La Ricetta di Confindustria

Pubblicato il da Ghigo Battaglia

Dal sito di Confindustria (1), ecco cosa avrebbe dovuto fare il governo Monti ma non ha fatto: 

 

‘Nel Paese i lacci e lacciuoli di antica memoria continuano a rendere difficile il fare impresa, scoraggiano gli investimenti, italiani ed esteri, abbassano la qualità della vita e allontanano i talenti. L’eliminazione dell’eccessiva burocrazia e un insieme di regole più chiaro nell’interpretazione e più rapido nell’applicazione possono ridare slancio alla società e all’economia e arrestare la tendenza al declino.’ 

 

La ricetta per il rilancio economico è quindi semplicissima. L’inventiva, la creatività ed il coraggio del popolo italiano avrebbero fatto il resto ma si è preferito invece annichilire il paese, sottraendogli le ultime risorse rimaste sia economiche (attraverso un sistema di tassazione inaudito e brutale) che in termine di materie prime (petrolio, acciaio ed alluminio). Arguisco che il governo Monti stia seguendo l’agenda mondiale clandestina di annichilimento delle economie locali ed asservimento delle stesse ai grandi istituti bancari privati (in effetti le banche pubbliche non esistono). A questa operazione si affiancano le immancabili azioni distruttive della biogeoingegneria (come le scie chimiche) ed altri numerosi vettori. Secondo Confindustria (ed anche secondo me) per la rinascita dell’economia italiana basterebbe tenere lo Stato il più lontano possibile dai cittadini, un’entità sempre più indifferente ed ostile. 

 

(1) http://www.confindustria.it/indcong.nsf/W5/2C303FD7B2540736C1257A2B00313904?openDocument&MenuID=6DFE0860212223D1C12578FD0033825A

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