Il Circuito degli Eventi

Pubblicato il da Ghigo Battaglia

 

L’evento è un elemento singolare riconoscibile nella trama altrimenti tersa e lineare del tempo. L’uomo è costituzionalmente predisposto a riconoscerli, così come riconosce istintivamente il serpente o lo scorpione su una superficie piana.

 

Oggi, a parte gli eventi che occorrono alla nostra sfera più vicina a noi, gli accadimenti singolari ci vengono segnalati dalle agenzie di stampa in un circuito rapido ed efficiente di diffusione della cosiddetta notizia. Dalle agenzie di stampa giù sino all’ultimo dei telegiornali, ad esempio quello della ben nota tv privata di Todi, proprio quella delle pentole o dell’ottimo frullatore multitasking.

 

A monte c’è evidentemente qualcuno che decide cosa inoltrare ai colleghi e cosa no. Cosa ‘battere’ nelle veline d’agenzia e cosa omettere. La Rai con i suoi 1.500 giornalisti sparsi nel mondo, preferisce comunque attendere l’ufficialità delle agenzie di stampa per diffondere le notizie piuttosto che cercarsele da sola. Agenzie con poche centinaia di dipendenti forniscono la definizione di evento al flusso degli accadimenti, poi alcuni giornalisti chiusi nei loro uffici al neon ripetono ampliandoli i loro dispacci.

 

Vorrei proporre quindi due spunti di riflessione: il primo riguarda proprio questa aura di ufficialità data dall’intervento delle agenzie stesse. Il secondo riguarda la definizione propria di evento e la pericolosità di discutere su pochi elementi precostituiti e centralizzati. Oltretutto mi sembra chiaro come alcuni argomenti siano considerati tabù da non menzionare nemmeno. Una copertura chimica totale del cielo ad esempio non viene riportata dalle altrimenti solerti agenzie, com’è mai? Dalla centrale di Fukushima continuano a fuoriuscire notevolissime quantità di materiali radioattivi ma ciò non è considerato un evento.

 

Ovviamente le singolarità nel tessuto storico non vengono approfondite. Ci si limita al cosiddetto ‘face value’ (apparenza) mentre basterebbe un minimo di attenzione per desumerne aspetti e significati interessanti. Ora, siccome tutto il mondo dell’informazione si è completamente incartato su se stesso, ripetendo le stesse identiche parole e leggendo le stesse sterili agenzie sulle quali dover costruire poi prolissi giornali (che fatica!) corre in sostituzione del nulla mediatico l’azione, a volte eroica, dei blogger in tutto il mondo.

 

Persone che si dedicano al dipanamento degli eventi, che cercano di approfondirne cause ed effetti ma che, soprattutto, vogliono far porre l’attenzione su aspetti trascurati od ignorati che ritengono invece fondamentali ed importanti per tutti. L’azione dei blogger è quindi esemplare e non ci stupisce la veemenza di chi tenta di metterli a tacere con il dileggio ed altre vigliacche forme di intimidazione.

 

Da una parte constatiamo la fine dei circuiti informativi tradizionali, accartocciati attorno alle divinità agenzie di stampa, incapaci di agire in libertà ed indipendenza. Dall’altra notiamo una rete di nuovi informatori liberi e generosi (si perché quasi sempre ci rimettono solo nell’informare!) che si adoperano per colmare queste lacune. Io direi quindi di fare uno sforzo ed abbandonare per sempre queste forme sclerotizzate di informazione coatta. Ignorare le petulanti ripetizioni ridondanti dei media istituzionali è quindi una necessità se si desidera conservare il grande valore della testimonianza umana in buona fede e spesso accompagnata dall’acume. Certo, un singolo blogger può sbagliare, sempre meglio però che ignorare ormai la realtà.

 

Come ogni aspetto della nostra vita distorto, così questo circuito dell’informazione è assai utile per comprendere chi e perché ci controlla e gestisce. Siamo giunti alla creazione degli eventi perché in un pianeta controllato, nulla sfugge ai controllori per cui le singolarità non si producono casualmente ma vengono abilmente inserite nella trama del tempo per scandirlo e per manipolare la storia e la percezione che noi abbiamo di essa.

 

Il circuito dell’effimero è completo. L’evento è pianificato, la diffusione dell’evento è gestita. Direi quindi che il riconoscimento dell’evento è più importante dell’evento stesso. La velina d’agenzia è l’evento. A monte un piccolo inganno nell’aver sostituito la natura con l’artificio senza che i giornalisti se ne accorgessero! Un controllo completo è in atto e questa sarebbe davvero una grande notizia da dare!

 

La pianificazione degli eventi è una realtà, a mio parere, quasi totalmente pervasiva. Pochi aspetti della nostra esistenza sfuggono alle definizioni normalizzanti dei controllori e le singolarità del tessuto storico altro non sono che note in uno spartito che deve suonare una melodia data. Creare gli eventi però non sarebbe possibile senza aver creato lo scenario nel quale inserirli ed un pubblico pronto e ricettivo (nonché pagante!) in grado di osservarli. La programmazione del pubblico e la preparazione dello scenario è quindi l’aspetto più inquietante del tutto. Nessuno ne viene escluso … neanche i blogger? In cuor mio cerco disperatamente gli scampoli di un’umanità ridotta a servire i propri carcerieri. Quando siamo noi stessi a creare le nostre celle di contenimento allora perdo la speranza. Poi accendo il pc e vedo l’urlo solitario di un blogger dell’Alabama e mi ricreo: non tutto è perduto.

 

Temo solo, a questo punto, che la rete sia stata creata apposta per individuare chi dissente: speriamo di no!

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