Lineamenti di Propaganda e Sfruttamento

Pubblicato il da G B

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Suggerisco la visione di questo illuminante  lungometraggio di Lenon Honor che è in grado di svelare le raffinate tecniche di persuasione occulta utilizzate nel sistema mediatico organizzato. L’incitamento subliminale alla pedofilia nella nota pellicola analizzata nel video è davvero evidente ed avvilente. Alla pedofilia infatti si associano altri pensieri addirittura peggiori quali l’abuso, la possessione, il controllo fisico e mentale … attitudini che si accompagnano, guarda caso e spesso, a tutte le forme di potere istituzionali o meno che siano.

La pedofilia non è solo un orrendo crimine contro l’umanità ma è anche un simbolo dello sfruttamento totale dell’individuo, in ambito sia fisico che psichico, in tutte le sue età. E’ un simbolo della sua desiderata permeabilità, della sua violabilità e della sua reificazione per desideri e voleri ‘superiori’. Anche il lavoro, su cui si basa sorprendentemente la nostra costituzione, potrebbe essere considerato come una forma organizzata di sfruttamento e stupisce davvero osservare manipoli di disoccupati urlarne a gran voce la necessità. Il lavoro (nella sua accezione contemporanea) è essenziale per sopravvivere in una società come la nostra basata sui soldi, sullo sfruttamento e sulla diseguaglianza, in altri contesti diverrebbe forse un accessorio superfluo oppure volontario.

Lo sfruttamento del genere umano continua e gli stati fanno di tutto per ricordarcelo. Siamo davvero per costoro solo ‘mucche da mungere’ come ci ricorda Corrado Malanga? Il tentativo di  legalizzazione della pedofilia potrebbe apparire allora come un memento in tal senso, a partire dalla più tenera età. La sessualità è un elemento chiave per giungere alla nostra interiorità. La sensazione complessiva è che si voglia far filtrare l’idea che l’essere umano sia un’entità permeabile e che il suo corpo sia adoperabile come strumento per soddisfare desideri ‘superiori’. Dietro il minore o l’adolescente vittima di abusi alberga tutta l’umanità, ne siamo tutti coinvolti perché la difesa dei nostri pensieri e dei nostri corpi è un dovere sociale, un obiettivo da raggiungere ancora troppo lontano.

L’individuo dalla sua nascita è oggetto di mille pressioni, medicali, alimentari, ambientali, psicologiche, mediatiche … quasi tutte deleterie o per lo meno assai ambigue! Quando comprenderemo la necessità di correre in nostra difesa?

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