Al di Sopra del Sospetto

Pubblicato il da G B

.

freeskies piramide rovescia

.

E’ netta la percezione dell’esistenza di una schiatta di individui a cui tutto è permesso mentre alla stragrande maggioranza dei cittadini tutto viene impedito in nome delle leggi, dei regolamenti e del consueto (e direi congenito) sadismo delle istituzioni.

 

Al proposito, il lavoro di ricerca di Paolo Franceschetti mi convince sempre più. Non so se esista solo una setta di individui al di sopra di ogni sospetto oppure che di tali congreghe ne esistano invece parecchie, è chiaro però che gli eventi siano appannaggio esclusivo di una sottile fetta della popolazione, ubiqua e trasversale, ben dissimulata ed imperiosa (quanto oscena e ributtante).

 

Le categorie e le istituzioni con le quali un semplice cittadino ha a che fare (giustizia, sanità, istruzione, burocrazia in generale) per gli ‘eletti non eletti’ scompaiono, private di forza e di senso. Ai vertici dell’impunità si veleggia ben al di sopra di quelle istituzioni che sembrano davvero messe e create a bella posta per esaudire un desiderio perenne di controllo esaustivo del resto della popolazione.

 

Alle elite di impuniti tutto è permesso. Trasgredire norme e leggi non porta loro conseguenze. Si curano in istituti scelti in ogni dove, si muovono indifferenti ai limiti imposti dai confini degli stati, possiedono un lasciapassare quasi illimitato, una specie di immunità diplomatica, che li rende estranei ed inarrivabili ai cavilli altrimenti micidiali della burocràzia. La loro ‘elezione’ si svolge in contesti oscuri ai più, per meriti e demeriti che non è lecito conoscere né divulgare.  

 

Ciò premesso, com’è possibile districarsi in questa melassa nauseante? Prendere atto dell’oscenità al potere non rischia di annichilire le nostre energie canalizzate dalla comprensibile indignazione? L'indignazione tra l'altro è un sentimento scorretto: ci si indigna per il mancato funzionamento di un dispositivo con genesi ideali, ma qui assistiamo invece al perfetto funzionamento di dispositivi nati esattamente per quegli scopi deleteri che oggi osserviamo. Mi sembra palese come si stia tentando di esasperare gli animi con tutti i mezzi possibili. La tassazione disumana a cui siamo sottoposti si sposa infatti con l’impoverimento generalizzato della società degli umili e la riduzione sistematica di quei già esigui e miserevoli sostegni statali verso l’individuo. Le miserrime elargizioni di servizi al cittadino da parte del potere si stanno assottigliando ed impoverendo di senso e spinta civile, soprattutto in un contesto come questo di disperazione e rassegnazione.

 

Se poi alziamo lo sguardo al cielo o lo abbassiamo verso terra, possiamo renderci conto che ad essere minato non è solo un contesto artificioso come quello delle istituzioni (che avremmo potuto ignorare in un onirico desiderio di fuga verso lidi intonsi ormai estinti) ma è anche il preziosissimo substrato che sorregge la nostra esistenza biologica ad essere inficiato ed oggetto di attacchi tanto insidiosi quanto impressionanti per mole e conseguenze.

 

All’individuo non appartenente alla cerchia dell’impunità quindi tutto è precluso? Non gli resta che osservare la dissoluzione e soccombere? Osservare intanto è un dovere imperioso. Non si tratta di bearsi masochisticamente dei mali che si estraggono a piene mani dai fatti, ma di tenerne il conto, per così dire, senza nascondersene l’esistenza perché il cosiddetto ‘quieto vivere’ è una trappola spirituale davvero mortifera.

 

Se meditiamo poi sui fini delle operazioni di dissoluzione in atto, possiamo provare a delinearne il contenuto. Non si tratta di sola e mera distruzione ma di esigenza di controllo su tutti gli aspetti del vivere. Se tutta la tecnologia d’accatto che ci viene data in prestito (telefonia, informatica, ‘intrattenimento’) ha il risvolto onnivoro del controllo intimo delle nostre azioni e dei nostri pensieri, allora forse l’oggetto del contendere, la finalità del potere del vertice, non è solo quella dell’annichilimento tout court, ma di un impoverimento delle facoltà intellettive generali per impedire di riconoscere le pressioni a cui siamo sottoposti.

 

Se tale impostazione è corretta, qual è allora l’oggetto del contendere? Di cosa hanno bisogno gli impuniti, a cosa anelano? Alla nostra anima? A qualcosa che non possiedono? Siamo le vacche da mungere come afferma Malanga?

 

Se così fosse, potremmo allora reagire attivamente in un contesto dove ci possiamo immaginare vincitori, felici di quella spinta incommensurabile che suscita le invidie degli impuniti. La strada per reagire la nascondiamo ognuno dentro noi stessi. Siamo noi il potere, noi i censori, noi quelli che decidono i fatti. Noi dirigiamo gli eventi e creiamo le nostre realtà in barba ai recinti elettronici che ci stanno stringendo addosso. Noi eludiamo le maglie della contraffazione e le ribaltiamo a pancia all’aria come tartarughe impazzite. Noi a dettare l’agenda del futuro prossimo del nostro pianeta. Di questo potere divino siamo stati ‘fatti persuasi’ della sua non esistenza, eppure evidentemente c’è. In questi momenti deleteri, è il momento di tirare fuori le nostre bandiere e sventolarle al vento con orgoglio e serena soddisfazione. Che siano di esempio ai tanti individui come noi ‘normali’ … in cerca di autore.

.

Commenta il post

wlady 02/01/2014 15:40


Ciao Ghigo;


chi li guida sente che qualcosa gli sta scappando di mano. I ragazzi pentastellati si stanno muovendo molto bene, questo preoccupa non poco chi crede di tenerli in mano e gestirli, ecco perché il
kraken si è precipitato a Roma e, guardacaso in albergo dove nessuno ha potuto sentire quello che diceva ai suoi accoliti. Strano ma vero, ha cercato di smorzare gli entusiasmi dei giovani
deputati. Qualcuno in alto nel firmamento dei pentastellati, sta cercando di mettere un freno. Credo nei giovani ragazzi ma non credo nel marpione plirimilionario. Ciao; wlady

Ghigo Battaglia 02/01/2014 16:37



Hai espresso il mio stesso pensiero. Credo anch'io che la pronta venuta dell'insettoide sia dovuta ad esigenze di controllo dei parlamentari 5stelle. Spengere le
loro libere azioni è molto grave e senza senso. In fondo, se li paragoniamo alla restante parte del parlamento, non hanno fatto nulla, no?     



Zret 01/30/2014 16:47


Sono d'accordo con Paolo: non saranno i pentastellati a riformare un sistema irriformabile e corrotto sino al midollo. Nondimeno se qualche parlamentare riesce a causare qualche brivido e notti
insonni ai manigoldi del governo e dei partiti tradizionali, ne saremo compiaciuti. Si ripete che questi farabutti "devono andare a casa". No, devono andare a lavorare nelle miniere! 


 


 

Ghigo Battaglia 02/01/2014 14:30



Ho scritto questo post prima dell'affaire dell'impeachment, l'ho trovato quindi quanto mai appropriato. Credo che il MOV5STARS sia un poco sfuggito di mano ai loro
creatori, per questo il loro capo insettoide si è precipitato a Roma? Per esigenze di controllo? I singoli parlamentari stelluti dicono senz'altro cose sensate e doverose ma chi li guida cosa ne
pensa? Questo è il problema. 



paolo 01/30/2014 14:54


Un plauso al movimento 5stelle. Detesto la politica e mai più andrò a votare, ma di fronte all'ipocrisia cronica, alla malafede e all'inganno metodico da parte delle cosiddette Istituzioni nei
confronti della gente occorre una prova di forza. E' l'unico linguaggio che comprendono i delinquenti al potere. Lì ormai devi 'menare' perchè con le buone non ottieni nulla. Probabilmente non
otterrai nulla neanche con le cattive dato il livello di decadenza ormai raggiunto, ma quanto meno cominci a bastonare quelle schiere di ipocriti, fanfaroni, mafiosi e ladri matricolati che si
presentano tutti ammantati di onestà e che fingono al tempo stesso le migliori intenzioni. Fatto sta che il loro destino è segnato e qualcuno fra quei 'minchioni ' comincia ad avvertire brividi e
terrori notturni. 

Zret 01/29/2014 18:49


"Noi" siamo pochi, anzi pochissimi, ma la qualità fa aggio sulla quantità. 


Ciao