Cronache dal Sottomondo

Pubblicato il da Ghigo Battaglia

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Da sempre ed in ogni luogo, l’Umanità ha avvertito la presenza di una fonte di energia al contempo eterica ed immortale denominata ANIMA. Allo stesso modo era data per scontata l’esistenza di una serie di entità dotate di volontà, alcune delle quali erano dedite proprio alla predazione dell’anima. Lo SCIAMANO di ogni dove era (ma lo è tutt’ora) convinto che la ‘malattia’ altro non fosse che un disturbo di origine eterica, generato da uno scorretto allineamento oppure dalla predazione dell’anima.

 

A partire dal 1700, l’avvento dell’epoca dei lumi ha dato il via a quel sistema di pensiero basato sulle affermazioni di Galileo, definito SCIENTIFICO. Questo sistema ha portato all’avvento dell’era moderna, basata sul trionfo della TECNOLOGIA che è una formidabile arma a doppio taglio. Da un lato infatti sembrava il traguardo ambito dell’affrancamento dell’uomo dal duro lavoro per la sopravvivenza, dall’altro si è rivelata per essere una efficace TRAPPOLA.

 

Il sapere antico si è così diviso in due parti, una delle quali ESOTERICA, confluita in ambiti oscuri quali conventicole come la Golden Dawn, oppure altri circoli dediti allo studio dell’impalpabile mondo occulto, ed un'altra aleggiante ed indefinibile. Occorre però ricordare come una delle matrici del pensiero scientifico moderno, la Royal Society, fosse stata fondata da sapienti massoni ed esoteristi in quella strana dimensione simbiotica esistente tra scienza, alta tecnologia e saperi occulti. La scienza infatti non ha mai perduto gli aloni misterici della profezia ed i carismi ancestrali del vate.  

 

Paradossalmente, è proprio il pensiero scientifico odierno che permette di parlare di ‘altri mondi’ senza sconfinare nella FANTASCIENZA (un altro arguto ricettacolo di saperi antichi) quando afferma che ‘La Scienza definisce il funzionamento di un 10% della materia dell’Universo. Ne ipotizza l’andamento di un altro 10% mentre accoglie come ignote le basi sulle quali si struttura il restante 80%, relegandolo sotto un’etichetta che è tutto un programma: MATERIA OSCURA’.

 

Nei rituali dell’esoterismo contemporaneo dobbiamo quindi attingere per recuperare qualcosa dei saperi perduti oppure affidarci al valore massimo delle nostre intuizioni. Una forma di pensiero autonomo e coerente infatti potrebbe prevalere sui DOGMATISMI scientifici, che sono vicinissimi e quasi sovrapponibili a quelli religiosi, portandoci ad avere perlomeno una parvenza di visione d’insieme del mondo. Una consapevolezza antica e di grande respiro, spesso indefinibile se non comunicata per segni e simboli, per definire frequenze altrimenti non comunicabili, una forma di pensiero completa e profondamente umana.

 

In questo contesto i demoni divengono alieni, si ammantano di apparati tecnologici ma tendono sempre allo stesso obiettivo primario: la predazione animica.  Esistono le larve del sottomondo? Oppure dovremmo definirle entità del sopramondo? Dobbiamo recuperare le fonti di un sapere perduto per poter evolvere la nostra consapevolezza? Senz’altro è necessario abbandonare qualsiasi dogma, massicce ancore contro la deriva ed il timore dell’ignoto. In secondo luogo dobbiamo abbandonare proprio la paura della contaminazione nell’addentrarci in territori sconosciuti.

 

Le strettoie del pensiero scientifico hanno già palesato i loro limiti. Una forte pressione ci giunge da dimensioni sconosciute che si lasciano intravvedere solo attraverso un proprio linguaggio reiterato e cadenzato come un MANTRA metallico. Subiamo questo maglio, scandito da operazioni ritmate. Veniamo condotti verso un destino che non ci appartiene per le fredde mani del Monti di turno, in sentieri senza via d’uscita. La tecnologia è usata oggi contro tutti noi in nome della sicurezza e della giustizia, proprio quelle istanze che piangiamo di non possedere più!

 

La colpa di tutto ciò però è solo nostra: dovremmo essere cresciuti e riconoscere e distinguere le FAVOLE MALEVOLE dalla realtà. Le favole silicee sono seducenti ma vuote. La nostra realtà ed il nostro mondo interiore invece sono una fonte infinita di meravigliose sorprese. Dobbiamo recuperare ritmi ancestrali e linguaggi perduti vagliando il bene dal male come fa l’erborista nel sottobosco. Adoperandoci verso un SILENZIO inatteso. Questo stallo produttivo forse ha di positivo proprio la possibilità che ci dona di osservare questo silenzio e di assaporarne i benefici. Potremmo osservare ancora l’andirivieni dei tanker chimici ma saranno solo echi lontani di un mondo che non c’è più, superato dalla nostra evoluzione. Le urla stridule degli esseri del sottomondo scompariranno all’improvviso mentre un sorriso ineffabile ci riempirebbe l’anima. Questo è un augurio non soltanto consolatorio. Il cammino per evolvere è infatti assai arduo e complesso e non è presente in nessun manuale. L’uscita dal labirinto è però un’opzione potenzialmente alla portata di tutti. Buon lavoro.

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