Sopra Tutto ... Scie Chimiche

Pubblicato il da G B

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Scie Chimiche sopra tutto, sopra il pagliaccetto di Firenze e quello di Milano, sopra i fiumi di coca che 'aromatizzano' l’aria, le quote rosa, l’omofobia e la deflazione. Una coltre grigia di un freddo entropico, che alimenta malesseri e dissapori, ambulanze e malumori. Dalla quota delle scie chimiche, i rumori delle sirene delle glassate auto blu divengono echi lontanissimi, le luci multicolori della città un chiarore indistinto, solo il rombo degli aerei spezza un silenzio immoto fatto solo d’aria e vento. Dal sole primaverile della mattina al freddo autunnale del primo pomeriggio e della sera mentre la Luna (ruotata?) fa filtrare la sua spenta e giallognola luce ovattata.

La coltre chimica opprime le vite di noi mortali, relegati quaggiù a subire angherie surreali di ogni tipo mentre la speranza di condurre vite improntate all’orgoglio ed alla dignità svanisce in un turbinio di veleni materiali e morali. Scie chimiche sopra i gas di scarico, le marmitte catalitiche, il bollino blu, le lampadine a basso consumo al mercurio, le pale eoliche ed i pannelli fotovoltaici. Scie chimiche sopra gli scontrini non dati, le carni esposte dai macellai, le buche nel manto stradale e gli zombi ipnotizzati che lanciano balisticamente i loro indici sugli schermi silicei e lucidi di inutili accessori radiocontrollati ‘pre-impianto’ definitivo.

Possiamo forse provare ciò che prova l’animale ad essere immerso nei liquidi oleosi di una frittura, con il coperchio della padella che cala inesorabile su di lui: le scie chimiche sono l’elemento sfuggente (come un elefante in una stanza) che ci ricorda la miserevole condizione umana, in bilico tra sogni artificiali ed aneliti di speranze sintetiche. Le scie chimiche rappresentano bene la longa manus del grande inquisitore cibernetico che si spaccia a volte per grande Architetto dell’universo. Un dato inesorabile ed incessante, la spia definitiva dell’esistenza del potere occulto, della mala fede, del segreto e dell’arroganza, della finzione e del potere della seduzione. L’elemento costante livellante che tutto permea ed ammorba, la vendetta del disumano che alberga anche in alcuni di noi. La pena accessoria alle altre pratiche di dissoluzione, la piombatura della scatola che tutti ci contiene, lo schermo definitivo che tutto copre e che, proprio coprendo, palesa paradossalmente se stesso, generando angosce, illusioni e, fondamentalmente e meramente, ottusa finzione.

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giovanni 03/15/2014 21:43


Centro di potenza è per tutto l’antico mondo italico lo spazio celeste, il regno della luce.


Stamane, abbiamo constatato che il cielo di Roma, fin dalle prime luci dell'alba, è stato schermato di una fittissima tessitura chimica.


E' una sorta di velina funebre che opacizzando il sole tinge tutto di una luce avvilente. Siamo ricoperti da una sorta d'involuto sigillo ermetico. E’ da dire che alla fine quest’attenzione al
fenomeno delle scie chimiche, (operazioni clandestine di geoingegneria ostentate platealmente all’avara attenzione della sovrana massa democratica) è una sorta d’irriducibilità intima essendo
quasi l’estensione remota di una residua...estremamente esigua...quanto sensibile attenzione di primordiale stupore che ancora sussiste in alcuni. Questo tenue stupore è totalmente irragionevole
e del tutto inutile agli immediati fini attuativi del massivo esperimento in corso. E’ il residuo atavico dell’uomo primigenio (forzatamente tecnologizzato) che si ostina a non riconoscere il
nuovo cielo sopra la sua testa. Tutta questa metodicità del lavoro positivo svolto al di sopra le nostre misere aspettative di bene quotidiano, è finalizzato a ridefinire un nuovo stato di
diritto e d’identità. L’evento in corso, intendo riferirmi a questo ostinato rimodellamento della vita, fittamente  inoculata di nanoelementi, si
palesa per una opaca manifestazione di potenza che decreta il trionfo sull’epoca presente di un aberrazione estrema che va ben oltre la semplice idea d’immoralità.  


Ciò che è fatto alle sementi agricole, alle piante, agli alberi, di riflesso, questa sterilizzazione funzionale alle dinamiche di un profitto essenzialmente necrofilo, sarà prestissimo applicato
anche a noi.


Ci dicono con ogni voce e mezzo che l’elemento magico originario è la scoria di un passato ormai superato e sussistente in alcuni come fossile dello spirito, incapace di levitare interiormente
elevando l’elemento vitale oltre la considerazione evidente dell’esistenza transitoria.


Eppure un granello della nostra considerazione alle cose dovrebbe a ogni modo rimanere ingenua, saldamente ingenua. Il nostro nucleo vitale immedesimarsi con l’identità stessa di un uomo
protolatino raffigurante il sole incidendo su pietra l’idea simbolo di potenza della sua vitalità, coincidente alla rappresentazione astrale della ruota primordiale connessa al rinnovamento delle
Ere.


Un saluto