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Cercando di colmare l’enorme divario esistente tra la massa teorica e quella riscontrata della nostra galassia, alcuni astrofisici hanno ipotizzato l’esistenza di centinaia di migliaia di pianeti erranti, la cui orbita non è associata a nessuna stella particolare ma che procedono nomadi attraverso la galassia.
La ricerca, pubblicata nello ‘Springer journal Astrophysics and Space Science’ è stata condotta dal Prof. Chandra Wickramasinghe. Questa teoria dei pianeti nomadi spiegherebbe anche la propagazione della vita nella galassia in quanto questi corpi celesti fungerebbero da vettori di materiale biologico. Generati nelle prime fasi di formazione della galassia, questi pianeti nomadi potrebbero addirittura essere miliardi e spiegare così la discrepanza numerica esistente tra i pianeti extrasolari osservati ad oggi, circa 750, e i modelli matematici che, cercando di comprendere i movimenti degli astri, non riescono a fornire un quadro esauriente della situazione. I pianeti nomadi portano alla mente Nibiru, il mitico luogo di origine degli Anunnaki che potrebbe quindi ben inserirsi in questa definizione di corpi celesti erranti e portatori di vita. La diffusione degli elementi vitali avverrebbe con il passaggio vicino alle stelle ed alla conseguente dispersione di polvere stellare che fungerebbe da veicolo per cellule viventi che andrebbero poi a precipitare sui corpi celesti vicini. Questa teoria assomiglia molto a quella della ‘panspermia’ in cui però il veicolo di questa inseminazione celeste erano le comete.
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