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Thursday 19 july 2012 4 19 /07 /Lug /2012 09:17

 

L’articolo (1) di C. Penna è assolutamente condivisibile per equilibrio e per le sue conclusioni possibiliste. Ho appreso a diffidare dalle persone che non sono avvezze alla riflessione ed alla condivisione delle proprie convinzioni, soprattutto in settori della ricerca umana sottoposti a pressioni di tutti i tipi come accade in quello della ‘esobiologia’: occorre vagliare qualsiasi ipotesi ma non abbracciarne nessuna se si vuole tentare di salvaguardare le proprie facoltà intellettive e di giudizio.

Nel merito quindi vorrei aggiungere solo che ogni anno milioni di persone nel pianeta si affannano ad officiare rituali di evocazione ed invocazione di entità soprannaturali e che, fuori dagli studi di esorcisti cattolici e laici c’è una lunga fila costante di esseri umani che avvertono l’agire di presenze negative al loro interno. Ciò accade da quando c’è l’uomo sulla Terra e da quando ha una sua coscienza individuale e collettiva.

L’anelito ed il terrore verso queste entità è una costante della nostra cultura presente e passata e costituisce un nucleo fondamentale della nostra psiche, indipendentemente che siano reali o meno, cioè che abbiano o meno una consistenza materiale. Ricordo che la fisica attuale intuisce il funzionamento di un 10% della materia, che ne ipotizza la natura di un altro 10%, ignorando invece le caratteristiche del restante 80%! I materialisti integralisti ed i detrattori dei ricercatori in settori limite, come lo è l’alienologia, dovrebbero quindi essere assai prudenti nel giudicarli.

L’appunto sulle scie chimiche e sulle molteplici forme di inquinamento intenzionale a cui siamo sottoposti mi sembra essenziale per cercare di comprendere la natura di chi ci avvelena o di chi ci vuole trasformare senza il nostro consenso in servitori asessuati ed obbedienti. A questo proposito tenderei ad escludere la dicotomia bontà o cattiveria degli ‘alieni’ prendendo semplicemente atto di quanto accade intorno a noi e di come siano stati immessi nell’ecosistema degli ‘enzimi’ in grado di modificarne gli equilibri in modo profondo ed irreversibile.

L’irreversibilità (ad esempio dei danni prodotti dalla diffusione di organismi ogm) è un fattore terrifico che ci fa ipotizzare una longa manus imperiosa ed onnisciente e che ci fa immaginare noi stessi come parte di un gigantesco esperimento biologico che noi chiamiamo, forse riduttivamente, ‘mondo’. Nella vita di tutti i giorni però che siano gli alieni o gli umani (o tutti e due in combutta) a distruggere e manipolare il pianeta poco ci importa in fondo. Subiamo una fase di transizione verso un ambiente riconfigurato, una fase di palingenesi in cui noi umani siamo solo un tassello del tutto, forse il più importante. Non credo sia stata neanche la prima e forse è la quarta o la quinta genesi, come alcuni affermano.

Il futuro potrebbe essere simile al presente ma completamente differente nelle sue parti più intime, così come l’uomo di Cro Magnon era simile a noi ma in fondo completamente diverso. Occorre rassegnarsi? Mai, in quanto esiste il rispetto ed il diritto. Non quelli scritti nei polverosi libri giuridici ma un afflato profondo e bello verso la vita e la sua conservazione in tutte le sue incredibili manifestazioni. Anche se noi umani fossimo solo il prodotto di un grande esperimento avremmo quindi diritto al rispetto della nostra peculiare natura, seppur limitata e difettosa.

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(1) http://scienzamarcia.blogspot.it/

                 


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  • : Analisi della Contemporaneità attraverso lo studio delle fonti e dei metodi di inquinamento intenzionale dell'ecosistema

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