Il Sopravvento

Pubblicato il da G. B.

     
Cosa succede se degli apparati elettromeccanici vengono immessi nell’ambiente con capacità decisionali proprie? A monte di tali inquietanti meccanismi vi è ovviamente una programmazione umana ma la possibilità di gestire autonomamente le informazioni che provengono dall’esterno e prendere decisioni, come quella di eliminare una persona, rendono la faccenda complessa ed angosciante. Una premessa doverosa riguarda l’enorme ammontare delle spese per la ricerca e le operazioni in ambito militare che, in un momento di drammatica recessione economica, suona come una premonizione sinistra dei tempi che verranno.
Se consideriamo i risultati di alcuni ricercatori indipendenti nel campo dei nano materiali, scopriamo che questi apparati non solo esistono ma sono già operativi: mi riferisco a quella futuribile congerie di mostruosi apparati auto-assemblanti che provocano, a volte, i sintomi di quella incredibile patologia definita sindrome di Morgellons (2).
Nel campo del sensibile quindi stiamo scivolando verso un futuro di droni più o meno controllati dall’essere umano, mentre nell’infinitamente piccolo altri letali droni si assemblano in proprio e con finalità ignote, per condurre il loro servigio dai dettagli e finalità sconcertanti.
La ‘macchina’ è stata sempre un mezzo. Cosa succede se la macchina decide da se? Questi sono gli interrogativi alla base dell’etica nella robotica, esplicitati da Asimov (1), totalmente ignorati però quando la ricerca si effettua in ambito militare dove tutto sembra lecito, anche se dovesse costare il futuro stesso dell’umanità. Ciò che rientrava allora nell'etichetta 'fantascienza' è oggi un problema pressante. Chi controlla allora i militari? E’ una domanda alla quale si dovrebbe tentare di dare una risposta al più presto.
Se poi riflettiamo un momento, possiamo allargare lo sguardo: sappiamo di Echelon (il sistema di ascolto ‘l’orecchio che tutto sente’) e dei suoi sistemi di funzionamento automatici che riconoscono parole od insiemi di parole considerati sospetti su tutte le comunicazioni occidentali in ogni lingua o dialetto in tempo reale! Se colleghiamo il tutto alle onniscienti banche dati ed alle milioni di videocamere intelligenti sparse ogni dove, il risultato che otteniamo è un’enorme rete di controllo con sensori sparsi ovunque in grado di monitorare dettagliatamente la vita di ogni cittadino sul pianeta, in barba a tutte le sedicenti ‘autority’ sulla privacy.
I dati catastali informatici permettono di avere una dettagliata mappa 3D del costruito di un paese, mentre i sistemi di pagamento elettronici permettono un monitoraggio assoluto sulle transazioni monetarie. Chi ha accesso alle banche dati ed il permesso di utilizzarle tutte insieme possiede informazioni approfondite su persone, gruppi di persone e società in tempo reale.
Gli inutili e dannosi scanner corporei degli aeroporti (3) donano all'insieme un’immagine corporea anch’essa dettagliata, privando così l’individuo di un ultimo barlume di segretezza. La segretezza non è un’attitudine negativa: nel corso della vita di un individuo è anche un diritto inalienabile. Al seguito della farsesca messinscena degli autoattentati dell’11 Settembre, leggi e leggine hanno permesso queste intrusioni massicce. In Italia, ad esempio, sono ancora in vigore le illibertarie leggi antiterrorismo che consentono di fermare persone ed automobilisti senza che abbiano commesso alcunché.
 
          
       
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:

Commenta il post