Sulla Biologia Sintetica /2

Pubblicato il da G B

 

Qui di seguito, una riflessione etica sulla Biologia Sintetica. Tale intervento presuppone che la Biologia Sintetica abbia finalità comunque benefiche e se ne stiano solo considerando i rischi per i possibili danni collaterali per l’uomo e l’ambiente. Occorre però considerare che le applicazioni di biologia sintetica sono condotte e diffuse con intenti egemonici, così come è ed è stato per la chimica, la fisica e le applicazioni più recenti di manipolazione genetica. La biologia sintetica chiude quindi il cerchio degli incredibili strumenti in mano alle elite (o chi per loro) per il controllo e la manipolazione della biosfera. Tutti questi settori di ricerca, come tutti gli altri del resto, sfuggono ai controlli democratici perché gestiti in segreto per scopi solo parzialmente condivisi con le masse. Le abili macchine della propaganda insistono solo sulle possibili applicazioni benefiche di tali discipline (ancorché sicuramente possibili) senza suggerire la realtà degli immani pericoli che invece incubano in loro. Ci avviamo purtroppo a vivere in un ambiente totalmente sopraffatto dall’intervento artificiale, in cui non sarà presente alcuna zona franca, ad eccezione forse della cosiddetta ‘arca di Noè’ nelle isole Swalbard (una enorme ‘banca’ blindata e privata di sementi non modificati geneticamente) ed a qualche laboratorio supersegreto sparso per il mondo. La vecchia biologia naturale dovrà dapprima convivere e poi venire inevitabilmente ‘ai ferri corti’ con la nuova biologia sintetica. Dobbiamo ricordarci come noi esseri umani si faccia parte della prima, la ‘vecchia’ biologia. Temo inoltre che le operazioni clandestine di inseminazione dell’atmosfera, di diffusione di inquinamenti chimici, elettromagnetici e radioattivi (oltre che ‘informativi’) siano propedeutiche all’inserimento di questi nuovi elementi sintetici nell’ambiente. Temo infine che l’umanità, già profondamente provata da questa pressione manipolatoria in atto da decenni, avrà di fronte a se, a breve, un bivio ‘esistenziale’ con cui confrontarsi. Resta da considerare la presenza di ‘anima’, quella energia pura e primigenia che per ora tutto osserva e che probabilmente si considererà incompatibile con un pianeta così pesantemente riformattato come quello distopico che ci si prefigura. L’uomo transumano e la natura sintetica sono quindi alle porte, sempre che si possa definirli ancora ‘uomo’ e ‘natura’. La manipolazione è propria di questi decenni bui, una fase di profonda trasformazione di cui solo pochi purtroppo ne avvertono l’entità. L’articolo:

La Biologia Sintetica è un nuovo settore in rapida evoluzione della ricerca biologica. I suoi obiettivi sono analizzare i processi intra ed intercellulari ed utilizzare tale conoscenza per costruire forme di vita monocellulari finora sconosciute. Così il passaggio dall'analisi alla sintesi, di cui la chimica è stata protagonista nel secolo passato, è ora in procinto di diventare realtà nella biologia.

Nel caso della chimica, questo cambiamento ha avuto un enorme influenza sull'economia e sulla società nel suo complesso. Non sorprende quindi, che lo sviluppo della biologia sintetica sia accompagnato da aspettative elevatissime: le possibili applicazioni ‘ufficiali’ sono di tipo benefico e spaziano dai progressi decisivi nella terapia del cancro ai microrganismi che degradano gli inquinanti ai batteri che producono combustibile.

Allo stesso tempo, lo sviluppo di questo campo di ricerca viene accompagnato da un numero crescente di voci critiche, che si possono comprendere tutte sotto il titolo di "biosicurezza", da parte di scienziati sociali, esperti di etica e filosofi che discutono argomenti riguardanti i possibili effetti nocivi intenzionali e non intenzionali degli organismi sintetici per l'uomo e per l'ambiente.

In primo luogo, l’atto di donare la vita ad un oggetto è profondamente legato, sia storicamente che sistematicamente, con la convinzione che l'oggetto in questione debba poi essere valutato come un agente (più o meno) autonomo, uno status che gli elementi artefatti non condividono. Di conseguenza, il modo in cui gli organismi creati vengono concettualizzati ha un impatto etico su come la vita in generale è compresa e considerata. Nel descrivere i microrganismi e le loro vie di comunicazione, i ricercatori di biologia sintetica spesso invocano metafore informatiche di "hardware" e "software", così come metafore meccaniche del tipo "mattone" oppure "telaio". Tenendo conto delle difficoltà di definire la vita e la dimensione normativa del concetto di vita, è importante però non confondere prematuramente i concetti di "vita" e quelli di "macchina" nella ricerca applicata della biologia sintetica.

In secondo luogo, non è corretto affermare che la biologia sintetica tenta di creare la vita "da zero", la biologia sintetica non comprende una prospettiva di creazione ma piuttosto quella di manipolazione. Dal punto di vista della creazione, non ci si deve accontentare di appianare le carenze della natura, ma si può progettare una natura senza difetti a partire da zero utilizzando le capacità della natura stessa attraverso la coltivazione, la manipolazione o addirittura lo sfruttamento, il che differisce molto dal reinventare la natura. Assumendo che tutte le misure di sicurezza adeguate siano in atto, la manipolazione potrebbe essere giustificabile in molti casi specifici. Tuttavia, preso come un approccio generale, si potrebbe giungere ad una sovrastima di quanto abbiamo compreso i processi della natura e le nostre esigenze ed interessi e del modo migliore per raggiungerli.

Facendo seguito a questo ultimo punto , diventa possibile collegare riflessioni etiche sulla vita e la creazione con i piedi per terra, su questioni di sicurezza biologica e di biosicurezza. Ad esempio, data la possibilità di creare singole nuove forme di vita, il grado in cui noi crediamo nella nostra capacità di comprendere e calcolare i processi della natura aumenterà mentre allo stesso tempo la nostra effettiva conoscenza delle complesse interazioni di diversi tipi di organismi nel loro habitat potrebbe non essere sufficientemente compreso da tutti. Di conseguenza, le caratteristiche chiave, eticamente parlando, della biologia sintetica rappresentano una sfida alle norme ed ai trattati originariamente sviluppati per affrontare i rischi ed i casi di abuso in materia di ingegneria genetica.

http://www.globalresearch.ca/doomsday-seed-vault-in-the-arctic-2/23503

http://www.bibliotecapleyades.net/esp_temas1.htm#genetica

http://www.tankerenemy.com/2010/09/terraforming-creare-un-pianeta.html#.U3XpfU2KDIU

http://freeskies.over-blog.com/article-biodistopia-la-biologia-sintetica-123573337.html

 

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