Statuine Babilonesi

Pubblicato il da Ghigo Battaglia

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Quando si fa riferimento al capo della setta di origine ebraica (e quindi sumero/egizia) denominata cattolicesimo, ci mostriamo deferenti ed ossequiosi sino ad accettare che venga definito ‘santo padre’ … addirittura … tanta è la voglia di padri posticci che ci attanaglia? Cosa è successo nella nostra infanzia?

 

Siamo pilotati ad assumere atteggiamenti prefissati non appena udiamo un comando verbale oppure scorgiamo un segno prefissato. Un nome, una qualifica od un evento provocano in noi una risposta immediata che coinvolge il nostro aspetto esteriore ed il nostro mondo interiore. Un concerto di segni, simboli ed emozioni preconfezionate ci coinvolge a tal punto che tenersene fuori diventa un’operazione faticosa.

 

Simboli e segni dal senso originario capovolto sono usati abilmente da chi ne conosce il potere.  Segni originari sono stati reindirizzati verso lidi innocui, in modo che nessuno ne possa fare un uso effettivo. Qualcuno ha conservato solo per se la conoscenza dei simboli originari e la consapevolezza del loro potere ‘magico’ sulle masse e sul singolo individuo.

 

Noi continuiamo a definire i tipi psicologici quali l’eroe, il buono ed il cattivo, il malvagio e l’edonista ma sappiamo anche che questo ‘mondo’ dei segni attuale è giunto al termine della sua carriera. Queste lingue esangui che ci sono state elargite non possono più contenere la pressione del reale ed è giunto il momento di utilizzarne delle nuove. Le fessure nell’uso della lingua sono ormai talmente ramificate da renderne impossibile il salvataggio. Un mondo di costumi e consuetudini cade quindi sotto i nostro occhi. E’ la caduta di un costrutto artificiale che si porta appresso tutto il nostro apparato di comunicazione primario tra interno ed esterno: il nostro corredo di segni e simboli che regola e governa la nostra vita sociale.

 

Le lingue sono ormai svuotate di senso. I suoni disturbati, le consuetudini abbandonate. La menzogna diviene realtà e viceversa in questo momento di inversione di un sistema: gli opposti si toccano. Noi siamo i testimoni di questa caduta e paventiamo ciò che ci verrà imposto subito dopo il crollo, senza renderci conto che il crollo è già avvenuto e che stiamo già vivendo il ‘dopo’.

 

La perdita di senso complessiva si contorce in un grido stridulo ed esaltato di chi tutto ciò muove. Le torri sono già cadute e le genti già disperse. Le lingue già confuse in modo che il pensiero non possa più attecchire su solide basi naturali. Tutto il sistema naturale è stato alterato, temo davvero che non si riuscirà più a comunicare ciò che è diventato incomunicabile, non tanto per la sua quota di novità ma per l’impossibilità di riconoscerne i contorni, di definirne almeno una parte.

 

Siamo condannati ad un  futuro distopico ma ciò che dobbiamo più temere alberga dentro noi stessi, è l’attitudine remotissima all’ossequio proprio degli officianti delle già capovolte liturgie babilonesi. Vestire gli arcaicissimi panni delle deferenti ‘statuine babilonesi’ sembra la via più semplice ma, come ha avuto modo di dire un ‘santo padre’ del recente passato: la via più difficile è sempre la migliore. Nella perdita delle basi della nostra natura saremo costretti a vagare nel cosmo alla ricerca di un valido appiglio? Dematerializzare il pianeta equivale forse ad impossessarsene? Decomporre le menti per impossessarsi dell’anima? Come evoluti cannibali chi attenta al pianeta crede di potersi impossessare delle sue elevate qualità recondite e spirituali divorandone una parte?

 

Nessun rituale potrà ricomporre l’originale. La distruzione delle basi materiali non servirà a sviscerarne e rapinarne le qualità ma solo ad aggiungere distruzione all’imbecillità.

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giovanni 03/29/2013 13:59


In effetti, ciò che intendevo dire, maldestramente ahimé, è della possibilità di preservare interiormente in noi una determinata suggestione che è l'unica a fare da legame tra la nostra identità
impermanente e il principio superiore che da fondamento alla vita. Viviamo ub età ipercontaminata e massimamente contraffatta ma voler solo prendere in considerazione l'inganno porterà
inevitabilmente ad una deriva nichilista. Esiste una via - la via - della reintegrazione anche se è disagevole, si attraversa all'interno della nostra quotidianità mediante inavvertibili scelte
personali. La sua percezione credo sia anche ispirata da un principio superiore, dico l'intelligenza sensibile che ci preesiste e che troppo spesso mi sembra si vuole confondere con ciò che ora a
lei si sovrappone, come un eclissi appunto, determinando l'alterazione che coinvolge questi tempi, noi siamo nati sotto il cono di questa eclissi e ci moriremo ed è importante non confondere la
fonte di luce con quanto gli è sovrapposto.


Per questo non considero l'esistenza un male in sé, quanto piuttosto una diversificazione sensibile di esperienze necessarie e determinate da uno stato di crisi la cui origine è antecedente alla
stessa formazione dell'universo.


in un certo senso noi saremmo i "valorizzatori" o i "riparatori" prolificati a dismisura e massimamente smarriti, per questo più facilmente vampirizzati da chi non ha in realtà la nostra preziosa
risorsa


non credo sia sano ritenere ogni manifestazione teofanica come un inganno, benché appaia evidente che molte esperienze mistiche siano delle pure contraffazioni occorse all'uomo con la reale
finalità di predarne la ricchezza interiore.


Lo spirito è inattacabile, ciò che è sotto assedio è la sua moltiplicazione sensibile che chiamiamo anima coniugata all'evidenza materiale, la lotta, sappiamo essere metadimensionale


Occorre anche il dono di una lucida fede per orientarsi in questa fitta oscurità


P.S.


Questo papa mi piace sempre meno, benché tutti i papi siano stati dei formidabili vampiri (chi più chi meno, forse con rarissime eccezioni - una o due? - uomini davvero giusti)

Ghigo Battaglia 04/02/2013 21:10



Un otimo commento con la dote della sintesi! Mi trovo d'accordo sul senso elevato della nostra missione terrena, senz'altro da recuperare. Siamo dotati non solo di
intuito ma anche di ragione e sesto senso, utilizziamoli tutti insieme per difenderci e capirci qualcosa in questa fitta maglia di disgustosa contraffazione che ci hanno calato davanti agli
occhi. Il nichilismo è a volte solo esigenza necessaria, una protezione in più. Chi ode infatti lo stormire delle fronde deve essere capace di distinguerlo con sicurezza dallo stridulo canto
stonato delle sirene sintetiche.   



Zret 03/28/2013 23:23


Questione intricata: anche la Gnosi considera la possibilità che l'anima sia catturata dai Guardiani della soglia. Ho letto il lunghissimo commento-articolo di Giovanni: mi pare che, compendiando
molto, si possa individuare un principio imperituro che, però, può assumere diverse manifestazioni. Forse si rischia di moltiplicare gli enti e di complicare i problemi. Semplificando, due sono
le domande abissali:


1 Come trasformare l'esistenza (male) in vita (luce)?


2 Qual è il nostro destino post mortem?


Ciao  

Zret 03/28/2013 12:15


Mi chiedo come sia stato possibile risucchiare l'anima alla stragrande maggioranza dell'umanità, ormai ridotta ad un mucchio di automi edonisti. Confidiamo nello Spirito: se lo Spirito esiste,
esso non è materiale ed invano gli Arconti delle tenebre cercheranno di strapparlo o di annientarlo.


Ciao


 

Ghigo Battaglia 03/28/2013 13:25



Purtroppo Zret, secondo Malanga viene 'parassitato' anche quello! Estirpare l'anima dal nostro stato dimensionale sembrerebbe purtroppo un obiettivo alla loro
portata. Qual'è il nostro ruolo ora? Come possiamo uscirne?   



giovanni 03/28/2013 09:12


volevo commentare, ma alla fine per ragioni di spazio l'ho caricato qui http://fragmenta2011.blogspot.it/2013/03/statuine-babilonesi-commento-al-post-di.html


un saluto

Ghigo Battaglia 03/28/2013 09:59



Grazie Giovanni, vado a leggerlo.