Sul Complesso Monumentale di Giza

Pubblicato il da G B

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Grande-Piramide-di-Cheope

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Sul complesso architettonico della piana di Giza sono stati scritti centinaia di libri, redatti con maggiore o minore rigore scientifico, con l’intuito o con la fantasia. Si tratta di manufatti architettonici di grandissima capacità evocativa, in grado di suggerire usi e significati molteplici e sorprendenti. Qualunque sia stato infatti il vero scopo per cui sono state erette, una cosa è certa: sono monumenti in grado di attirare a se attenzioni meticolose ed appassionate da parte di personaggi disparati. Capi di stato, generali, sognatori, scienziati, matematici, archeologi, sceneggiatori … tutti hanno recepito il potere carismatico di questi manufatti e ne sono stati rapiti per sempre. La ‘campagna d’Egitto’ dell’esercito di Napoleone Bonaparte è stata giustificata, molto probabilmente, dalla necessità del grande imperatore di trascorrere una notte intera all’interno della cosiddetta piramide di Cheope.

Non voglio quindi suggerire alcuna ennesima interpretazione di questo eccezionale complesso architettonico ma solo sottolinearne alcune qualità. La prima è che è stato edificato su di una piattaforma geologica molto particolare. Come ebbe avuto modo di dire un esperto: una delle poche zone del pianeta in grado di ‘reggerne’ il peso, una piattaforma geologica eccezionale in grado di non cedere sotto l’enorme pressione generata dal peso dei manufatti.

La seconda riguarda l’eccezionalità costruttiva. Siamo di fronte a capacità tecniche sconosciute, considerando il periodo di costruzione, non c’è dubbio. Il granito è una roccia durissima, con elementi appena meno duri dell’acciaio, per cui siamo di fronte ad una ben giustificata incredulità sulla possibilità che si siano utilizzati dei metodi di lavorazione tradizionali basati su utensili di legno, rame e canapi. La resa delle superfici è vicina alla perfezione mentre le caratteristiche morfologiche evidenziano capacità di posa in opera di elevatissimo livello. Inoltre la inusuale geometria degli spazi interni (di cui ancora non sappiamo tutto!) ci permette di ipotizzare l’uso di tecniche di progettazione complesse su evidente base tridimensionale.  

La terza caratteristica è l’impossibilità di dedurne logicamente un utilizzo certo. Dato che non sono state trovate sepolture all’interno delle piramidi e che si tratta con evidenza di un complesso ‘urbanistico’, più che di una serie di semplici manufatti isolati, nessuno è riuscito a darne un’interpretazione sicura. E’ impossibile applicare a queste costruzioni i noti principi funzionalisti, caso unico della storia. Per le altre gigantesche costruzioni piramidali infatti, la possibilità di percorrerne le ‘sponde’ ed abitarne le sommità, suggerisce usi rituali magico/religiosi, impossibili da trasferire nel complesso di Giza, soprattutto per ipotizzare un uso interno privo com’è di un adeguato ricambio d’aria e non dotato di illuminazione naturale, essendo impossibile utilizzare fonti di luce a combustione.

Per queste ragioni, suggerisco la visione di questo  interessante video che mi sembra molto vicino a dare una spiegazione valida su queste incredibili vestigia di pietra, lasciando ‘aperta la porta’ per i centinaia di libri futuri sull’argomento che contribuiranno a svelare poco a poco il senso di questa imponente opera oscura. Che si tratti di una ‘macchina’ e non di un semplice manufatto mi sembra un’ipotesi sensata. Le masse imponenti di queste opere interagiscono tra loro come enormi masse gravitazionali, la disposizione dei manufatti è frutto di conoscenze scientifiche superiori. Gli spazi interni e le loro superfici sono più aderenti alle esigenze di un complesso meccanismo più che ad esigenze ‘religiose’. Mi sembra comunque ormai il caso di escludere ogni intento meramente celebrativo o ritualistico dalle ragioni della loro costruzione.

Resta da ragionare sui precetti religiosi e sulla loro somiglianza con le indicazioni scientifiche. Mauro Biglino ad esempio ha reso un ottimo servizio alla ricerca in merito dimostrando la sussistenza scientifica dietro le bizzarre necessità del dio biblico. Quest’ultimo agiva nella necessità di soddisfare suoi desiderata specifici. Questi protocolli poi sono stati trasferiti alle religioni perdendone il senso originario, rendendoli quindi sterili ritualità. Conoscenze nelle quali oggi possiamo riconoscere esigenze ‘divine’ specifiche apparivano quindi come insolubili misteri della fede. Lo stesso si dirà del complesso monumentale di Giza? Molto interessante inoltre è il fatto che la forma piramidale sia utilizzata tutt’oggi dai potenti del pianeta per segnalare simbolicamente il loro potere su di una porzione di territorio oppure sulla cartamoneta. Qualcuno evidentemente conosce non tanto il vero motivo per cui sono state erette le piramidi di Giza, ma perlomeno chi ne è l’autore e quali siano state le sue intenzioni. Piramide infatti è sinonimo di potere verticistico e di struttura sociale ad alveare. Solo un pazzo disumano potrebbe desiderare tutto ciò!

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astana

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