I Droni e la Fine della Privacy

Pubblicato il da G B

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Il  Progresso non esiste. Semmai stiamo assistendo alla definizione di un processo di palese regresso. Il concetto di progresso, come attualmente propostoci, è solo una parola di copertura delle continue violazioni dei diritti umani in tutti gli aspetti del nostro vivere. Il vero progresso dovrebbe interessare settori della nostra vita come la giustizia, la libertà, la salute e le conquiste del pensiero. Siamo invece attoniti testimoni del graduale imbarbarimento delle nostre società civili verso un traguardo assai poco desiderabile in balia di avvicendamenti tecnologici umanamente avvilenti ed inutili.
Nel settore della sicurezza e della guerra (perché chiamarla ancora ‘difesa’ mi sembra ormai utilizzare un inutile eufemismo grottesco) assistiamo alla fine della privacy individuale ed all'avvento di sofisticate tecniche di 'combattimento a distanza’. La  fine della privacy è stata legittimata all’indomani degli auto-attentati dell’11 Settembre con il 'brillante' attuale appoggio dell'amministrazione di Barry Soetoro (Obama), mentre le tecniche di sterminio a distanza sono il traguardo futuro dei nostri valorosi eserciti. L’empatia non è una tipica caratteristica dei militari ma almeno i soldati, fino ad ora, dovevano comunque trovarsi nel campo di battaglia e premere il grilletto del fucile o il bottone di lancio del missile aria/terra a bordo di un aero caccia. Con l’avvento dei droni (aerei senza pilota) il militare siede in un ufficio lontano di fronte ad uno schermo, armato di un joystick. Il distacco dalla polvere, dalle urla delle vittime e dalla vista del sangue non lo toccherà più e ciò lo aiuterà senz’altro ad alleviare i suoi eventuali sensi di colpa futuri. La visione a distanza però, per quanto sofisticata, non sarà mai in grado di rendere la completezza di tutte le informazioni derivanti dalle azioni belliche.
Le armi senza un essere umano al loro fianco inducono un ragionamento esistenziale. Chi ne controlla l’uso? Come possiamo essere certi su chi sia al comando di tali dispositivi? La variabile ‘umana’ in un conflitto è da considerarsi sempre positiva e mai un inutile intralcio. La guerra è scontro di popoli oppure no? Qual’è la vera mission dei droni? Gli aerei ‘chimici’ sono velivoli senza pilota?
Il timore di questa incredibile avanzata dei droni (a breve entreranno in campo quelli terrestri) è che si lasci il campo a forze invisibili e non controllabili ma dotate di risorse di distruzione, di individuazione e controllo estreme e potenti. Una letterale disumanizzazione delle azioni d’offesa sono un pericolo per tutta l’umanità. Sono allo studio inoltre i primi droni terrestri dotati di capacità decisionali autonome … esattamente come nel film incubo ‘Terminator’. La costruzione del mostruoso MUOS è associata al comando di questi velivoli anonimi tanto per sottolineare che, non solo si farà senz’altro, ma che l’avanzata dei droni non è solo un fenomeno di impatto aereo: ciò che accade in cielo accade anche in terra!
I frequenti e cosiddetti  errori dei droni sono solo una scusa per giustificare il genocidio in atto in inermi paesi del vicino oriente? Chi gestisce questo genocidio e perché? Chi controlla le operazioni belliche? Chi comanda i droni? Quanto è lontano tutto ciò dalle più basilari nozioni di democrazia? Ma soprattutto dovremmo tutti chiederci: chi sta traghettando il nostro pianeta verso questo incubo e perché? Domande retoriche che non necessitano risposte. Spero solo che siano utili a tutti per riflettere.
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