Eroi, Crimini e Status Quo

Pubblicato il da G B

 

«Sventurato quel popolo che ha bisogno di eroi»   - Bertold Brecht

 

Cosa hanno in comune personaggi come Gesù Cristo, Bob Marley, Ernesto Guevara, Giordano Bruno, Fabrizio de André, San Giovanni Battista, John Fitzgerald Kennedy, Gaio Giulio Cesare, Aldo Moro, Lucio Battisti, Giovanni Falcone, Stanley Kubrick, Paolo Borsellino, Isaac Rabin, Olaf Palme, Muhammar Gheddafi, Osho … e tanti altri che non citiamo per brevità?

Facciamo una premessa: nei post precedenti abbiamo notato come nella mastodontica produzione mediatica occidentale (storiografia compresa) non si parli quasi mai di spiritualità e delle qualità trascendenti dell’agire umano. L’umanità rappresentata, oppure oggetto di reportage, viene descritta come dedita esclusivamente al profitto oppure all’azione di convenienza o, nel migliore dei casi, ad un altruismo ‘di maniera’, un eroismo vuoto di contenuti seppur a volte efficace. Si tratta comunque di pochi comportamenti stereotipati, prodotti da sempre le stesse motivazioni, prettamente di dominio e sopravvivenza oppure, raramente, di idealità astratte ed individualistiche, incarnate spesso nella figura dell’eroe solitario.

Tornando ai personaggi citati, si tratta di uomini che hanno dedicato tutta o parte della propria esistenza ad incarnare e diffondere contenuti spirituali ed altruistici elevati. Sono tutte persone che ci hanno lasciato prematuramente, quasi tutte (o tutte?) per mano omicida, guidata dalle istituzioni palesi od occulte del loro tempo.

Perché eliminare delle figure potenzialmente in grado di elevare la consapevolezza umana in settori cruciali quali l’amore, la fratellanza, l’unione, la concordia, l’altruismo, la giustizia? Perché occorre ribadire come chi abbia voglia di vivere altrimenti, in modo ispirato ed originale, e senta la necessità di divulgare e condividere le proprie intenzioni, sia destinato al fallimento ed alla morte.

Il messaggio di queste persone è tutt’ora in grado di ‘compiere miracoli’, ossia di portare l’attenzione di chi ne osserva vita ed opere verso lidi più elevati di consapevolezza e condivisione, vivendo, magari per un attimo, il sogno reale di un mondo possibile, molto diverso da quello imposto dai sistemi di potere e controllo occidentale.

La loro triste fine prematura è quindi un memento a non turbare lo status quo, un esempio per tutti, un ammonimento a tenere la testa bassa, a farsi gli affari propri ed a ricordare sempre la fine ingloriosa e prematura che spetta all’eroe spirituale, all’uomo che dona speranza e che lascia intravvedere lidi migliori, con la sua vita o le sue opere. Valori elevati.

Arrestarne le loro vite in modo violento e prematuro, recava con se il rischio di renderli ‘eterni’ ma si trattava di un rischio calcolato: eternare il loro messaggio, associandone l’immagine alla fine terrena, al fallimento materiale, al patibolo od alla croce. Occorreva ed occorre ribadire che, chiunque abbia voluto tentare di elevare i contenuti della convivenza umana terrena, in un modo o nell’altro, abbia sostanzialmente fallito, perché il mondo deve seguire comunque leggi materiali di interesse e profitto che nessuno può modificare.

La loro fama è quella dell’eroe, un unicum irripetibile da relegare solo nella sfera della memoria collettiva, associata a quella della loro morte violenta e prematura.

E’ questo il motivo per cui alcuni di loro sono stati dapprima 'aiutati' a raggiungere fama e successo? L’umanità ha bisogno di eroi per evolversi oppure la figura dell’eroe è solo un ostacolo all’innalzamento collettivo del genere umano? L’elevamento spirituale si raggiunge in forma collettiva, felice e ‘sottile’ oppure tramite imprese eroiche (e sovente egoiche) destinate al fallimento?

 Qualcuno si sarà scandalizzato a vedere associate persone così apparentemente diverse, eppure una riflessione in merito non sarà, a nostro parere, inutile.


http://paolofranceschetti.blogspot.it/2010/06/lassassionio-di-osho-perche-si-uccide.html

http://freeskies.over-blog.com/article-pornografia-e-standard-comportamentali-125104987.html


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