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A Roma, vige da qualche anno la pratica di sradicare le alberature secolari di una strada pubblica per sostituirle con alberature giovani alla fine dei lavori. Generalmente il Comune procede al taglio di olmi, platani e pini centenari accampando la scusa di una loro presunta patologia che minerebbe la resistenza dei tronchi, andando a costituire quindi un pericolo per la popolazione. Queste alberature sono poi sostituite con esemplari giovani delle stesse essenze per cui mi chiedo davvero se la motivazione della malattia di origine fungina o batterica sia plausibile o se nasconda invece altre intenzioni in quanto tale parassita inficerebbe prima o poi anche l’alberatura giovane dello stesso tipo, no?!
Che le alberature siano allo spasimo è fatto notorio. In Toscana, ad esempio, sono gravemente ammalati da anni i cipressi, ma lo stato di salute pessimo riguarda anche querce e platani ed olmi. Nella capitale le alberature soffrono sicuramente per l’apporto di inquinanti antropici da riscaldamento e traffico veicolare eppure, come accade ormai in molte città europee, le alberature hanno sofferto un drastico incremento della suscettibilità alle malattie negli ultimi dieci anni. Studi scientifici (1) hanno dimostrato che la causa principale di questa strage floreale risiede in un connubio nefasto di nano particelle e radio onde. Le nano particelle proverrebbero dalle fonti di inquinamento citate, mentre le radioonde sarebbero generate dagli impianti di trasmissione voce e dati wireless e dagli impianti preposti a questa funzione che hanno subito un incremento sorprendente e spropositato.
A Villa Borghese intanto...
Notizia di questi giorni, sempre a Roma: l’ente che si occupa della manutenzione arborea del grande parco di Villa Borghese, sta procedendo a tagliare indiscriminatamente i suoi caratteristici pini marittimi centenari. In un servizio televisivo, un addetto mostrava all’intervistatore l’evidenza di un interno del tronco di un pino abbattuto, minato a suo dire dalla presenza di un qual agente patogeno non meglio definito (un fungo?).
L’autore di questo blog ha effettuato ieri un sopralluogo al parco e, con un rapido giro ciclistico, ha osservato i rocchi dei tronchi abbattuti trovandoli in buone condizioni, con una buona consistenza interna ed una presenza di linfa diffusa e coerente; l'apparato radicale invece mi sembra alquanto compromesso. Mi chiedo quindi: perché si procede all’abbattimento di tali alberature apparentemente sane? Perché i platani, i cipressi e le querce secolari sono invece visibilmente malati? Da dove provengono le nano particelle in aperta campagna in Toscana? Sono le scie chimiche ed un apporto di radioonde invece a determinare la moria delle alberature? Che ruolo copre l'assurdo andamento innaturale dell'umidità frutto dalle pratiche di geoingegneria clandestina? Che correlazione esiste tra moria selettiva di animali (in tutto il mondo) e le malattie delle alberature secolari? I pini romani sono stati abbattuti perché aveva ceduto il loro apparato radicale?
Domande a cui è davvero arduo dare una risposta. Vedi:
(1) http://freeskies.over-blog.com/article-wireless-e-nanoparticelle-attaccano-gli-alberi-61483362.html
http://freeskies.over-blog.com/article-nanoparticelle-e-potere-49132848.html
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