L'Avanzata dei Droni

Pubblicato il da Ghigo Battaglia

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DISTOPIA

dal greco: [dis] cattivo e [topia] luogo.

In un ampio catalogo di opere letterarie e cinematografiche di contenuto fantascientifico, troviamo la narrazione contestualizzata in una distopia; anche se questa parola può astrattamente denotare un largo spettro di spiacevoli realtà, in concreto si traduce in uno Stato Totalitario fortemente gerarchico, guidato da un leader carismatico vero o fittizio che, con pugno reazionario, non tollera dissidenti né espressioni di pensiero indipendente e che si afferma tramite la menzogna ed un progressivo e costante plagio mentale dei cittadini. Fra le più note opere recenti della letteratura che si basano su ambientazioni distopiche possiamo trovare: 1984 di Orwell, Farenheit 451 di Bradbury, Il mondo nuovo di Huxley e una gran parte dei libri di Benni; fra i film possiamo trovare Metropolis di Lang, Arancia Meccanica di Kubrik, Blade Runner di Scott, la serie Matrix dei Wachowski e tanti altri. L'importanza delle opere che mostrano una ambientazione distopica sta nell’opporunità che ci donano di confrontarle alla realtà, potendo così scorgere meglio che cosa ci sia di oscuro in essa. Vorrei ricordare inoltre l'opera intera di Kafka e le preveggenti visioni tragicomiche di Paolo Villaggio. Kafka era solito leggere le sue fatiche ai suoi pochi amici in un crescendo di risate collettive: la letteratura 'utile' può ammantarsi quindi di genuina comicità, non solo albergare nelle lugubri stanze della citazione pedissequa e dell'intelletualismo di dovere.

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