Sedendo e Mirando

Pubblicato il da Ghigo Battaglia

 

Siamo stati gettati in una condizione esistenziale di provvisorietà. La precarietà non è solo un’istanza economica ma un modus vivendi imposto in tutti i settori. I credi, le usanze e le naturali attitudini legate alla nostra storia passata sono state una per una demolite da mani abili e menti raffinate. Il risultato è una tabula rasa generalizzata, una mancanza di ‘appigli’ che ci rende vulnerabili ed appunto provvisori.

 

Gli articoli che precedono, mostrano il punto di vista di alcuni acuti ricercatori indipendenti che hanno fatto ‘il lavoro sporco’, di mettere le mani cioè in quei settori liminali che fanno paura a tutti e che costringono a contenere l’angoscia e le vertigini esistenziali. Il motivo per cui l’essere umano preferisce la finzione massificata alla realtà svelata è racchiuso in questo elegante verso di Giacomo Leopardi:

‘io nel pensier mi fingo, ove per poco il cor non si spaura’

 

E’ la paura che frena le indagini dei molti che potrebbero invece capire, rendersi conto della portata immane di ciò che sta imprimendo la sua impronta a forza sulla nostra specie e sull’ambiente in cui viviamo: la biosfera terrestre. Che lo si voglia o meno considerare, è in atto un’enorme pressione multi vettore sulla biosfera.

 

Quel poco che riusciamo a percepire, date le nostre limitatissime capacità naturali di percezione, ci impedisce di esperire direttamente la complessità di questa operazione. I nostri sensi sono limitati ed il nostro pensiero deve sopperire con l’intuito laddove una pratica ‘scientifica’ ufficiale impedisce di indagare in settori che qualcuno ha deciso di inserire in un recinto off-limits per noi semplici esseri umani: il frutto proibito del giardino dell’Eden.

 

L’aria che respiriamo è satura di ferale pulviscolo, l’acqua è artefatta, il cibo pericolosamente inficiato dalle manipolazioni genetiche, le radioonde ci cullano in un continuum elettromagnetico artefatto. La nostra sfera mentale subisce da sempre le intrusioni malevole della propaganda del potere che in questi ultimi decenni ha raggiunto livelli e capacità di penetrazione senza eguali.

 

Tutto sommato, chi sia al vertice della ‘baracca’ non ci dovrebbe interessare più di tanto. Che siano lugubri uomini che si sono auto divinizzati in un delirio psicotico oppure entità di differente ‘pasta’ rispetto al genere umano, poco importa. In questa fase dell’operazione possiamo considerare l’indagine sugli autori dello scempio addirittura oziosa.

 

Interessante notare però che molti ricercatori INDIPENDENTI, in differenti parti del globo e con diversissimi punti di vista e preparazione, siano giunti ad una conclusione simile e davvero inquietante: considerare il pianeta sotto l’influsso malevolo di un’operazione di resettagio della natura, una specie di palingenesi artificiale che opera attraverso mezzi occulti, potenti e comunque elusivi. Questa ‘grande opera’ costituisce il nucleo addensante del vertice della piramide di potere che preme come un maglio su di noi, poveri esseri posti alla sua base.

 

Nessuno può considerarsi escluso e non è permesso l’eremitaggio perché, questa volta, la modifica non conosce confini e non si ferma davanti a scelte esistenziali. Non basterà uscire dalla base della piramide per eludere il cappio sintetico: questa sorta di inquisizione elettronica che ci colpisce è rapida e pervasiva.

 

Prepariamoci a ‘cambiare forma’ oppure a fare la fine dei gloriosi Neanderthal, verso un costrutto nuovo che ha il sapore dell’acido delle batterie, l’odore del silicone, il colore iridato dell’olio di sintesi e la sensazione di un freddo entropico irreversibile.

 

Immagino che l’ultima battaglia avverrà in una dimensione intima e profonda per cui è li che si giocheranno i destini dell’umanità, di tutti noi e di qualcosa di estremamente bello che è parte di noi: la sensazione di una libertà pura ed incontaminata, possibile e vicina.

 

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