La ricerca del Senso Perduto

Pubblicato il da Ghigo Battaglia

 

Accadono avvenimenti la cui ragione ci sfugge. Non si tratta di eventi irrazionali od incomprensibili ma di accadimenti ponderati, frutto di attente valutazioni, il cui senso non riusciamo davvero a cogliere. Consideriamone alcuni:

L’attuale governo siriano, nelle pieghe sanguinose di un’apparente guerra civile, cosa fa? Spara colpi di mortaio verso la Turchia, un paese confinante con uno dei maggiori e meglio armati eserciti del mondo. Un non-sense? Voglia di masochismo? Il valore apparente ci mostra un governo sanguinario ed illiberale che, non solo piega la sua stessa popolazione desiderosa di libertà ma addirittura dichiara guerra ad un paese amico! Nella realtà, dobbiamo prendere atto di un paese sovrano che alcuni poteri esterni hanno deciso di annientare, così come è stato per la Libia, l’Egitto, l’Italia, la Grecia e la Spagna. Truppe ben organizzate di mercenari stranieri, combattono nelle strade un esercito efficiente contro i desiderata di una popolazione mite e filogovernativa. L’attacco alla Turchia (reale?) è un evidente escamotage architettato per coinvolgere direttamente la Nato (di cui la Turchia fa parte) e spingere il governo di Erdogan verso una guerra fratricida. Erdogan (il premier turco) era anti israeliano convinto, com’è mai che ha cambiato idea così di colpo? I casi sono due: o è stato sostituito da un suo clone riprogrammato, oppure è stato convinto con le ‘buone’ ad assecondare i piani del governo nero mondiale.

 

Sembrerebbe che la mancanza di senso sia la caratteristica dei nostri tempi. In realtà ciò che è privo di senso sono solo i valori apparenti degli accadimenti, prontamente amplificati e diffusi dai media di regime. Le notizie vengono subito ammantate da un alone di imprevedibilità e da connessioni preparate al fine di consentire un loro assorbimento coscienziale errato ma accettabile da parte delle popolazioni. La guerra in Iraq non doveva essere compresa in modo razionale ma accettata sulla spinta emotiva programmata degli auto-attentati dell’11 Settembre. L’intervento della Nato in Siria verrà accettato da abili mosse di propaganda mediatica e da un paio di colpi di mortaio sparacchiati a caso in territorio turco da chissà chi.

 

Mi pare di capire che la ragione sia il peggior nemico dei membri del governo nero. Riflettere è per loro il vero peccato originale. Chi si attarda a pensare è un disadattato o peggio un bieco cospiratore o addirittura un potenziale terrorista. Gli stati e chi li controlla, non agiscono mai ‘di pancia’, quelli siamo noi che pressati dalle angustie di una vita compromessa non abbiamo tempo per riflettere neanche sulla mancanza totale di senso apparente del quotidiano. Se poi dal cielo ci cade addosso una polverina che porta rapidamente alla demenza, il compito per i registi della contenzione diventa assai più semplice. Un'altra mancanza di senso?

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http://www.tankerenemy.com/2012/10/bario-ed-alluminio-un-binomio-letale.html

http://www.cronachelodigiane.net/article-alzheimer-nel-mondo-un-caso-ogni-4-secondi-104229823.html

http://freeskies.over-blog.com/article-incapaci-di-ricordare-valutare-comunicare-105827154.html

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claudio 10/10/2012 13:59


utile e sintetica riflessione, da far leggere nelle scuole e nei corsi di scienza delle comunicazione. Certo cozzerebbe con qualche pagina del libro di storia contemporanea. Mi chiedo sempre più
spesso  a cosa servono gli storici, i giornalisti, se poi nei libri e negli articoli ci devono servire delle spiegazioni preconfezionate. Si parte dalle scuole elementari per salire su: un
percorso formativo da truman show. Non dobbiamo più accettare le versioni edulcorate. Una significativa protesta, per es. sull'11 settembre, potrebbe essere quella di ritagliare dai testi di
scuola le pagine che non ci piacciono e rispedirle commentate agli editori, agli autori, alle scuole che li adottano.


un caro saluto dalle rive dell'Arno

Ghigo Battaglia 10/11/2012 09:23



Grazie Claudio, il mondo dell'informazione è saldamente legato ai poteri oscuri anche senza la complicità diretta dei singoli giornalisti che credono così di fare il
loro mestiere coraggiosamente. E' il sistema della 'notizia' che è inquinato a monte. Cos'è una notizia e perché le agenzie la fanno da padrone nel definire ciò che è notiza e cosa non lo è?
Perché la RAI con centinaia di giornalisti in attivo deve comperare le 'veline' dalle agenzie con meno giornalisti?