Pornografia e Standard Comportamentali

Pubblicato il da G B

 

... normalità o normalizzazione?

 

La grande maggioranza degli indirizzi visitati sulla rete sono siti con contenuti esplicitamente sessuali. Tali siti sono migliaia, generalmente contenenti fotografie e filmati pornografici consultabili direttamente e gratuitamente, suddivisi sovente in centinaia di generi e sottogeneri.

L’intenso afflusso di visitatori in tutto il mondo lascia intendere che osservare la sessualità sia un’esigenza importante con una forte carica attrattiva. Poniamoci però alcune domande.

Data la gratuità di questi siti, perché ci si è prodigato per diffonderne il contenuto e mantenerne la funzionalità? Gestire un sito con decine di migliaia di contenuti e link, format di ricerca e condivisione non è semplice (occorre ingaggiare del personale specializzato) e neppure gratuito (tale personale, immagino, va pagato). Dove poi reperire il materiale da mostrare? Si tratta comunque di materiale coperto da un qual tipo di copyright per cui, evidentemente, i gestori di tali siti o sono i produttori di questo materiale oppure sono stati autorizzati a diffonderlo. Perché?

Secondo me è necessario cercare le risposte al di fuori dell’ambito del marketing e della promozione.

La sessualità è una parte estremamente ricca e coinvolgente della vita di ogni essere umano. E’ un ambito decisamente sorprendente ed impossibile da separare dalle altre espressioni della parte emozionale del nostro pensiero, tale è il coinvolgimento di sfere assolutamente correlate, fisiche e spirituali.

Ciò premesso, com’è possibile tipizzare i comportamenti sessuali umani nelle asfittiche categorie tipiche dei siti pornografici? Si dirà che le categorie rispondono ad esigenze catalogative e pubblicitarie ma, se ci fosse dell’altro?

Abbiamo già notato come tutta la produzione del cosiddetto ‘intrattenimento’ sia votata alla standardizzazione dei comportamenti. Soap opera, telenovelas, fiction e pellicole in generale, propongono pochissime varianti di ‘tipi’ umani, standardizzandone il comportamento e le reazioni in format predisposti con varianti minime che si ripetono senza posa. I ‘topoi’ comportamentali sono esigui e facilmente prevedibili tant’è che la loro ripetizione ossessiva genera una sorta di ipnosi di massa, simile allo stato ebetoide di chi assiste per la miliardesima volta all’apertura dei pacchi con premio (sempre e solo in denaro, non sia mai!) oppure alla miliardesima partita di calcio che proporrà (per le leggi delle probabilità) azioni identiche già viste in altre migliaia di partite.

La reiterazione è quindi una chiave di lettura fondamentale dei contenuti dell’intrattenimento in generale tant’è che la proposta delle produzioni insiste sulla standardizzazione dei comportamenti e sulla loro tipizzazione serrata.

Tornando ai contenuti della sessualità esplicita, occorrerebbe domandarsi perché mai essi siano vietati nei canali ufficiali di diffusione di contenuti visivi, ma il discorso si farebbe troppo lungo. Ci interessa invece tornare alla standardizzazione dei comportamenti. La fruizione di audiovisivi aventi come oggetto la sessualità tipizzata della pornografia, induce i suoi spettatori ad una attitudine erotica anch’essa scontata, standardizzata e prevedibile? Uno studio universitario statunitense, condotto pochi anni orsono, dimostrava come l’assuefazione a scene di violenza producesse un aumento di comportamenti violenti. Osservare quindi porta ad interiorizzarne i contenuti ed a farli propri. Cosa accade allora alla sfera sessuale di chi è assuefatto all’osservazione di contenuti tipizzati? In altre parole, fruire di una griglia predisposta e tipizzata di contenuti della sfera sessuale, induce a comportamenti anch’essi tipizzati e prevedibili?

Nella sessualità umana alberga una potente energia ed un aspetto creativo fondante addirittura dello stesso genere umano. Il controllo delle abitudini sessuali è stato da sempre una necessità del potere costituito. Le religioni in particolare hanno effettuato (ed effettuano tutt’ora!) un controllo intimo della sfera sessuale dei loro incauti fedeli. Com’è mai? Dietro all’offerta più che esorbitante di materiale pornografico, si nasconde una volontà di controllo di questa sfera così importante e sensibile? E’ una nuova forma raffinata di ‘inquisizione’ morale e comportamentale?

Cosa succede all’energia creativa primordiale dell’uomo quando viene incanalata nelle strettissime maglie della pornografia on-line? Siamo di fronte ad una forma di controllo sottile indotta dall’assuefazione e dalla bassa seduzione? Penso proprio di si.

Nell’etere e nelle dorsali i contenuti sono sempre e solo bassamente materiali. Se un alieno ne osservasse la produzione, dovrebbe concludere che l’umanità è dedita al soddisfacimento bieco delle proprie esigenze materiali in modo ripetitivo e programmatico. Per fortuna non è così.

Tutti i contenuti della sfera spirituale sono esclusi dalla produzione di massa, com’è mai? I premi per un’operazione di abilità o memoria sono sempre e solo costituiti da soldi, com’è mai? Si tratta forse di operazioni di controllo mentale ed emozionale? Credo proprio di si.

La pornografia si inserisce perfettamente in questo ventaglio di proposte indotte. Essa va a colmare un settore cruciale che è presente in forma allusiva nella stragrande maggioranza della produzione in generale, addirittura nei cartoni animati per bambini!

L’aspetto deleterio ed inquietante della pornografia quindi non risiede nel presunto ‘scandalo’ della sua propria esistenza ma nelle modalità di gestione produttiva di questo delicato settore. Milioni di essere umani subiscono le pressioni malevole di contenuti audiovisivi che non fanno altro che reiterare sempre gli stessi contenuti, veicolando sempre meno possibilità di azione e reazione di fronte agli stessi stimoli.

Raramente si narra di creatività, inventiva, imprevedibilità. Si offre allo spettatore una gamma ristretta di ‘tipi psicologici’ che hanno reazioni standardizzate e che producono effetti assolutamente prevedibili. La componente spirituale ed insondabile dell’umanità non viene quasi mai fatta oggetto di una sceneggiatura popolare, perché mai? Con la scusa di ‘mostrare la realtà’ si mostra invece solo un aspetto prefissato e materiale della realtà. Per fortuna l’umanità è molto diversa. Anche nella sua strabiliante ed imprevedibile ‘sfera sessuale’.

Per concludere, occorre scardinare e rifiutare le ‘maglie’ comportamentali che ci vengono proposte e propinate dai burattinai dell’umanità. Siano esse nel settore intimo ed individuale oppure sociale del comportamento umano. In politica non avviene la stessa cosa? Ci vengono proposte soluzioni deleterie e poverissime, con possibilità di scelta avvilenti. Una gamma di possibilità deficitaria sempre più costrittiva nell’ambito di quella che viene tenacemente definita come ‘normalità’ che ha il sapore invece di ... una normalizzazione indotta.


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Claudio 12/01/2014 14:21


Absit iniuria verbis. Ho dato una "scrollata" al pdf consigliato ed ho dovuto prontamente ricorrere ai rimedi sapienziali della grande scuola tradizionale napoletana: "Aglio, fravaglio, fattura
cà nun quaglio, corna, bicorna, cap'alice e capa d'aglio".

Iam 11/30/2014 17:42


Mi fa piacere lo leggerai, spero tu possa trovare il tempo una volta letto, di scriverci un articolo...

Iam 11/30/2014 03:37


Come non essere d'accordo... La programmazione delle nostre coscienze è molto più profonda e su diversi livelli (dimensioni)...


Caro autore visto la tua mente aperta ti consiglio vivamente di leggere questo libro:


http://www.galaksija.com/literatura/ouj.pdf


Contiene una molte enorme di informazioni su quanto profondo e ultraterreno sia l'inganno attuato sull'umanità...

Ghigo Battaglia 11/30/2014 11:29



Ho dato un'occhiata ali libro che hai consigliato, interessante. Ti farò sapere. Grazie e ciao