Magia e Tempestarii dall'800 ad Oggi

Pubblicato il da Ghigo Battaglia

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Nel 789 d.C. Carlo Magno, appena proclamatosi imperatore (carica romana sino ad allora inutilizzata), si affrettò a promulgare l’Admonitio generalis che prevedeva la condanna delle divinazioni e di tutte le pratiche magiche, pena la morte del mago.

Particolarmente temute erano le pratiche che potevano influenzare la meteorologia, scatenando tempeste che seminavano il panico tra la popolazione che vedeva i propri raccolti rovinati dalla grandine ed altri elementi. Nel sinodo ecclesiale di Freising dell’800, la Chiesa incaricava i vescovi di indagare su chi fosse in grado di eseguire tali trasformazioni. I maghi del clima, definiti tempestarii, venivano sovente linciati ed il Vescovo di Lione, Agobardo, dovette intervenire assicurando la popolazione sull’origine naturale di questi eventi metereologici estremi che però lasciavano ampi strati della popolazione nel sospetto che tali pratiche esistessero davvero, non solo da parte della gente comune.

Burchard, vescovo di Worms, nel suo Decretum dell’anno 1000, condannava tutte le pratiche magiche e religiose, il culto solare, le letture astrologiche e le pratiche volte alla modifica del clima. Si richiedevano inoltre contro-rituali per la fertilizzazione di terreni rovinati da incantesimi o malie. Da notare che le pratiche magiche erano attribuite al potere di comunicazione che i maghi dicevano di possedere con divinità pagane o entità demoniache. Da notare inoltre che, sebbene il progresso culturale ed agricolo dall’anno 1000 in poi fosse stato rilevante, lo studio e la pratica delle arti magiche crebbe esponenzialmente, così come la sua condanna perentoria, interpretata come un atto evocativo pericoloso.

Nessun strato della popolazione era esente dalla fascinazione per la magia; sia hanno anche notizie di ecclesiastici coinvolti in questa singolare dimensione. Si è trattato di una guerra di magie contrapposte, rituali e contro-rituali per assicurare o togliere salute, fertilità e condizioni climatiche favorevoli. Nella magia vi era inoltre una conoscenza ed una pratica approfondita dell’erboristeria. Non si pensi che tali pratiche fossero appannaggio delle classi più povere od incolte, oggi diremmo che erano assolutamente ‘trasversali’.

La magia non è mai stata abbandonata. La feconda psicanalista Fortune Dion ci racconta di una battaglia magica tra esoteristi anglosassoni e germanici avvenuta nel corso della seconda guerra mondiale, presa assai in considerazione dai vertici politici e militari del tempo. Nella nostra società contemporanea, la magia viene spesso utilizzata dai vertici del potere (più o meno palesi) per influenzare le vicende di cronaca, evocare entità malevole o conoscere in anticipo il proprio destino (divinazione). Oserei dire che la magia è il ‘filo rosso’ del pensiero umano dall’antichità ai nostri giorni: una corrente di pensiero spesso inconfessata od inconfessabile eppure sempre attiva nei secoli, come la brace sotto la cenere, tenuta pronta all’uso da solerti officianti. Numerologia, astrologia, evocazioni, simbologia magica … tutto è ben presente nel nostro contemporaneo e preme verso una direzione sostanzialmente malevola. Una moderna forma di inquisizione mette al bando queste conoscenze, intuendone forse la pericolosità se caduta in possesso di larghi strati della popolazione. Resta il fatto che l’inquisizione ha mietuto vittime per secoli e che la conoscenza ha da sempre fatto adirare i potenti, quando si ergono a controllori del reale. Una storia sottesa è presente e parla una lingua intesa da pochi. Un codice ermetico è in voga da millenni e chi ne conosce i tipi fa di tutto per tenerlo segreto. fonte   

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