Thursday 4 july 2013 4 04 /07 /Lug /2013 11:39
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Un interessante articolo di Jade Wah’oo Grigori tratto dal sito di Zen Gardner sui predatori psichici. Molto avvincente è la spiegazione della reiterazione dell’abuso da parte di soggetti abusati. La traduzione è fedele tranne in alcuni passaggi per me non chiarissimi, alcune note sono aggiunte tra parentesi. L’articolo dal titolo:
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E' ben noto che una persona che ha subito abusi tenderà nella vita a diventare un autore di ulteriori abusi o a diventare autodistruttivo. Perché? Perché una persona che ha sofferto gli orrori degli abusi emotivi dovrebbe mai affliggere un altro essere umano con tale degrado, shock ed orrore? La diagnosi fornita dagli psicologi lascia la domanda senza risposta, ammettendo che non vi è in merito alcuna speranza di comprensione, per non parlare di una cura. Il paradigma della salute mentale sostiene che il meglio che si può fare per le vittime ed i colpevoli  di un abuso è quello di aiutarli a contenere e convivere con il loro trauma. 
 
Le forme arcaiche di sciamanesimo spirituale tuttavia, forniscono una visione chiara sulle cause di fondo di ogni abuso, ed un loro trattamento efficace. La forza dello sciamano è all'interno del dominio della realtà spirituale. Compreso nel regno dello sciamano è la consapevolezza dell’esistenza di 'Spiriti', esseri non-fisici che coabitano questo dominio terreno con noi. 
 
Di questi esseri non corporei, ci sono quelli con i quali abbiamo una interazione reciprocamente vantaggiosa, come gli spiriti aiutanti, guide ed alleati. Poi ci sono quelli che sono così 'altro', con i quali non possiamo avere nessun tipo di concorso. 
 
Inoltre ci sono quelli che sono puramente di natura istintuale, non avendo coscienza e volontà propria, che possiedono solo la spinta a sopravvivere ed a propagare la propria specie. E' all'interno di questa classificazione degli spiriti, quella degli istintuali, che troviamo un tipo che parassita di noi umani. "I parassiti spirituali” si propagano attraverso il transfert emotivo, diretto e violento, in una parola: l'abuso. 
 
Un individuo viene infettato da un parassita spirituale attraverso il transfert da un host (autore), durante la vittimizzazione di abuso, se questa sia l'abuso sessuale, fisico o il complesso di abuso emotivo / mentale / verbale. Una progenie di questo parassita passa dall'host alla vittima. Si ferma nel plesso solare, e può essere sentito fisicamente dalla vittima, come se si fosse ricevuto un colpo, simile a quello di avere il respiro troncato. (Questo tipo di sensazione è quella che descrivono gli addotti parassitati dall’essere di sola luce: il lux. - ndt)
 
Dopo che si è agganciato nel centro della propria base di potere, il Parassita attinge forza vitale dalla vittima, nutrendosi delle vitalità del nuovo ospite. La vittima, nel frattempo, diventa più debole e debilitata col passare del tempo, dopo aver perso grandi quantità di energia a favore del parassita spirituale. 
 
Come il Parassita Spirituale cresce, raccoglie la forza vitale rubata al nuovo ospite in un 'contenitore' (Tutti questi processi, anche se descritti in termini fisici, sono non-fisici, dato che il parassita spirituale stesso è di natura non fisica.). Questo contenitore cresce alla piena estensione, durante il quale le uova stanno maturando per il loro ciclo di propagazione. Come raggiunge la maturità, il Parassita Spirituale estende due viticci, o tentacoli per così dire, uno nella Volontà della vittima, usurpandola, l'altro nell’integrità morale della persona. 
 
Una volta che il contenitore ha raggiunto la pienezza e la maturità, il Parassita con la falsa Volontà dell’ospite prende il sopravvento, indirizzando l'individuo a commettere un ulteriore abuso. Ciò si verifica come meccanismo istintivo che l'individuo percepisce come se avvertisse la presenza di qualcosa estraneo all'interno del suo corpo. Proprio come se qualcuno avesse mangiato cibo contaminato, questo istinto cerca di espellere la sostanza invadente. 
 
Il Parassita Spirituale utilizza questo meccanismo biologico per tempo per la sua propria propagazione. Durante la commissione dell’abuso, l'autore non ha discernimento di cosa sia giusto o sbagliato, dato che la sua integrità morale è stata attutita, né è consapevole di ciò che sta facendo, dato che la sua volontà è stata usurpata dal parassita Spirituale. Durante l'atto di abuso, l'autore avverte un grande senso di liberazione, come se si sgonfiasse il ‘contenitore’, e corre nella nuova vittima, portando con sé le sue ‘uova’ in un nuovo host. 
 
L'autore, dopo aver avuto questo immenso rilascio, si rende poi conto di che cosa egli abbia appena fatto, e giura che non l’avrebbe mai fatto a nessuno, che non è lui che ha commesso questo orrore. Avendo la sua coscienza morale di nuovo ‘in linea’ ora l'autore è in stato di shock, prova disgusto di sé e rimorso, promettendo che non farà mai di nuovo una cosa del genere. 
 
Il Parassita Spirituale, tuttavia, non è stato espulso, ma solo la sua progenie. Il parassita di origine ora si nutre, cresce di nuovo, e attraversa fasi cicliche più e più volte, causando nella persona la recidiva. 
 
Così siamo in grado di vedere, da un punto di vista sciamanico, la risposta al perché una persona che è stata abusata può tendere a diventare se stesso un autore di abusi. Se la persona infettata è in grado di resistere a questa compunzione di abuso, attraverso la propria forza innata o attraverso il coinvolgimento personale nei metodi per rafforzare la propria integrità morale a sostegno della propria volontà (come la meditazione, le pratiche spirituali, la terapia o la religione) una nuova situazione si verifica. Ora il Parassita spirituale non ha nessun ‘rilascio’. 
 
Il contenitore si continua a riempire oltre il suo punto massimo. Questo fascio di potere rubato, come un palloncino riempito troppo, diventa teso e risonante con il contenuto emotivo dell’origine dell’abuso traumatico. Questa fase è vissuta dal corpo in uno stato di agitazione interna, come una pressione dall'interno. In risposta a questa irritazione, un meccanismo biologico più profondo è innescato. Lo stesso istinto è riscontrabile in un paio di animali selvatici catturati dalla libertà e messi in una gabbia, essi si rifiuteranno di mangiare o propagare e sceglieranno la morte piuttosto che vivere in cattività ed in riduzione in schiavitù, o sopportare così giovani tali circostanze. 
 
Come questo istinto si manifesta dentro noi esseri umani, una volta attivato, è che ci muoviamo in ritiro sociale e/o sessuale verso un isolamento dal mondo e da quelli che amiamo. Cominciamo a sabotare le nostre relazioni intime ed esibire una varietà di comportamenti auto distruttivi: alcool o abuso di sostanze psicotrope, depressione, disturbi immunologici, pensieri suicidi. Una intera panoplia di comportamenti disfunzionali e distruttivi può derivare dall'innesco di questo istinto in seduta profonda. L’istinto della conservazione della specie. 
 
Questo istinto per la sopravvivenza della specie è impegnato quando una minaccia per la santità e la conservazione viene rilevato dalle nostre percezioni. Questi istinti, tuttavia, sono puramente bio-fisici. Non hanno capacità mentali. Essi sono in grado, quindi, di fare un discernimento tra l'attuale minaccia della presenza del Parassita Spirituale corpo fisico della persona infettata. 
 
Per quanto riguarda gli istinti che si possono percepire, la minaccia per la santità della vita è dalla persona stessa che viene inflitta. In risposta, le forze naturali del corpo e della mente sono unite insieme per isolare e/o eliminare il pericolo per i nostri cari e quelli che ci circondano. Anche in questo caso, il pericolo istintivamente percepito è nientemeno che il nostro Sé, dal corpo e dalla mente. Ora i nostri sistemi autonomi, che regolano il nostro sistema immunitario, dalla chimica del cervello e degli stati emotivi, dovranno vedersela con la responsabilità che abbiamo, verso l'invaso. 
 
Il processo di auto-distruzione si regola dal di dentro. Ci troviamo ad esperire comportamenti per i quali non siamo in grado di trovare alcuna giustificazione razionale. La nostra salute, fisicamente, mentalmente ed emotivamente, comincia a deteriorarsi. Pensieri suicidi spontanei, possono inoltrarsi bene dentro di noi. La Candida e la sindrome da stanchezza cronica (di Epstein-Barre) e rampanti infezioni parassitarie fisiche sono caratteristiche tipiche di una contaminazione Parassitaria spirituale. 
 
Tutte queste condizioni sono solo sintomi. Essi non sono il 'problema', perché non hanno alcun fondamento nella nostra storia. Rimuovere la fonte di ciò che sta provocando l'istinto di andare in modalità di conservazione altrui, rimuovere i parassiti spirituali che sono la vera causa dei disturbi e dei fenomeni secondari di disgregazione e di debilitazione. 
 
Eliminando i parassiti, e consentendo al sistema autonomo di prendere ancora una volta il suo normale compito di mantenere l'integrità della nostra salute e del benessere, ci muoviamo rapidamente verso una condizione di rinnovamento e di stabilità. Noi sperimentiamo la libertà! 
 
Il metodo Sciamanico preminente di rimozione è quello che viene indicato come 'estrazione o risucchio'. Praticata a livello globale nel corso del tempo e in tutte le culture indigene, 'l’estrazione medicale' è utilizzata per rimuovere qualsiasi tipo di energie disfunzionali di origine spirituale. 
 
Lo Sciamano prepara il sito infetto e pratica l’aspirazione attraverso un tubo posizionato sulla pelle del paziente. Impiegando le preghiere e l'aiuto degli spiriti, lo sciamano è quindi in grado di rimuovere lo spirito irritante. 
 
Con la rimozione del parassita Spirituale e la ripresa della salute all'interno del paziente, alterazioni immediate e drammatiche sono vissute dallo stesso. Non si sente più in dovere di abusare di altri o di sé. Le cose che in precedenza avrebbero causato nella persona agitazione o depressione sono ora viste come all'interno della determinazione. L'individuo sperimenta con entusiasmo l'euforia e l'entusiasmo per la vita!'
 
Autore: Jade Wah’oo Grigori
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  • : Analisi della contemporaneità attraverso l'osservazione delle operazioni di inquinamento intenzionale degli ecosistemi

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