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Thursday 31 may 2012 4 31 /05 /Mag /2012 02:40
 

 

A Roma si sta consumando una delle più belle pagine del Teatro contemporaneo italiano. Guarda caso, non lo si deve a qualche dirigente politico strapagato ed impreparato ma alla coraggiosa azione di un gruppo di artisti che ha deciso di riprendersi la propria vita. Il vetusto teatro Valle è da alcuni mesi risorto: una meta importante in cui l’improvvisazione si lega alla sperimentazione in un contesto unico e vitale, lontano anni luce dalla paludata programmazione asfittica dei teatri ufficiali. Dal sito Valle Occupato: 

Il 14 giugno 2011 è stato occupato il Teatro Valle di Roma. 

Gli occupanti del Teatro Valle di Roma sono le Lavoratrici e i Lavoratori dello Spettacolo, cinema/teatro/danza, artisti/tecnici/operatori, stabili, precari e intermittenti che da tempo portano avanti lotte in modo diretto ed auto organizzato contro i ripetuti attacchi al mondo dell’arte e del sapere, contro i tagli alla cultura e per i nostri diritti!

Si è partiti dal senso di disagio crescente e diffuso di chi lavora e vive dentro il teatro – in particolare la percezione di una generazione di giovani artisti e lavoratori di essere esclusi dai luoghi e dalle dinamiche in cui si decide e si progetta la politica culturale, la percezione di una generazione di pagare in termini di sopravvivenza la necessità artistica, etica e civile del proprio lavoro.

Gli occupanti hanno intrapreso il 14 giugno 2011 un percorso di lotta che, evidenziando lo stato di emergenza in cui verte il sistema culturale italiano, ha assunto poi carattere costituente. Non trovando più nei referenti politici di destra e di sinistra alcuna legittimità come interlocutori, hanno dato voce all’esigenza di ripensare dal basso nuovi modelli di politiche culturali nel paese. Attraverso la sperimentazione di una prassi di studio e di autogoverno del teatro, sono giunti all’elaborazione dello Statuto della Fondazione Teatro Valle Bene Comune, presentato alla cittadinanza il 20 ottobre 2011. Si tratta di un’elaborazione della pratica attiva di governo del Teatro fatta fin qua dagli occupanti, una possibile premessa per la pratica futura di governo di questo Teatro da parte della cittadinanza.

Per la vocazione della fondazione, durante la conferenza stampa dello scorso 5 luglio, è stata avanzata la proposta di fare del Teatro Valle un luogo dedicato alle drammaturgie italiane e contemporanee per rispondere all’esigenza di riaprire un processo di narrazione e rappresentazione della realtà, che nell’ultimo mezzo secolo della vita del nostro paese ha subito un’involuzione, un congelamento. 

Un esempio da seguire per tutti, una riappropriazione di ciò che è nostro, per toglierlo a chi lo ha usurpato: una classe dirigente ignorante, impreparata, egemonica, sorda, vecchia, logora e prona al potere sudicio che l’ha insignita del miserrimo potere sul suo piccolo feudo. Pensiamo con pensiero sognante cosa sarebbe un ospedale in mano al personale altruista, un’università senza baroni e leccaculo, i comuni senza dispensatori di prebende. Tornando con i piedi per terra, ulteriore triste conferma di come tutti i sistemi siano stati creati per consentire un controllo depressivo sui vari aspetti del vivere. Non appena si svincolano dall’oppressione dei vertici, risorgono e tornano a rivolgersi alla feconda realtà. Buon lavoro e buona fortuna.

 

http://www.teatrovalleoccupato.it/chi-siamo

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