Melancònia

Pubblicato il da Ghigo Battaglia

   
A volte è necessario fare il punto della situazione anche se costa fatica ammetterlo e se si rischia di enumerare solo una serie di luoghi comuni. Forse è solo uno sfogo personale, spero sia utile per una riflessione condivisa.
 
1)       Viviamo in un paese con il livello di tassazione più alto d’Europa (uno dei più elevati al mondo).
2)       In Italia ogni attività produttiva privata viene ostacolata dalla burocrazia indifferente, dalla malavita e dalle istituzioni corrotte.
3)       Abbiamo la casta regnante più esosa del mondo: il Quirinale, ad esempio, ci costa 640.000 Euro al giorno! Le strade brulicano di auto blu di lusso ed il potere fa mostra di se in tutta la sua untuosa arroganza.
4)       Ogni volta che un cittadino entra in contatto con istituzioni pubbliche ha qualcosa, giustamente, da temere.
5)       E’ impossibile ottenere giustizia in tempi umanamente ragionevoli.
6)       L’Italia è la patria delle associazioni malavitose organizzate più rinomate e pericolose del mondo, in costante ascesa dal 1945 ad oggi.
7)       Gli ecosistemi, così come il patrimonio artistico, sono praticamente abbandonati a se stessi.
8)       Il cittadino singolo non è da meno, vessato ed ignorato dalle istituzioni nonché sottopagato.
9)       Per ottenere un posto di lavoro minimamente dignitoso occorre sovente l’aiuto clandestino da parte di qualche burocrate disonesto. Il ‘furto delle vite’ è pratica consolidata.
10)    Il governo del paese, grazie ad un’astuta legge elettorale, è praticamente esterno al sistema democratico di rappresentanza diretta. L’attuale governo sottolinea tale fredda sensazione.
 
Occorrerebbe elencare altre istanze ma queste dieci sono a mio parere sufficienti per ricordare a se stessi in che razza di paese siamo finiti. Ai 10 punti si aggiunga il sentore che il futuro dell’Italia è quanto mai incerto. Nel giro di pochi anni sarà privata della produzione industriale e le crisi delle materie prime (Ilva ed Alcoa – prezzo dell’energia) è il primo segnale di una ‘chiusura dei rubinetti’ a monte. Per l’Italia è stato delineato un futuro di carestia? Nelle regioni del sud i cittadini in grado di lavorare sono fuggiti da realtà desolanti, sarà lo stesso per il resto d’Italia? Che futuro hanno in mente? Diventerà una landa arida e disabitata?
Conducendo le nostre esistenze tra i mille trabocchetti di istituzioni kafkiane, sotto l’ormai consueto cielo bianco metallizzato ed in mano a forze oscure, ci possiamo almeno chiedere di chi è la colpa? Siamo condannati ad un lento declino nell’atmosfera oppiacea delle miserrime distrazioni televisive e 'sportive'?
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