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Sunday 13 may 2012 7 13 /05 /Mag /2012 10:16
 

 

 

Horus è il Dio del potere? Chi siede sopra i troni del mondo si sente suo successore? Horus-Ra è figlio di Iside ed Osiride e perdette un occhio in combattimento con Seth. L’occhio onniveggente rappresenta quindi Horus così come lo fanno tutte le rappresentazioni solari, alba nascente di Obama compresa ovviamente. Horus è il Dio monocolo  onnipresente grazie alle citazioni parodistiche dei suoi attributi espressi nei tempi antichi dai sublimi pittogrammi egizi. Un tempo in Egitto regnavano gli dei, senza intercessori e poi, dopo un periodo di interregno, hanno regnato i faraoni, intermediari degli dei. Chi era Horus allora? Figlio di Iside ed Osiride è lui il Dio unico del potere? Iside è venerata oggi tramite le ‘vergini nere’ dei culti mariani più improbabili.

 

Gli Stati Uniti sono una gigantesca parodia dei regni egizi? A giudicare dalle esternazioni visive di quell’impero certamente si. Piramidi, soli, monocoli, sono presenti ovunque ed ad accogliere i visitatori dalla vecchia Europa come poteva mancare una statua di Iside con fiaccola di Prometeo? Ho letto gli articoli di Paolo Franceschetti e li ho trovato assolutamente plausibili. Lui indica in Horus-Ra il Dio unico dell’esoterismo eversivo della morale corrente. Un Dio guerriero sostanzialmente indifferente alle umane vicende. Le analogie presenti con Gesù gli hanno permesso di sopravvivere in ‘incognito’ col passare dei secoli. Oggi la sua epifania è prossima e vicina. Le evocazioni ed invocazioni a lui dirette sono ubique. Il suo ritorno è dato per certo. I suoi officianti lavorano senza sosta per procurargli omaggi e riconoscenza. Il Vaticano e la Chiesa di Roma quale Dio venerano? Paramenti sumeri ed egizi mai dismessi manifestano la loro devozione ad un Dio unico ancestrale ma ben definito. Potere, ricchezza, gestione delle informazioni, dominio sui popoli, controllo del territorio, delle guerre e di quella che chiamiamo storia, pulizie etniche comprese. Controllo del passato per gestire il futuro. Incredibile infine il silenzio del Vaticano sulle scie chimiche. Dove e chi sono questi sacerdoti di Horus-Ra che agiscono contro l’umanità?

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http://www.youtube.com/user/earthconfidential

http://www.tanogabo.it/mitologia/egizia/horus.htm

http://secretsun.blogspot.it/2012/05/spacegods-mother-and-child-reunion.html

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Commenti

è comunque tutto poco chiaro tranne che nell'ascolto del cuore, quando ancora riesce a tradurre la sua verità ai nostri sentimenti.

La Grande Parodia avviata agli albori dell'Illuminismo sovvertì i legami ancestrali dell'uomo coi simboli, un sovvertimento culminato con l'era del POP.

Non credo si possa mischiare tutto come per esempio spesso Franceschetti, nonostante la sua mirabile preparazione, purtroppo ama fare, occorrono distingui necessari come per il culto delle cosiddette Vergini Nere o la stessa figura allegorica del Cristo che nel cattolicesimo ri-attualizza è vero il mistero Osirideo della morte e resurrezione dell'anima.

Così come ora poni la questione sembra che tu alluda ad una contraffazione sin dalle origini ponendo la tua considerazione in questo caso nel più fosco gnosticismo che poi non a caso troverebbe seguaci proprio in diversi esponenti di quelle elité oscuranti che ora intendono attuare la controgenesi che sappiamo.

La tesi di fondo in estrema sintesi è: la materia è un difetto originario, la Creazione un imbroglio pertanto è lecito rendere perfettibile ciò che non lo è dalla sua fondazione, maggiore sarà l'invasività per sovvertire l'opera del demiurgo tanto più noi potremmo elevarci e competere (competere appunto) con esso.

Ad ogni modo la nostra percezione dovrebbe essere maggiormente sensibile.

Le Origini affondano in profondità aurorali, Dante e Boccaccio ad esempio lo compresero, essi innanzi tutto sono sublimi, insospettati teologi e dunque sublimi poeti.

E' controvarsa la natura degli dèi, vi sono state sovrapposizioni, eclissi, anche benevoli presagi, eccellenti prestigi ed è per questi che noi manteniamo vive le nostre radici ancestrali: essiccate queste non ci rimane altro che la buia illusione di un arcontico microchip sotto pelle per amplificare i nostri impulsi neuronali

Commento n°1 inviato da giovanni il 13/05/2012 alle 20h37

Inoltre, le analisi che sovente riporti sono di provenienza americana, anglosassone, studi per lo più traviati da un vizio di fondo che è quello del fanatismo religioso.

Questi studiosi avversano (giustamente) la Chiesa di Roma ma al tempo stesso amano rivestire le antiche allegorie di significati oscuri e morbosi.

Ad ogni modo l'occhio di Horus non simboleggia un famigerato, asfissiante controllo totale, tantomeno uno pseudo dio del cosiddetto esoterismo eversivo - termine questo che si puzza di canonica - se tale è la percezione che ora ci sembra avere questa è dovuta ad un sovvertimento del significato.

Ad esempio l'esegetica di Plutarco sui Misteri di Iside è più profonda e pertinente di questa, ma forse ha il torto di non essere "nuova"

Sembra che tu abbia sposato appieno le tesi di quanti identificano nei Riti originari (Sumero -Egizi) i chiavistelli della nostra prigionia ed in parte sicuramente questo potrebbe essere vero, ma il nucleo addensante l'impulso devozionale di quelle Civiltà non è stata opera di contraffazione, benché un altro Guru moderno (Malanga) sostenga che le religioni siano state date all'uomo dai famigerati Lux (?) questo si che allora è un dogma della dottrina malanghiana che solo, pertanto, risolverebbe d'un sol colpo millenni d'inneffabili ispirazioni.

Ad ogni modo a vedere le persone che si occupano di certe esegetiche più o meno valide, mi accorgo che i loro sguardi e volti più che altro somatizzano tensioni equivoche, come dire, delle congestioni egotiche rivelanti latenti stati morbosi. Sicuramente è più appagante stimolare continuamente la psiche con ipotesi fantasiose ed eccitanti, spesso velatamente nichiliste, che alla fine valgono come scartare pacchetti di cibi preconfezionati piuttosto che abbassarci veramente per dissodare da noi stessi il terreno atto a far maturare i frutti dello spirito.

Tanto sentivo doverti dire 

 

Commento n°2 inviato da giovanni il 14/05/2012 alle 09h07

Ciao Giovanni e grazie per i tuoi contributi, io cerco di capire perché un'esigua parte dell'umanità sta ammazzando l'altra parte più numerosa che assiste attonita ed impotente a tanto misfatto.  In realtà il grosso della popolazione non si accorge di nulla grazie anche all'opera nefasta delle religioni, che non sono solo contenitori di teologia raffinata e poesia ispirata ma anche volgarizzazioni quotidiane di controritualità spente. Il gruppetto di assassini che ci avvelena parla un linguaggio coerente ed immoto. Tentare di capirne i fondamenti è forse utile per comprendere il loro incessabile lavorio contro l'umanità. Tu confondi sempre i tentativi di ricerca con conclusioni 'eretiche', Malanga compreso. Chi tenta di fare luce, magari sbagliando clamorosamente il bersaglio, è sempre comunque encomiabile purché lo faccia in buona fede e condivida con franchezza i suoi pensieri. Ammiro molto il tuo cammino solitario verso una forma di resistenza fiera e ben radicata nel meglio della nostra cultura, lascia però che qualcuno si sporchi le mani e tiri fuori dalla melma forme e parole che poi sottopone all'attenzione dei suoi simili, forse sbagliando e forse cadendo in una trappola più grande di lui. L'inganno è sotteso a tutte le nostre 'certezze', nessuna esclusa, ed io ho imparato sin da piccolo a fare a meno dei maestri, chiunque siano in tutti gli aspetti del pensiero. Ciò mi espone all'errore ed alla ripetizione di vuote litanie ma mi rende libero, come un bambino appunto, di frugare in tutti gli scatoloni che trovo nella nostra polverosa soffitta senz'altro fine che la curiosità seppur foriera di angosce e timori. Ciao e grazie ancora, G.B.     

Risposta di Ghigo Battaglia il 14/05/2012 alle 10h19

 

La nostra è una condizione estrema per lo spirito.

Maestri servono, non ve ne sono d’arte o spirituali, ma servirebbero altroché.

Ad esempio prova ad imparare il pugilato o la scherma tradizionale senza un Maestro, o qualunque esercizio fisico senza una guida idonea.

Insisto e mi ripeto sempre anch’io come tu dici a riguardo di te stesso, i nostri Maestri sono gli antichi, avere maestri non significa seguirne pedissequamente le orme, cosa peraltro impossibile, ma apprendere dal loro esempio l’esercizio di una modalità operativa certa, improntata sulla pietas e il discernimento di ciò che è utile alla salute interiore da quanto invece rappresenta abbagli e  inganni provenienti dalla realtà invisibile.

Il fatto che sia andato perduto il senso della Disciplina Felice è l’inequivocabile segno dell’imminente fine di un Età, la condizione estrema in cui si trova il nostro animo dipende soprattutto da questo e non tanto dagli inganni dei “tessitori di tenebre”, che come riporta ad esempio la tradizione islamica erano già operanti prima che Adamo fosse impastato nel fango.

La nostra esistenza s’innesta all’interno di un complesso “gioco cosmico” le cui reali finalità ci sono ignote, o meglio, in questa dimensione sono solo intuibili.

Insisto sull’importanza di “scavare” nel principio evidenziato in alcuni eventi cardine riguardanti la vita dell’uomo e i motivi del suo grave addensamento e mi riferisco alla dimensione etica e dunque lirica della realtà universale riflessa nella nostra coscienza, come unica risorsa dell’uomo per ottenere un porto sicuro.

L’oceano degli Argonauti è, in un traslato superiore, il Cosmo stesso.

La quercia dodonea (albero oracolare, profetizzante ed emanante melodiose armonie) divenne lo scafo della nave con cui poterono attraversare spazi enigmatici superando mortali insidie, ma queste storie sono considerate con sufficienza o non considerate affatto.

Non tremiamo nell’aver smarrito i canti di Orfeo, che è la nostra stessa tensione poetica, nostro stesso diapason interiore, la forza lirica dell’incanto dissolvitore di ombre.

Come si legge nella lotta gnostica per l’uomo tra luce e tenebre,  la stirpe umana apparve a motivo dell’ombra di luce che interiormente custodiva e ciò generò l’invidia degli Arconti (tessitori di tenebra).

Già sulla natura del primo uomo fu steso pertanto un velo che ne coprì la sua percezione e lo appesantì con l’insensibilità, tant’è che è scritto: “Egli stese l’insensibilità sulla sua percezione”.

Eva (Eva =  vita)  nella cosmogonia gnostica diviene allegoria stessa dell’epinoia di luce e nell’unione con Adamo,  al di la della sola distinzione sessuale, simboleggia il vincolo o accordo della facoltà numinosa discesa nella creatura umana per  infondergli la sua pienezza ed istruirla sulla via da percorrere per risalire ai luoghi celesti da dove proviene.

Facoltà luminosa mantenuta inviolabile fin’ora.

Non so se per questo stesso motivo Dante scrisse “Il velo che Eva non accettò” (Purg. 24-30)

Adamo conobbe Eva, che in termini gnostici significa conoscere la propria natura, com’è scritto nel Vangelo di Filippo (76, 19-22): “Certuni non si conoscono, e non gioiscono di quanto posseggono; ma coloro che si sono riconosciuti ne gioiranno”.

 

Qui in molti facciamo molta confusione, io mi appiglio con molta polvere negli occhi prima a Orfeo, poi a Giasone, poi strattono Filippo l’apostolo, inseguo Ficino e i pittori dell’antica maniera e al dunque mancandomi il sostegno di tutti barcollo e davvero non so dove andare o come arrivare, ma diffido fortemente di tutte queste esegetiche moderne, non è chiara la loro finalità.

Grazie a te 

 

Commento n°3 inviato da giovanni il 14/05/2012 alle 14h48

Le procedure di insegnamento giapponesi si basano sull'osservazione. E' l'allievo che osserva e trae ciò che crede dal maestro. Io penso che dobbiamo svincolarci dai maestri e generare la nostra via originale, solo così potremmo ambire ad immaginare un mondo migliore del precedente e contrastare chi lo vuole distruggere. L'insegnamento cela dietro di se moltissime ambiguità e nelle opere dell'uomo si nascondo sempre un velo narcisistico e prevaricatore. Ciao e grazie, G.B. 

Risposta di Ghigo Battaglia il 18/05/2012 alle 05h21

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  • : Analisi della Contemporaneità attraverso lo studio delle fonti e dei metodi di inquinamento intenzionale dell'ecosistema

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