi, credo che l’attacco peculiare al nostro paese sia dovuto alle magnifiche reliquie del nostro passato, fonte sicura di saldezza ed identità.


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