Procuriamo Allarme?

Pubblicato il da Ghigo Battaglia

 

roma

 

 

Procurato Allarme. Una definizione ambigua che sovente fa da spauracchio a chi tenta di informare sulla operazione di biogeoingegneria clandestina meglio nota come scie chimiche. La Capitale è sotto attacco chimico: questa è un’affermazione che potrebbe rientrare nella definizione di un ‘procurato allarme’ oppure no? Eppure la città eterna (per quanto eterna ancora?) è sottoposta dalle prime ore della mattina ad una copertura chimica massiccia ... ciò procura allarme seppure nelle sole poche anime consapevoli di tanto scempio. Numerose sono le ‘croci di Sant’Andrea’ che solerti aerei cisterna bianchi dipingono nel cielo. Una brutta sensazione poco definibile si avverte al suolo: il caldo è deciso e molesto. Vorrei sottolineare sull’argomento le parole equilibrate ed acute di Zret (1) che condivido pienamente:

 

(...) La vera ricerca, però, non può prescindere dall’indagine, sempre critica e prudente, di territori liminali. In molti casi l’osservazione del “fatto concreto” dà l’impulso per un’indagine che, un po’ alla volta, travalica i confini dell’empiria, lasciando intravedere inattesi paesaggi. Chi studia la Biogeoingegneria, dopo averne valutato i risvolti nell’ambito del clima, dell’economia, della geopolitica etc., è indotto da una serie di concatenazioni ad enucleare addentellati che sconfinano dal tangibile. Qui le implicazioni umane lasciano affiorare un substrato non umano,(sub-umano?). Per questo motivo le chemtrails si rivelano non solo come il crimine più efferato di tutta la storia, ma pure come la stretta fenditura oltre la quale si estende un regno dai contorni sfuggenti. La resistenza ad accettare la realtà della Biogeoingegneria, anche per opera di persone intelligenti, dipende in gran parte dalla difficoltà a rinunciare all’antropocentrismo ed all’idea (inganno?) del libero arbitrio: si preferisce flagellare l’umanità ed anche autoflagellarsi piuttosto che pensare ad una mano nascosta. Ancora, le scie tossiche sono una pietra di paragone: se nelle comunicazioni di presunta matrice aliena, soprattutto quelle incentrate sulla necessità di preservare la natura, sono assenti, si deve pensare che i messaggeri non sono affidabili. Purtroppo è quanto accade, come avviene nell’accozzaglia di scempiaggini pseudo-spirituali, riconducibili sovente all’universo della New age.  

 

Le scie chimiche stesse suggeriscono riflessioni al di fuori dall’ordinario. Non sono infatti compatibili, a mio parere, solo con necessità militari ma trascendono la cultura corrente ed ufficiale e si inoltrano in un campo esperienziale irto e lontano. Mi ricordo nitidamente la frase del Prof. Corrado Malanga ‘le scie chimiche? Le fanno loro!’ che non lascia davvero adito a dubbi. Non so dove sia la verità, so solo che un intervento planetario di tale estensione e durata non ha precedenti nella nostra storia recente. Molti sono i tasselli da considerare, primo fra tutti il ritorno di genie conquistatrici e rapaci, che siano di questa dimensione o meno. Ci hanno abituato a considerare i voli anomali un fenomeno tipicamente statunitense, ed invece noi, con le nostre pizze e mandolini ci siamo dentro fino al collo. Cosa vogliono da noi? Preferiranno le pizze o si accontenteranno solo dei mandolini?

 

(1) http://zret.blogspot.it/2012/08/il-caso-di-filippo-cardenas-ridefinire.html

       

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