Annichilire lo Stivale

Pubblicato il da Ghigo Battaglia

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Il processo di annichilimento della produzione agricola italiana è a buon punto. Vi descrivo brevemente la situazione nella bassa Toscana, un tempo florida e verdeggiante.

La prolungata siccità artificiale ha dato i suoi frutti impoverendo tutte le colture prettamente estive. La produzione delle vigne è pessima: sparuti grappoli rinsecchiti ai piedi delle alberature mostrano minuscoli acini dai colori spenti. I campi a girasole sono color marrone opaco ed i girasoli sono radi, bassi e con corolle dal diametro irrisorio. Del granturco è meglio non parlare data l’altezza infima dei fusti e la mancanza delle pannocchie. Non godono di migliore salute gli ulivi, con pochissime olive, molte delle quali già cadute a terra senza polpa né vita.

L’aspetto più preoccupante però è la salute delle alberature storiche e pluridecennali, se non centenarie. Tutte le essenze sono in una condizione di elevato stress idrico. Dei cipressi rimane ormai una sagoma spenta e spennacchiata se non morta del tutto. I pini più recenti sono rinsecchiti e giallognoli con numerosi rami morti che pendono dai tronchi ritorti. Financo le secolari querce soffrono: numerosi sono i rami secchi cadenti ed il colore del fogliame è tendente al giallo. Nell’alto Lazio le palme secolari sono state decimate da presunti parassiti.

In un contesto di inaudita crisi finanziaria, politica e sociale, questa crisi ambientale rappresenta l’ennesimo colpo su di un tronco compromesso: quello dell’imprenditoria italiana. La magistratura che per trent’anni ha lasciato inquinare senza pietà ambienti e città ora sembra risvegliarsi da un profondo sonno mettendo a rischio quel che resta di un’autonomia produttiva legata alle materie prime fondamentali per l’industria come l’acciaio.

In questo attimo apprendiamo che una presunta ragione di stato avrebbe condotto a trattare con la peggiore organizzazione criminale del mondo: la mafia italiana. In questo modo lo stato si sarebbe messo allo stesso suo livello incarnando però la figura legale dell’alto tradimento. In questa trattativa spicca quindi la coerenza e la fierezza dei capimafia.

Nulla di eclatante è accaduto nella vergognosa buffonata delle cosiddette olimpiadi se non uno sfoggio di ignoranza, propaganda e brutture. Ormai tutto ciò che fuoriesce da quella oscena cloaca che chiamiamo televisione (visione da lontano) è un insieme maleodorante di indottrinamento socio psichico di infimo livello. Non c’è stato bisogno di eventi clamorosi del tipo 11 Settembre perché la situazione è saldamente in loro pugno. Tutto procede in un crescendo preoccupante e colpevole di indifferenza: guerre atomiche, fallimenti di interi stati, riconfigurazioni ambientali inedite e spaventose, povertà e corruzione diffusa.

Non esiste più l’ambivalenza perché non necessaria e perché tutto sembra parlare una sola lingua. Il tempo della dualità è terminato, e di ciò ci aveva avvisato il crollo simbolico delle torri gemelle di New York. Per garantire l’ordine costituito non occorre più contrapporre due realtà apparentemente antitetiche (comunismo-liberismo, palestinesi-israeliani, islamici-cristiani, etc. …), ora basta proporne una sola, così come uno è l’occhio di Horus. Anche la politichetta italiana ha mostrato il suo vero volto: un'unica casta regnante con finalità identiche e dispotiche. Dato è il livello di paura ed annichilimento della popolazione che tutto è per loro possibile mentre per noi si paventa una dura lotta per la mera sopravvivenza con i sistemi statali puntati contro di noi per impedirci di immaginare un futuro libero e creativo.   

   

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