Le Rane Bollite

Pubblicato il da G. B.

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Passeggiando per la nuova fredda periferia urbana di Roma nord, sotto un via vai incessante di tanker chimici, ho avuto modo di notare il dissolvimento artificiale dei cumuli che si dilavavano in uno schermo opalino tra noi ed il benefico sole. La criminale operazione era massiccia solo in corrispondenza del tessuto urbano, mentre era possibile scorgere grossi cumuli appena fuori il raccordo anulare. Una desolazione anche a terra, con alberi impiantati già morenti, mancanza di memoria storica, serialità ossessiva degli interventi edili e stanchi jogger saltellanti, alienati dai loro i-phone ormai innestati nelle loro orecchie, con corredo delle poche famigliole, in grado oggi di investire per la loro sudata prima casa, riunite dalla comune appartenenza al nulla spinto, come navicelle disperse alla deriva del vuoto cosmico.

 

A pranzo, un resoconto culinario truculento mi informava sulle modalità di  bollitura delle rane, piatto prelibato per pochi coraggiosi intenditori. Le rane non vanno gettate vive nell’acqua bollente perché un sussulto vitale le porterebbe a scardinare il coperchio e saltare fuori dalla pentola, ma inserite nell’acqua fredda, per poi accendere il fuoco sotto e lasciar alzare la temperatura pian piano in modo da ottenere una bollitura perfetta ed efficace senza rischi di ‘rivolta’ di quelle povere vittime sacrificali, così ingannate a dovere.

 

Immediatamente ho collegato il paesaggio lunare degli esterni con la pentola delle rane ed i poveri anfibi a tutti noi esseri umani. Una cottura troppo intensa ed immediata provocherebbe moti incresciosi, meglio attendere e modificare l’ambiente a poco a poco per ottenere lo stesso risultato senza rischi ed effetti collaterali. Un lento e progressivo avvelenamento: un genocidio dilazionato.

 

Possiamo riconoscere queste modalità anche per il settore finanziario, alimentare, produttivo agricolo, farmaceutico nonché per quello legale, ove i nostri diritti si assottigliano con ponderata lentezza, per non darci ragione a rivolte inconsulte. Tutto quello che dovevamo fare come da copione l’abbiamo già fatto: votare per l’opposizione pianificata (stavolta, come sempre, quella vera!) per raccogliere (leggasi: convogliare, controllare, utilizzare) chi possiede ancora un barlume di contatto con la realtà, con gli elementi e, soprattutto, con se stesso. La strategia di bollitura delle rane è quella vincente per esseri riottosi e di difficile trattamento come noi. Un Trattamento Sanitario Obbligatorio di stampo nazistoide e dal sapore amaro del bario e dell’alluminio. Vedi:

 

http://www.bariumblues.com/index.htm

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http://morgellonsresearchgroup.com/

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giovanni 03/04/2013 18:53


Eccezionale! 

Ghigo Battaglia 03/07/2013 16:41



Grazie