Economia: Propaganda e Predazione

Pubblicato il da G B

 

L’Economia ha fatto irruzione nella nostra vulgata quotidiana circa trent’anni orsono ad opera dei media di regime che hanno imposto tale argomento all’attenzione forzata della popolazione.

Prima di tale periodo infatti (gli anni ottanta) di economia parlavano solo gli specialisti in ambiti più o meno chiusi e la popolazione si interessava generalmente di argomenti più ‘umanistici’ e complessi , legati sovente alle sfere emotive, sociali e morali.

Nei telegiornali di regime ad esempio iniziarono a comparire le rubriche dedicate all’economia, con notizie sull’andamento della borsa di Milano, New York e Londra e sui grandi e piccoli movimenti di capitale senza toccare però mai le fondamenta di tali istituzioni, l’origine della cartamoneta oppure il senso ultimo di una gestione delle risorse economiche in verità assai poco trasparente e libertaria.

Si dava insomma l’impressione (e solo quella) di vivere in un sistema liberistico, aperto sostanzialmente a tutti e del quale tutti dovevano interessarsi (ricordate quanti ‘giocavano in borsa’ negli anni novanta?) dandone per scontato le fondamenta ed anzi accettandole implicitamente senza riserve: un’ottima strategia per estorcere il consenso.

Tutto ciò mi ricorda le celebri ‘ottanta euro’ del nostro attuale ed insondabile presidente del consiglio: un contentino alle masse (poca gente in realtà) con il quale accaparrarsi forzosamente il consenso.

L’Economia universitaria è un miscuglio di statistica elementare e sociologia applicata che si ammanta di un alone di mistero per accrescere il suo indubitabile fascino: basti osservare l’entusiastica adesione di migliaia di studenti di tale arida disciplina.

Oggi sulla base di ridicole considerazioni economiche si compiono operazioni inaccettabili di macelleria sociale che nessuno si prodiga di censurare in nome di istanze dell’umanità ben più elevate e necessarie. Negli anni settanta, magari a torto, si scendeva in piazza contro la guerra del Vietnam, oggi invece per un aumento di pochi euro di salario (gli ottanta euro li voglian tutti!) oppure per il mitico ‘rinnovo del contratto’, vi sembra normale tutto ciò?

Un paese fratricida che non concede ai suoi cittadini di vivere dignitosamente, nonostante l’adesione o meno alla società dei consumi di beni ed uomini, è stato irretito dalle lusinghe della moneta e dalla seduzione di un sistema menzognero: quello dell’economia libertaria. L’economia occidentale è in mano a pochi loschi figuri che la stanno utilizzando per mietere letteralmente vittime: un’arma di distruzione di massa abilmente fatta trapelare nelle menti e nei costumi di tutti gli individui.

Si è trattato quindi di un’ubriacatura di massa con conseguente doccia fredda? Sembra proprio di si. Se pensiamo alla nascita della comunità europea si possono avvisare le medesime strategie: dare l’impressione di un benessere libertario per poi lasciar cadere il velo e palesare la scure di una carneficina ‘soft’ … sempre meglio che le bombe dell’Isis, no?

Buon andamento della borsa a tutti quindi! Peccato che i 'titoli' non siano commestibili...

 

http://freeskies.over-blog.com/article-ingegneria-124641174.html


Commenta il post