Condividi l'articolo Strategie sulla Tensione: &nbs ...
La gestione della tensione sociale è stato sempre un cardine del potere. Elargire cibo e giochi oppure piombo e terrore sono state le redini con le quali sono state condotte le masse verso un’apatica ignavia oppure al macello di guerre immotivate. In Italia campeggia funesto sopra tutto il cosiddetto gioco del calcio, l'oppio dei popoli, una parodia dell’attività fisica salutare gestita da personaggi ambigui e senza scrupoli, come dimostrano i puntuali scandali di vendita ed acquisto di partite e calciatori. Negli Stati Uniti sulla popolazione grava una spada di Damocle: la presenza di campi di concentramento, al momento intonsi, in ogni stato dell’Unione, costruiti e diretti dalla Fema (1) che non cessa di arruolare personale dedicato ad istituti di detenzione. Nuovi ordini presidenziali di Obama autorizzano speditamente l’instaurazione della legge marziale ed il contingentamento e controllo delle risorse energetiche ed alimentari mentre alcuni analisti paventano come possibile questo tragico scenario. E' notizia di questi giorni che i più facoltosi tra la popolazione comincino a lasciare gli Usa per mete considerate più sicure.
In Italia ci dovremmo interrogare se sia mai esistito un vero e proprio terrorismo. Anche ad uno sguardo distratto risulta evidente infatti come le infinite sigle della ‘rivoluzione popolare’ siano state per lo più supervisionate da organi e personaggi che avevano a che fare con lo stato, in forma palese o meno che sia. Che i potenti del Bilderberg e compagnia bella abbiano previsto un periodo di transizione punteggiato da conflitti sociali cruenti o comunque violenti è possibile. Dagli eventi del G8 a Genova sino alle molotov ‘anarchiche’, una certa nota tenuta della tensione è stata sempre ben avvertibile. Ci attende un futuro di rivolte di massa e loro repressioni militari? Potrebbe darsi. Sarebbe però la scusa ideale per instaurare uno stato di polizia intrusivo.
Impossibilitati alla fuga e vessati da una precisa strategia di impoverimento generalizzato, come potremmo difenderci? Quando lo stato riveste i panni dell’aguzzino o peggio del riscossore dei crediti per mano altrui, cosa resta di noi stessi? La colpa è anche nostra: abbiamo sempre demandato troppo al sistema e gli abbiamo affidato soldi, vite e speranze, ora rivuole tutto indietro. Crisi finanziaria, economica e sociale, poi scontri e repressioni, è questo ciò che ci aspetta? La mancanza di speranza genera fibrillazione verso l’autolesionismo e temo davvero che tutto ciò sia stato accuratamente previsto. I tragici suicidi rappresentano per adesso l’apice del masochismo e la fredda solitudine in cui ci siamo, anche colpevolmente, cacciati.
-
Commenti agli Articoli