Al Prossimo Mio

Pubblicato il da G B

 

Uscire dall’inganno richiede tempo, energia e coraggio. La maggior parte degli esseri umani infatti non ne esce mai per tutta la durata della loro esistenza terrena. Una volta apertosi il varco verso la verità, tutto scivola via inondato da una splendida luce della coscienza. Le strutture con le quali la società degli uomini si è organizzata, tutte le strutture, appaiono come miseri paraventi per coprire il nulla, la loro inutilità, il loro essere superfluo.

Ancor di più, appaiono ridicole le strutture di potere. Con la loro sarabanda di pennacchi e buffi copricapi, medagliette, fanfare ed ignobili rituali, lordano l’austera bellezza dell’ambiente naturale primigenio. Dalle prime forme di potere organizzato apparse sul pianeta Terra, nulla è cambiato. Continuiamo ad ossequiare gli astrologi di regime ed i loro regnanti con quel corollario di pratiche e linguaggi oscuri che non nascondono altro che il nulla delle loro interiorità vuote. Simulano di possedere un’anima che invece non hanno, sperando che il loro pedante ossequio esoterico possa confondere il prossimo nel merito. Sotto di loro, lo stuolo dei parassiti, dei kapò e degli ignavi che reiterano e difendono quel nulla che credono sia il tutto.

Uscire dall’inganno rende dapprima angosciati ed infine felici. Il senso della vita, smarrito nel contesto inquinato dalla menzogna, riappare luminoso e fulgido. Quel sorriso sottile e per nulla amaro accompagna chi della realtà si è fatto un’opinione personale, senza l’apporto ferale del suo apparato seduttivo di massa, ma con il suo incanto primigenio che dona solo serenità.

Chi esce dall’inganno subisce come tutti le angherie degli ingannatori e dei loro sgherri ma è dotato di una forza inestinguibile che gli permette sempre di guardare oltre e non ristare. Le minutissime meraviglie dei dettagli naturali si stagliano sulle soverchie inutili ‘grandi opere’ degli oligarchi sordi. Una sfumatura di colore di un’ala di una farfalla può spengere per sempre l’apoteosi al neon delle oscene gazzarre commerciali. Una texture naturale spezza con decisione tutte le catene polimeriche ossessive ed autoestinguenti con cui viene tessuto il velo dell’inganno, giorno dopo giorno, sempre più fitto ed ingarbugliato.

Chi legge queste righe, immagino sia già fuori dall’inganno, complimenti. Ma cosa ne è del nostro vicino di casa? Del collega di lavoro? Del nostro parente lontano? Il cammino per uscire dall’inganno è personale e volontario. Occorre riorganizzare la propria esistenza ed indirizzarla verso nuove prospettive felici. Un compito non facile ma neppure troppo difficile, forse un po’ complicato e senz’altro arduo da condividere. Buon lavoro. Bravi. Buona fortuna.


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Ninja 05/13/2014 11:20


Hai ragione su tutto.... Ma sempre più (almeno ai miei occhi) cresce il divario tra i diversi livelli di consapevolezza, tanto che, pur volendo restare in un continuum la realtà si configura
sempre più dualistica. Non vedo salvezza per chi non vuole vedere, per chi non sa guardarsi dentro. Vedo solo un possibile scontro tra fazioni...bene e male? Si torna sempre li? anche dopo averlo
superato? (malanga docet)...O forse questa mia visione è solo un'altro inganno in cui questa volta sto scivolando io stesso?....


 

Ghigo Battaglia 05/14/2014 01:55



Certo che la conoscenza dovrebbe essere da tutti considerata comunque un dovere sociale ed individuale, eppure non è evidentemente così. Troppo forse il peso di
strutture di informazione inutili e sterili, troppa la pressione sociale contro chi intravede altri mondi ed altre forme di saggezza non solo possibili ma ben reali ed operanti. Non credo infine
allo 'scontro tra fazioni', chi ha intravisto ha solo qualche responsabilità in più. Ciao