Gli Arconti del Presente

Pubblicato il da G B

 

Gli autori gnostici attorno all’anno zero, avevano descritto la realtà (la cosiddetta ‘gabbia arcontica’) in modo molto simile a come la descrivono oggi alcuni scienziati d’avanguardia, alcuni ricercatori indipendenti (Corrado Malanga, Mauro Biglino, Salvador Freixedo), alcuni cineasti ed i tanti maestri dell’esistenzialismo e del nichilismo del novecento.

Una delle scoperte più avvincenti dell’archeologia del secolo scorso è stato il rinvenimento di migliaia di volumi di un intera biblioteca gnostica a Nag Hammadi, una località in Egitto, miracolosamente scampati alle censure delle inquisizioni grazie ad un terremoto che, facendo crollare la copertura della biblioteca, li ha preservati nel tempo. Questi volumi sono stati poi oggetto di compravendita da parte di archeologi e mercanti assoldati da vari istituti di ricerca sparsi in tutto il mondo ma solo oggi, a distanza di più di cinquant’anni possiamo ottenere un quadro d’insieme di questa biblioteca e del suo preziosissimo contenuto. La loro pubblicazione, così come accadde per i ‘rotoli di Qumran’ è stata oggetto di dispute ed illazioni nonché dilazionata inspiegabilmente nel tempo.

Il pensiero gnostico è spesso anonimo. Si tratta di speculazioni illuminate sull’origine del cosmo e sul senso ultimo delle nostre vite nonché sulla possibilità di salvezza personale e collettiva pre e post mortem. Se il pensiero gnostico corrisponde a grandi linee a quello platonico, occorre però evidenziarne alcuni aspetti peculiari.

La realtà per gli gnostici è un costrutto deleterio gestito dagli Arconti, a loro volta ‘sgiunzagliati’ dal Demiurgo, il Dio oscuro che frapponendosi tra il primo Dio luminoso e la sua creazione ne ha snaturato i lineamenti per poterne trarre vantaggio. La gestione della realtà ha come scopo ultimo quello di controllare e contingentare gli esseri umani, fonte di energia per il suo folle appetito. L’uomo è quindi l’oggetto ultimo delle angherie demiurgiche perché possiede una scintilla divina creativa che il Demiurgo non possiede.

Si tratta di un pensiero rivoluzionario perché fa coincidere il potere terreno con l’emanazione della gabbia arcontica e che quindi non ‘autorizza’ niente e nessuno a condurre in ordine o in caos l’evoluzione della mendace costruzione terrena. Lo gnosticismo destituisce quindi di legittimità qualsiasi forma di potere temporale. Si capisce bene perché la cosiddetta eresia gnostica sia stata una delle più perseguitate e colpite dall’inquisizione millenaria della chiesa di Roma.

Nello gnosticismo cristiano la figura di Gesù appare come una guida divina per la salvezza in opposizione antigiudaica con la feroce condotta arcontica del cosiddetto dio biblico, definito sovente Ialdabaoth. Cristo rappresenta quindi per gli gnostici cristiani l’unica via per la salvezza in quanto portatore di coscienza e sapienza. Di ciò rimane comunque pallida eco anche nel cattolicesimo.

L’anima è l’oggetto di predazione per gli Arconti che sono gli artefici di ciò che noi definiamo realtà. Da qui lo svilimento delle operazioni terrestri, tutte subordinate all’unica occupazione degna: aumentare la propria cultura e la propria coscienza al fine di sottrarsi all’inganno secolare del Demiurgo, prima e dopo la morte perché l’anima possa ascendere e ricongiungersi al Dio luminoso primordiale. Secondo alcuni autori, l’uomo sarebbe superiore agli Arconti ed anche più potente di loro ma non ne possiede la consapevolezza.

Il pensiero gnostico aleggia di sottofondo a tante concezioni cosmologiche e non ultime alle recenti conquiste della fisica, eppure è misconosciuto perché è stato oggetto di feroci censure oggi come ieri. Come non riconoscerne verità?

Esistono alcuni argomenti vietati dalle solerti guardie dell’odierna inquisizione elettronica. Uno di essi è senz’altro la presenza di Anima sul pianeta Terra. La non misurabilità di questo basilare argomento non ha fatto pensare a strumenti di misurazione primitivi ed inadeguati ma alla sua non esistenza … quanta ignobile tracotanza nella cosiddetta ‘scienza’!

Il pensiero gnostico invece prevale oggi più che mai in quanto ogni essere umano ha avuto modo di ‘toccare con mano’ l’ignobile gestione terrena del reale. Come non riconoscerne l’impronta arcontica? Dare peso alle menzogne arcontiche significa accrescerne il potere. Occorre rivolgere lo sguardo lontano e vicino al tempo stesso: dentro di noi. Le lusinghe della vita sociale, abilmente descritte da Seneca nel suo ‘De Brevitate Vitae’, e le mille seduzioni del presente immaginario ci distolgono dal vero cammino che ogni essere umano dovrebbe intraprendere: un delicato e felice lavoro su se stessi in sensibile e serena condivisione fraterna.

Il messaggio degli gnostici quindi non solo non è relegato al passato remoto ma è addirittura fonte di ispirazione felice per il presente. L’anonimato delle loro produzioni letterarie conferma l’assenza di vanità dei loro presupposti e la necessità della condivisione in luoghi luminosi come le loro splendide biblioteche.


http://www.ibs.it/code/9788805055036/jonas-hans/gnosticismo.html

http://www.treccani.it/scuola/tesine/tempo_e_filosofia_classica/maso.html


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paolo 10/27/2014 22:12


Scusami tanto la precisazione, ma i testi di Nag Hammadi non sono migliaia ma..52, nascosti in una giara per il terrore ispirato agli anacoreti dal vescovo Atanasio, parto distocico
dell'ortodossia Cattolica nascente. 

Ghigo Battaglia 10/31/2014 19:24



Grazie Paolo, sapevo dell'orcio con le poche pergamene ma nel libro di Jonas si parla di una intera biblioteca, sicché...occorrerà informarsi meglio, grazie e
ciao