Programmare la Pubblica Opinione - agg.

Pubblicato il da G B

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Alcune figure del mondo dello spettacolo sono state proposte all'opinione pubblica per generare una consuetudine ed un'attesa da colmare poi con le apparizioni nel mondo della politica/spettacolo di personaggi a loro collegabili per stile, aspetto e ruoli? In altre parole: spettacolo e politica sono la stessa cosa? Obbediscono alle stesse logiche sotto un'unica regia?

 

In questa nostra era post-storica, dove realtà e finzione coincidono, chi detiene il potere materiale esercita un controllo esaustivo sui mezzi di comunicazione di massa. La grande percentuale dell’editoria, della produzione e dei mezzi di diffusione è sottoposta infatti ad un rigido controllo da parte del vertice. Tutta questa massa di materiale comunicativo assieme alla sua riproduzione incessante è essenziale per creare e poi mantenere quel sistema artificiale definito ‘società civile’ tramite la programmazione della 'pubblica opinione'.

 

La creazione e la diffusione della cultura POP è il mezzo attraverso il quale il potere mantiene se stesso e maschera le sue reale fattezze. E' un elemento essenziale per la costituzione della base della piramide, essenziale per la solidità e continuità del vertice. Ciò premesso, sembra davvero che alcune figure mediatiche del mondo dello spettacolo siano state create per anticipare altre figure mediatiche, quelle dedite alla forma di spettacolo più grottesca ed inutile che il vertice occulto sia riuscito a concepire: la cosiddetta politica contemporanea.

 

Nell’immagine sopra mostrata appare evidente, a mio parere, che la proposizione di alcuni personaggi del mondo dello spettacolo sia stata concepita per programmare l’opinione pubblica rendendola predisposta all'introduzione nelle scena politica di personaggi che sembrano valide controfigure dei primi. Si tratta solo di mere coincidenze oppure dobbiamo ritenere di avere a che fare con un sistema mediatico organizzato, con regia unica, con lo scopo di simulare un mondo realistico per coprirne un altro decisamente reale nel quale gli eventi accadono davvero e del quale non possediamo nessun accesso privilegiato, potendovi accedere solo con l’intuito e la meditazione? Sembra davvero che chi controlli la politica controlli i media (e viceversa) in un'atmosfera di reversibilità totale, con le stesse identiche finalità e gli stessi metodi.

 

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