Bancarotta

Pubblicato il da G B

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Cosa accade quando una città, una regione od un paese dichiarano bancarotta? Non sono un economista ma immagino che gli enti creditori (le banche private, perché non ne esistono di pubbliche) prendano il controllo dei beni e delle infrastrutture di quell’ente politico e lo assoggettino alle loro esigenze manageriali ed economiche interne, facendo levitare enormemente i costi dei servizi con tagli immediati alla spesa pubblica (istruzione, sicurezza e sanità in primis) ed a seguire alla giustizia. L’esecutore di questo fallimento in Europa sia chiamerebbe Comunità Europea, una gigantesca istituzione inutile, antidemocratica e verticistica nonché costosissima e controllata appunto direttamente dalle banche private e da gruppi illeciti di potere.

In Europa infatti assistiamo attoniti al triste destino della Grecia mentre negli Usa abbiamo il tragico esempio di  Detroit e quindi di tutto lo stato del Michigan. A Detroit (la ‘Torino’ statunitense) è possibile oggi acquistare un appartamento per soli $9000 ed anche meno. Ciò è dovuto al calo drastico di abitanti a seguito della crisi del settore meccanico industriale. Dei 2 milioni di abitanti ne sono rimasti poco più che 700.000 . Il 30% del suo territorio è deserto e buio: le luci urbane sono state ridotte oppure non funzionano a causa dei ripetuti furti di rame dalle linee elettriche pubbliche. E’ difficile trovare un poliziotto in giro perché le stazioni di polizia aprono solo per 8 ore al giorno, per risparmiare, mentre gli omicidi sono saliti del 79% nel 2011. Se Obama vuole ridurre le spese energetiche dell’80% come si reggerà l’economia futura degli States? Soprattutto: che tipo di futuro è previsto per gli abitanti superstiti di questa città, una volta considerata uno dei motori economici degli Stati Uniti e dell’economia mondiale?

L’Italia subirà lo stesso destino? E’ avviata alla bancarotta? E’ evidente il proposito dei vertici planetari nel voler vedere il nostro paese privo di industria pesante. Delocalizzare è una necessità per le industrie nostrane, schiacciate come sono dal peso di una massa burocratica sorda, incivile e spietata quanto scaltra e programmata all'uopo. Il governaccio Letta sta li per prendere tempo è evidente. Non ha fatto e non farà nulla se non gestire una probabile emergenza futura con conseguenze che non vogliamo neanche immaginare. Però è pronto a comperare gli ‘indispensabili’ F35 tanto per sottolineare chi comanda in questo lembo di Terra.

L’Italia tornerà rurale oppure diventerà un deserto improduttivo? Se combiniamo la distruzione della sua economia con le operazioni di ecocidio a cui assistiamo da decenni, il quadro che ne emerge è pessimo e preoccupante. Saranno gli algidi burocrati del gruppo eversivo Bilderberg (Letta e Monti) a traghettarci verso il disastro?

Sarà probabilmente un disastro materiale in cui potranno però emergere punte spirituali ponderose. Sarà anche un periodo anarcoide nel quale ai canti delle varie sirene si uniranno le grida stridule dei tanti arruffapopolo posticci. In Italia già assistiamo da decenni al collasso della spesa pubblica ed alla paralisi istituzionale tant’è che sarebbe forse meglio parlare di presente e non di futuro in quanto le garanzie civili sono rispettate solo in una piccolissima porzione del territorio italiano, soprattutto nel nord del paese, mentre per il resto abbondano ingiustizie e povertà indotta a cui si somma il volontario sadismo delle istituzioni, tassello indispensabile per il tracollo del sistema. Prepariamoci quindi a gestire questo presente ricordando a tutti la centralità delle emozioni e delle sensazioni, personali ed umane.

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