La Morale della Strage alla 'Sandy Hook'

Pubblicato il da Giosué Bonifaci

 
La strage di bambini ed adulti alla scuola elementare ‘Sandy Hook’ è uno di quegli eventi che, dopo pochi giorni di interesse, scendono veloci in un oblio colpevole e sinistro. Al contrario, io credo che sia assai importante ed interessante ‘restare sintonizzati’ su quegli eventi per comprenderne modalità di svolgimento, copertura dei media ed equivalenze o discrepanze della versione ufficiale con i fatti.
Sulla vicenda ho già scritto e tradotto articoli originali nei precedenti post, quello che vorrei ora sottolineare è l’ammontare delle lecite domande alle quali le autorità locali non hanno dato incredibilmente risposta. Come da copione, tutto ciò che capita dopo un evento luttuoso di questo genere, ricade in un’atmosfera di già visto, di elusivo e programmato, in modo molto simile a ciò che accadde nei giorni successivi all’auto attentato dell’11 Settembre 2001.
Le principali domande inevase sono:
 
1)       Quando è giunto il ‘giustiziere’ nella scuola?
2)       Come ha fatto a sparare un numero così alto di colpi in pochi secondi?
3)       Perché non ci sono video o fotografie che lo ritraggono?
4)       Perché il personale medico è stato tenuto lontano dai luoghi della strage?
5)       Ha avuto luogo l’evacuazione della scuola, oppure no?
6)       Che fine ha fatto il sospettato ammanettato all’ingresso dell’edificio?
7)       Dove è svanito l’uomo inseguito nei boschi a nord della scuola?
8)       Com’è mai che il fucile di Lanza si trovava all’interno della sua auto?
 
Le autorità, sorprendentemente non rispondono, come se le indagini fossero ancora in corso ma non è così: appena poche ore dopo la strage si sapeva già che Adam Lanza aveva sparato in un momento di follia da solo e che poi si era suicidato, quindi, perché mai assistiamo a questa cortina elusiva attorno agli autori ed alle modalità della carneficina? Il fatto che la strage sia stata compiuta con un fucile e che quello di Lanza sia stato ritrovato all’interno della sua autovettura, non vi sembra assai strano?  Davvero insolito è poi non poter disporre di alcuna ripresa video dell’evento, proprio in un contesto di eccesso di utilizzo di videocamere di sorveglianza! Ricordiamo che la stessa cosa è accaduta per i presunti attentatori dell’11 Settembre, e durante i criminali auto attentati di Londra. Parliamo di paesi letteralmente invasi dalle videocamere di controllo che, al momento opportuno, non riprendono un bel nulla!
Dopo l’imbarazzante e confusa conferenza stampa dell’anatomopatologo (vedi link), i dubbi si sono infittiti invece di schiarirsi e la morale della favola è che i genitori di quei poveri bimbi non sapranno mai come si sono svolti realmente i fatti e soprattutto perché. Si perché appare ormai chiaro come dietro questa anomala strage non ci sia solo il gesto di un folle ma un disegno prestabilito di eventi simbolici seguito da una serie di oscure forme di depistaggio mediatico, a cui noi italiani per altro siamo ben abituati.
Dalla lettura degli eventi simili a questo e da come vengono distorti dai media possiamo ricavare numerosi indizi su come funziona il mondo della (dis-) informazione, su chi lo comanda e su dove vuole andare a parare. Dai silenzi delle cosiddette versioni ufficiali possiamo trarre preziose informazioni su ciò che è realmente accaduto, non tanto per analizzare e comprendere il solo passato ma per evitare di essere presi in giro nel futuro.
La programmazione degli eventi infatti (anche quelli usualmente definiti come ‘naturali’) prosegue sempre più serrata. Ogni evento ha comunque una finalità utile al controllo mentale di massa, tramite la diffusione di informazioni artificiose. Nel nebuloso mondo delle mezze notizie procediamo smarriti dimentichi che le uniche due strade in grado di tenerci a distanza dalla disinformazione dell’ufficialità sono la non informazione e l’ascolto delle sole e coraggiose testimonianze dirette di chi prova ad informare senza padroni e senza lucro, per il solo dovere civico della ricerca e condivisione della verità. Queste preziosissime persone potranno anche a volte sbagliare o mal interpretare un evento ma il loro ruolo è ormai insostituibile per tentare di capirci qualcosa in questo costrutto teatrale definito impropriamente Storia Contemporanea.
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