Unità di Crisi e Potere

Pubblicato il da Ghigo Battaglia

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disastri combinati

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La gestione e la creazione delle emergenze è una chiave di lettura del passato, del presente e del futuro che ci attende. Disastri naturali (veri o presunti tali non fa molta differenza) sono un pretesto unico per mettere in moto un sistema organizzato di gestione delle persone e dei territori al di fuori del normale controllo democratico. Le decisioni sul da farsi, in questi frangenti, vengono infatti prese da autorità fittizie (le tante unità di crisi disseminate ovunque) che rappresentano un potere assoluto in quei tragici momenti. Il problema giuridico è la durata del ‘periodo d’emergenza’ che spesso sconfina in momenti di ‘attenzione’, monitoraggio, prevenzione, preparazione e successivamente di ricostruzione, nonché la definizione stessa di ‘emergenza’ che a volte diviene sinonimo di assoluta normalità. Tralasciamo per il momento di occuparci della mole di denaro impressionante che ruota attorno la prevenzione e la gestione delle emergenze.

 

Il caso del L’Aquila è esemplare. Una città che non è riuscita ancora ad appropriarsi del diritto di governarsi da sola, in balia di poteri a lei esterni, figli di quell’emergenza e della sua non democratica gestione. Ben venga quindi la sentenza del tribunale che ha elargito condanne per la gestione errata di quell’emergenza sismica. Ovviamente contro tale sentenza si sono sollevati tutti i membri delle centinaia ‘unità di crisi’ dei centri internazionali per la prevenzione e gestione delle emergenze: chiaro segno di un inquietante collegamento ‘spirituale’ e di affinità operative sorprendenti. La crisi all’Aquila è stata gestita male prima e dopo il sisma mentre è stata accettabile durante, quando squadre di validissimi vigili del fuoco hanno lavorato giorno e notte per tentare di salvare qualche vita dalle macerie. Sulla mai avvenuta ricostruzione poi, è davvero il caso, stendiamo un velo pietoso.

 

Le emergenze però non sono solo ambientali, sono anche di tipo finanziario, terroristico, bellico. In Italia stiamo vivendo un esempio di gestione controllata (non democratica) di una presunta emergenza finanziaria, spacciata per crisi economica. Quello che è accaduto, e purtroppo accade tutt’ora, è che algidi burocrati non eletti da nessuno, hanno preso il potere, nel timore di un possibile fallimento dello stato, e gestiscono un paese intero (una volta sovrano) modificandone leggi e statuti ed addirittura la costituzione!

 

Occorre ricordare poi le colpevoli gestioni militarizzate e sostanzialmente inutili dell’Uragano di New Orleans e la sempiterna emergenza terroristica che viene rispolverata quando serve: un evergreen. In un clima esasperato di emergenza interna si arriverà ad autorizzare la licenza di uccidere? Per adesso è stata concessa quella di detenere un individuo per mesi senza processo, di effettuare perquisizioni profonde senza autorizzazioni formali ed altre nequizie varie che riducono di molto il livello di libertà che l’umanità sembrava aver acquisito anni addietro.  

 

Per concludere, immagino un futuro in cui le emergenze diventeranno la normalità e quindi il potere decisionale e diretto verrà esercitato da nuclei predisposti alla loro gestione, non eletti e non controllati da nessuno. Ciò avverrà, come avviene, in tutti i settori, finanziario compreso. Ovviamente il loro compito sarebbe assai facilitato se le emergenze si potessero prevedere … ma per far ciò si dovrebbe addirittura contribuire a crearle! Aspetto davvero arduo da digerire.

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http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Grandi-Rischi-lasciano-i-vertici-P-Civile-salto-indietro-di-20-anni_313820982317.html

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