Condividi l'articolo Capolinea: Non vorremo scrivere un post dichiaratamente pessimistico ma occorre tirare le somme e rendersi conto della nostra realtà:  ...
Non vorremo scrivere un post dichiaratamente pessimistico ma occorre tirare le somme e rendersi conto della nostra realtà: Viviamo in un
paese dove è elevatissima la diseguaglianza sociale. Cito dal link a fine articolo: "L’Italia è un paese con una disuguaglianza dei redditi molto
elevata e una povertà molto diffusa. Questo stato di cose persiste da circa 15 anni e non tiene conto degli effetti della crisi in corso, che non è ancora possibile valutare." Viviamo in un
paese povero, lo sapevate?
Il tricolore con una bella scia sullo sfondo
A ciò si aggiunge una situazione economica pessima, con politiche economiche a corto raggio ed un debito pubblico elevatissimo, tra i più alti al mondo come risulta chiaro da questa mappa
.

A livello sociale si deve considerare anche l'effetto disastroso del lavoro precario (quando c'è!) e dell'immigrazione incontrollata sui fragili equilibri italici. Assitiamo al crollo
della produzione industriale dovuta anche al basso reddito medio percepito che non favorisce i consumi.

A livello delle istituzioni, si assiste da anni ad un pietoso balletto vacuo di maggioranza ed opposizione senza che si sia venuto mai a
correggere il dato della spesa pubblica che aumenta inesorabilmente. Si interviene però sulla durata dei processi (cancellandone alcune migliaia) e sull'ordinamento della
magistratura mentre si continua a sperperare denaro pubblico in opere faraoniche, inutili e dannose (Ponte sullo stretto e TAV in Val di
Susa) ignorando totalmente il parere dei cittadini, ed il buon senso, come nel caso della base Usa a Vicenza.
Il fatto che più ci rattrista è la condizione economica e psicologica di moltissimi italiani che di fronte a tutto questo disastro si sentono soli ed impotenti. Spesso gli
italiani hanno rapporti con lo stato solo attraverso i suoi solerti gabellieri. E si chiedono: dove sono finite le buone intenzioni? Dove le proposte di ridurre il numero degli
"onorevoli"? Di eliminare le Provincie? Di evitare l'asfissia burocratica? Di sconfiggere la mafia, non di lottarla! Abbiamo assistito a preoccupanti giochetti giudiziari per coprire, forse, lo
scandalo sotteso al funzionamento dell'Unione Europea tutta (vedi caso De Magistris).
Già dimenticavamo ... l'Unione Europea ... ne abbiamo già parlato in questo blog. Lontana, lontanissima, costosa, inquinante, inutile. In che tipo di futuro
ci stanno traghettando? Un futuro di pochi ricchi integrati ed asserviti ed una marea di poveri, soli ed impauriti e, aggiungiamo noi, "irrorati". In mezzo,
tra le due caste, forze di polizia povere anche loro ma sempre più attrezzate nel controllo e nella repressione civile.
Un mondo ben diviso tra chi comanda e chi ha due scelte: eseguire o perire. Ecco perchè dà così fastidio la magistratura: in questa idea di società
non è contemplata! La giustizia si deve distinguere per classi di reddito e potere. Così come la sanità e la scuola. I
privilegi ed il benessere. Leggete sulla nostra situazione economica: http://www.finanzainchiaro.it/dblog/articolo.asp?articolo=6685
Altro fattore inquietante è la distruzione del ceto medio che ha contribuito moltissimo all'allargamento del benessere nelle
società moderne. Ciò avviene anche attraverso la frapposizione di ostacoli spesso insuperabili allo svolgimento della libera professione. Per completare il quadro, vedi il post: "controllo".
Conclusione: le società occidentali stanno cambiando per diventare qualcosa d'altro. Non fa eccezione l'Italia a questo nuovo corso che si
inquadra nei cambiamenti generali diretti dalle elites. Che non si tratti di cambiamenti democratici è evidente come lo è il fatto che stiamo vivendo una fase di regresso generalizzato in
vari settori, nonostante le possibilità diverse che lo sviluppo intellettivo, tecnologico e spirituale ci potrebbe offrire. Soprattutto indigna l'indifferenza del volere dei cittadini
sulle scelte di fondo. Eleggere un presidente sotto il fuoco della propaganda più efficace e sofisticata non autorizza nessuno a decidere nonostante i desideri popolari. Ci rendiamo
conto, mentre lo scriviamo, che è il termine cittadini ad essere desueto e privo di contenuto.
La comunicazione verticistica è volutamente confusa e superficiale mentre si gloria dell'aggettivo ufficiale. La comunicazione orizzontale invece, viene
vilipesa ed ostacolata. Chi tenta di andare a fondo dei fatti del contemporaneo, in tutti i settori, viene allontanato o calunniato (o tutti e due). L'eccesso di regolamentazioni e controlli
rendono molto difficile lo svincolarsi dalle attività istituzionali ed impediscono la possibilità di immaginare e quindi di costruire un mondo
alternativo.
Commenti agli Articoli