Le Mistificazioni Spirituali /2

Pubblicato il da G B

 

'La figura del Cristo è uno specchio parabolico in cui ognuno alla fine non scopre altri che se stesso.'

E’ una figura talmente stratificata da ritenere impossibile verificarne la consistenza storica. Sulla figura evangelica del Cristo è stato poi edificato un impero temporale che si è protratto nei secoli sino ad oggi, ed è normale quindi che ogni lettura quantomeno critica ed obiettiva delle vicende narrate nei vangeli sia stata vista con sospetto e, spesso, soffocata letteralmente nel sangue. Di tale attività criminosa giunge eco sino ai nostri giorni tant’è che risulta quasi impossibile parlare liberamente di Gesù o di Yahweh senza incorrere nelle facili ironie dei sedicenti benpensanti o nelle censure stizzite dei bigotti. Un dogma è un dogma ma a parlarne male non si fa peccato, anzi.

Che sia vissuto un personaggio (o più personaggi) carismatico attorno all’anno zero in Palestina credo non ci siano dubbi. Che sia stato definito figlio di dio invece, ha suscitato (e suscita ancora) serie rimostranze. Di tutto il bailamme esegetico sui vangeli compiuto nei millenni, solo un aspetto dovrebbe quindi interessarci: esiste una parte del messaggio cristico in grado di elevarci spiritualmente qui, ora ed oggi? In altre parole, essendo impossibile delinearne i contorni storici, c’è una parte del contenuto evangelico in grado di contribuire alla comprensione reciproca, all’innalzamento felice e consapevole delle nostre esistenze che non siano istanze legate alla mortificazione?

Anche su questi aspetti credo sia unanime il riconoscimento di alcune peculiarità nel messaggio cristico capaci di attraversare i secoli e donare speranza e forza anche oggi a chi sia nelle possibilità di comprenderne il senso ultimo. Le attività terrene del mediatore dei cieli fanno un po’ sorridere anche se rilette in chiave allegorica. Non sono invece prive di interesse le sue brevissime dissertazioni sul senso della vita, sul riscatto futuro extraterreno e sulla necessità di tenere un comportamento altruistico e lungimirante nel rapporto con il prossimo.

Purtroppo l’eccessivo inquinamento di informazioni, negazioni ed interpretazioni ha definitivamente alterato la possibilità di leggere il messaggio evangelico con cuore puro e sereno. Troppe sono state le guerre materiali ed ideali spese in nome di quel predicatore, troppe le censure e le torture commesse in suo nome, decisamente troppo poche le opere di bene, capaci di elevare il livello coscienziale di tutta l’umanità.

Nelle parole del Cristo riecheggiano accenti gnostici, precristiani ovviamente, ed infiltrazioni del più profondo pensiero orientale. Una miscela di luminosa intuizione si mescola quindi con alcuni aspetti oscuri delle vicende narrate, soprattutto relative alla misteriosa fine materiale del protagonista del racconto evangelico, un mistero irrisolto per la storiografia e per la fede.

Occorre quindi sospendere il giudizio per ‘eccesso di prove’. Una traccia storica troppo inquinata è definitivamente perduta nei recessi delle fedi profonde di ognuno di noi. Capisco però l’assunto ‘perché non possiamo dirci cristiani’ di alcune dispute recenti. La nostra storia è scandita da temi dal grande impatto emozionale. Il ritorno di Odisseo, le tenzoni di Achille, ancor prima le avventure di Gilgamesh, le conquiste di Alessandro il grande e le parole del Cristo. Ogni aspetto della nostra storia segna un punto a favore dello sviluppo coscienziale umano ed uno a sfavore. Un gesto compiuto resta un enigma irrisolto, di un fatto non condiviso. Legato non ad ognuno di noi ma al culto della personalità tipicamente pre-moderno e dire, anzi, quasi preistorico.

L’interesse odierno dovrebbe ricadere solo su ciò che risuona con la parte migliore di noi stessi. Abbandonare i dogmi equivale a rischiare la propria stabilità esistenziale per molti di noi. Eppure rielaborare le informazioni dona una gioia sottile. Mettere in dubbio tutti gli assunti contribuisce a diradare le nebbie che in molti si sono prodigati di diffondere per impedire ai più un esame lucido e sereno del nostro passato condiviso.

Anche l’oggi risponde alle stesse esigenze e muove i suoi passi ufficiali con le stesse procedure. Inquinare le informazioni è indispensabile al potere per continuare la sua azione di dominio e controllo. La verità però possiede una forza sua propria che tutto travalica. Nemica della verità è innanzitutto la nostra paura. (...segue)


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