Friday 22 august 2014 5 22 /08 /Ago /2014 11:36

AMIATA 1

il cielo sul Monte Amiata dopo un'irrorazione chimica

L’Agricoltore toscano si è finalmente reso conto che qualcosa, nel consueto ciclo di semina e raccolta, è definitivamente cambiato. Quelle che un tempo erano valli incontaminate, dedite alla sola produzione dei celebri generi alimentari di antichissima origine, sono oggi alle prese con una sequela di elementi anomali, che turbano il millenario equilibrio esistente, tipico di queste zone, tra uomo ed ambiente.

Le alberature sono in una condizione di grave sofferenza. Questa condizione è in gran parte ormai ben visibile, come ho già avuto modo di segnalare, ed in buona parte invisibile. Anche il piccolo vivaista toscano è alle prese con le tante malattie a ripetizione della sua produzione e con i rimedi chimici proposti, forse un po’ incautamente, dai consorzi agrari. E’ notizia di oggi (‘La Repubblica’ a pag. 23 del 22/08/2014) della decimazione degli ulivi salentini ad opera, si crede, di un presunto ‘batterio killer’ misterioso … cambiano latitudini e specie arboree ma la sostanza rimane la stessa.  

La produzione da orto è in grave crisi. Frutta e verdura hanno un aspetto misero ed un sapore ancor più deprimente. Probabilmente contribuisce a tale scempio anche la metodologia di conservazione e l’innaturale filiera adottata. Si risponde con un'inondazione di prodotti chimici deleteri e pericolosi, tentando di arginare uno stato di debolezza e malattia diffuso e di fatto incontenibile.

Il tessuto sociale è devastato. Alle famiglie allargate di un tempo che si occupavano scrupolosamente e fieramente del territorio, si sono sostituite una congerie di entità incoerenti e spesso lontanissime dalle motivazioni profonde ed antiche con le quali questo territorio unico al mondo è stato per millenni abitato. Basti osservare poi le nuove costruzioni e le nuove opere urbanistiche e paragonarle con quelle antiche per rendersi conto della miseria umana e del caos esistenziale in cui si è precipitati.

Purtroppo la popolazione locale è stata sopraffatta dai frutti avvelenati della ‘civiltà moderna’ (OGM e 'diserbi' chimci compresi ovviamente) e, invece di riappropriarsi del territorio, ha preferito allontanarsene, relegando la sua gestione ad elementi estranei che hanno modificato indelebilmente il suo delicatissimo tessuto storico.

Sopra questa devastazione apparentemente trascurabile ed invece ponderosissima, grava da decenni la piaga delle scie chimiche che raggiunge livelli parossistici. Il cielo toscano è trasfigurato e l'insieme terra/cielo ben si inserisce alla rappresentazione del celebre adagio alchimistico ‘così in basso come in alto’. L’attività di dispersione di elementi biochimici nell’atmosfera è incessante ed a volte imbarazzante. La popolazione comincia ad intravvedere un nesso tra questo cielo infestato e la desolazione a terra, eppure tale relazione è stata introdotta in modo sottile, pian piano, in modo da rendere difficoltoso svelare il rapporto di causa ed effetto esistente.

L’alba ed il tramonto sono di colore bianco freddo, le formazioni nuvolose sono irriconoscibile e frammentate con decine di configurazioni (e colori) presenti nello stesso momento. Gli ‘archi chimici’ prodotti dai metalli degli aerosol sono praticamente presenti ad ogni ora del giorno. Nebbie di ricaduta lordano l’aria e la rendono caustica e maleodorante.

Forse l’agricoltore toscano ha cominciato a riflettere ed a osservare il cielo come i suoi antenati etruschi facevano ogni giorno. Dall'osservazione del cielo traevano preziose informazioni sui moti a venire. Quale tipo di nefasta previsione potremmo azzardare oggi?

               


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Friday 8 august 2014 5 08 /08 /Ago /2014 10:55

Oil Spill

Nel 2010, nel bel mezzo del Golfo del Messico, accadde un incidente ad una piattaforma per l’estrazione del greggio della British Petroleum. A seguito di questo incidente furono riversate in mare tonnellate di greggio, generando un’estesa macchia oscura sulla superficie marina ben visibile dagli aerei, che andò poi a riversarsi sulle coste degli Stati Uniti, compromettendo pesantemente le forme di vita che su di esse insistono, uomini compresi.

Sin dall’inizio cominciarono i dubbi sull’entità e sulla gestione dell’incidente. Fotomontaggi anomali, cabine di monitoraggio improbabili e poca o nulla trasparenza suscitarono le perplessità degli osservatori più accorti, che ancora si domandano come possa una piattaforma moderna perdere greggio in tale quantità nell’Annus Domini 2010, senza che ci siano contromisure pronte e risolutive di questo tipo di problemi.

La frittata però era fatta e si corse ai ripari nel modo peggiore. Invece di utilizzare disperdenti atossici di origine naturale (già allora disponibili), furono preferiti disperdenti chimici tossici per l’uomo e le forme di vita del Golfo, come il famigerato COREXIT. Si formò così un MIX di sostanze chimiche e greggio assai pericoloso, le cui conseguenze possiamo oggi osservare con maggior accuratezza, che portarono ad innescare meccanismi distruttivi che hanno proseguito la loro azione fino ad oggi e che non la interromperanno sino, probabilmente, al collasso definitivo di quell’ecosistema ed alla possibile desertificazione totale del Golfo del Messico.

In un esauriente articolo di ‘State of the Nation’, riportato poi da ‘GeoEngineering Watch’, possiamo rilevare come l’ecosistema un tempo vario e ricchissimo del Golfo del Messico sia stato completamente trasfigurato in modo irreversibile. Nuove formazioni batteriche portano al collasso di numerose colonie di specie animali autoctone, provvedendo all’inserimento di nuove che indeboliscono ancor più gli equilibri naturali di un tempo. La trasfigurazione è negativa per l’ambiente e per l’uomo in quanto sono sorte numerose nuove e gravi patologie tra la popolazione.

Una bella fetta del Pianeta è stata così trasfigurata, generando un ambiente nocivo per la Vita.

Se consideriamo gli altri gravissimi ‘incidenti’ a scala planetaria (a Chernobyl o a Fukushima, ad esempio) possiamo constatarne dinamiche simili. Modalità oscure di gestione, decisioni prese in assoluta segretezza ed in stato di emergenza, conseguenze gravi e irreparabili. Alcune parti del Mondo sono colpite da un processo di trasformazione indelebile, le cui responsabilità sono state addossate alle compagnie che hanno provocato gli incidenti, oppure alla stolida avidità dell’uomo. Forse però c’è di più: un’intenzione sottesa a riconfigurare il Pianeta in modo da renderlo ostile a ciò che (forse ingenuamente) consideriamo oggi ‘Vita’ e ‘Natura’. L’Oceano Pacifico stesso è in condizioni critiche e le continue morie di animali che si riscontrano nelle coste occidentali degli States ne  sono tragica prova.

http://stateofthenation2012.com/?p=6500

http://www.geoengineeringwatch.org/the-gulf-of-mexico-is-still-dying-a-special-update-on-the-bp-gulf-oil-spill/



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Thursday 7 august 2014 4 07 /08 /Ago /2014 16:20

 

CAMMINO HOMO

La geoingegneria clandestina è una terribile realtà. Ogni giorno, centinaia di aereomobili (civili e militari) si adoperano per diffondere nell’atmosfera tonnellate di composti bio-chimici di natura ed origine imprecisata. Da terra, efficienti parabole bombardano il tutto con onde elettromagnetiche. Tali operazioni sono appannaggio degli alti comandi militari sovranazionali e godono di una fitta e compatta rete di protezione ed occultamento. E’ superfluo ricordare come si sia al di fuori di un seppur vago controllo democratico.

La bio-geo-ingegneria è quindi una vastissima operazione che si svolge attualmente in un regime di clandestinità e che, imperversando da vari decenni sui cieli di tutto il pianeta, numerosi ricercatori indipendenti hanno definito come un processo di ‘terraforming’, ossia di modifica sostanziale ed irreversibile delle caratteristiche tipiche della biosfera del Pianeta.

Accanto a tale terrifica realtà, occorre a mio parere associare altre operazioni subdole in corso di modifica degli ecosistemi. Mi riferisco alla creazione e diffusione di organismi OGM (organismi geneticamente modificati) od alla diffusione di apparati per la diffusione di onde elettromagnetiche, oppure all’uso indiscriminato di elementi chimici nell’agricoltura e nell’industria alimentare. Tali operazioni, considerate nel complesso, conducono a figurarsi un pianeta sottoposto a pressioni inaudite di cui solo alcuni, evidentemente, conoscono il fine.

Occorre infine considerare la mole impressionante di apparati elettronici sparsi per il pianeta e le operazioni di propaganda a favore di un punto di fusione prossimo tra organico ed inorganico, naturale ed artificiale, umano e cibernetico in un mondo distopico immaginato come prossimo venturo.

Gli effetti di questa pressione sono ormai evidenti. Il clima naturale non esiste più, sostituito dalla sua gestione artificiale, con il fine di esasperare le condizioni climatiche normali, causando inondazioni, oppure siccità oppure eventi estremi, utilizzando il clima come un’arma contro l’umanità. Le alberature, soprattutto quelle secolari, sono in agonia. Palme, cipressi, pini, querce, ulivi e noci sono in evidente affanno e, trattandosi di specie molto diverse tra di loro, a nulla valgono le ‘scuse’ consuete degli agronomi su quel parassita o virus o fungo che sia. Tutte le alberature sono in difficoltà e sono quindi oggetto dei loro parassiti specifici.

Gli esseri umani non se la cavano meglio. Se la durata della vita si è di poco allungata, la salute della terza età è peggiorata ma soprattutto colpiscono le statistiche sulla fertilità maschile e femminile in evidente e drammatico calo in tutto il pianeta. La fecondazione assistita sembra essere lo stadio ‘normale’ di questo futuro distopico, in cui scelta degli embrioni (in esecuzione di una sottesa eugenetica) diverrà probabilmente consuetudine.

Il pianeta Terra tra vent’anni potrebbe essere irriconoscibile eppure simile ad oggi, sempre che ci sarà allora qualche essere umano in grado di ricordare, osservare e comparare, dato che è anche il quoziente intellettivo umano in netto calo negli ultimi decenni. Un uomo cablato, generato dall’artificio, uno schiavo senziente, sordo ed insensibile potrebbe essere il risultato di tali pressioni sull’umanità. Un pianeta instabile, ostile e sterile e popolato da animali transgenici, il risultato sul piano ambientale.

In questo quadretto poco edificante, cosa resterà dell’umanità? Prede e predatori in un contesto ‘acrilico’? E’ evidente come da questo ferale progetto manchi del tutto l’anima: aspirazioni, sogni, illusioni, sentimenti, amori, percezioni e sfumature della mente non sono evidentemente previste in questo futuro entropico, freddo ed oscuro, sicuro appannaggio di mostri senz’anima.



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Thursday 31 july 2014 4 31 /07 /Lug /2014 07:15

 

Un geniale ricercatore indipendente statunitense, Clifford E. Carnicom, studia da anni quella perniciosa ed al contempo misteriosa malattia denominata (forse impropriamente) Sindrome di Morgellons. Con il suo contenuto team di ricerca ed i suoi mezzi personali, è giunto a risultati sorprendenti, grazie soprattutto alla sua mentalità: libera, indipendente e priva di censure (o peggio di auto-censure) accademiche.

Il suo lavoro si sta concentrando ultimamente sulla definizione di un nuovo tipo di batteri, riscontrato nei soggetti affetti da tale malattia, che non ha tardato a definire CDB, ossia: Cross Domain Bacteria. La sua intuizione ed uno scrupoloso lavoro di laboratorio lo ha condotto a definire tali organismi come ‘una nuova forma di vita’, al di fuori dei domini generalmente accettati.

Tali batteri hanno alcune caratteristiche simili a quelli che vivono in condizioni limite di temperatura o di composizione chimica dei terreni e delle acque ma al contempo non assomigliano a nessun organismo conosciuto. La loro capacità di aggregazione spontanea e quella di generare bio-film condivisi, li porta a produrre comunità filamentose a rapido accrescimento. Da notare infine la loro predisposizione a ‘parassitare’ i globuli rossi umani, legandosi ad essi ed andando a costituire un insieme nuovo che vede il globulo rosso diminuire drasticamente la sua capacità di scambiare molecole di ossigeno. Il suo lavoro di ricerca (ancora in corso) è ampiamente e dettagliatamente illustrato nelle sue pubblicazioni disponibili on-line.

Da dove vengano tali organismi e come siano stati introdotti nella biosfera è difficile da dire, occorre però osservare come il Dr. Carnicom si prodighi per denunciare quel crimine contro l’umanità che prende il nome popolare di scie chimiche. La mappa planetaria degli affetti dalla sindrome di Morgellons, coincide infatti feralmente con le zone del pianeta maggiormente afflitte dalla nefasta operazione di irrorazione clandestina bio-chimica dei cieli e dai suoi corollari nefasti, il tutto inscrivibile nelle operazioni denominabili bio-geoingegneria clandestina.

Se le conclusioni del Dr. Carnicom dovessero essere confermate, ci troveremmo di fronte ad un elemento di riflessione davvero utile ed al contempo molto inquietante. Si tratta solo dell’ennesima ‘suggestione oscura’ (intendendo così definire una deviante e forse morbosa attitudine della curiosità) come la definisce l’arguto autore del blog ‘Fragmenta’, oppure di una rara e reale conquista dell’intelligenza umana? La ricerca comunque, per fortuna, continua.

http://www.carnicominstitute.org/

http://www.carnicominstitute.org/html/articles_by_date.html

http://www.carnicominstitute.org/articles/cdb_characteristics.htm

http://freeskies.over-blog.com/article-la-nuova-biologia-123306785.html

http://fragmenta2011.blogspot.it/



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Wednesday 30 july 2014 3 30 /07 /Lug /2014 14:58

 

Le Voragini Anomale (Sink-Hole in lingua inglese) continuano ad apparire in tutto il pianeta. E’ il turno della Siberia con tre casi segnalati, sui quali gli esperti tentano di effettuare ricerche e dare possibili delucidazioni sulla loro genesi. In realtà non si riesce a dare una risposta certa sulla loro origine a causa delle numerose anomalie che presentano: la forma cilindrica pressoché regolare, l’assenza di detriti nei dintorni o a distanza che avrebbero centrato l’attenzione su esplosioni naturali di gas nel sottosuolo (per ora escluse), l’assenza sorprendente di scabrosità nella superficie interna che appare liscia come se fosse stata ‘fusa’ oppure dilavata da secoli di precipitazioni, la simultaneità degli eventi seppur in regioni molto distanti tra loro.

Per questi motivi i sink-hole siberiani sono considerati anomali, non dimentichiamo però che tali voragini sono un fenomeno in grande crescita e relativamente recente di cui gli studiosi non sanno ancora capacitarsi. Le apparizioni nel bel mezzo delle carreggiate poi, come riportato in tante zone del globo, aggiungono stupore e sbigottimento negli osservatori di tali sorprendenti fenomeni che potrebbero avere anche cause artificiali, al momento assolutamente non da escludere.

Sembrerebbero generati dall’apparizione di una qual forma di energia di origine puntiforme in grado di far collassare gli elementi e, se scorrete le immagini tratte da google, potreste senz’altro escludere le esplosioni sotterranee come loro causa generante. Tutto ciò potrebbe anche alludere, come ipotesi di ricerca, ad una forma d’arma di nuova generazione in fase di sperimentazione sul terreno. E’ relativamente facile distinguere i collassi naturali del terreno da quelli probabilmente artificiali (i sink-hole), perché dotati delle anomale caratteristiche sopra citate.

Devo aggiungere infine e purtroppo come ormai siamo assuefatti a qualsiasi anomalia tanto da non suscitare in noi nessuno, o quasi, stupore: cieli scempiati dalle scie chimiche, morie in massa di animali, alberature ridotte ai minimi termini, schizofrenie comportamentali diffuse, bizzarrie climatiche, etc. etc. … .

Quando l’anomalia diventa forzatamente ‘norma’.

http://www.dailymail.co.uk/sciencetech/article-2708345/Mystery-Siberian-crater-deepens-Scientists-left-baffled-two-NEW-holes-appear-Russias-icy-wilderness.html

http://www.dailymail.co.uk/sciencetech/article-2708345/Mystery-Siberian-crater-deepens-Scientists-left-baffled-two-NEW-holes-appear-Russias-icy-wilderness.html

http://freeskies.over-blog.com/article-ancora-sink-hole-118908884.html

 


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Tuesday 29 july 2014 2 29 /07 /Lug /2014 14:07

 

Duri con i Deboli … il caso dell’India ...

Mentre l’India fa alte questioni di principio nei confronti del nostro piccolo paese sull’affaire Marò, lascia che centinaia di migliaia di agricoltori muoiano suicidi a causa dell’espansione di sementi OGM.

La questione è al tempo semplice e disgustosa. Abbiamo assistito alle snervanti polemiche legali e giustizialiste sull’affaire Marò, che stazionano in attesa di ‘giustizia’ sui suoli indiani, tra cavilli giuridici, lotte diplomatiche ed interventi addirittura presidenziali in merito. La sostanza è che il governo indiano si fa ‘bello’ nei confronti del suo popolo per una questione mediaticamente importante (i rapporti di potere con un paese occidentale) mentre permette che continuino i suicidi indotti dal fallimento delle piccole imprese di almeno 300.000 agricoltori.

La Monsanto controlla ad oggi il 95% della seminazione di cotone nell’India, prima esclusivo appannaggio delle piccole aziende agricole autonome, imponendo costi e ritmi lavorativi a suo piacimento e facendo lievitare i costi, divenuti insostenibili, per mantenere attive le coltivazioni.

Il governo sa bene cosa ha provocato la ‘deregulation’ in materia di sementi ogm: l’impossibilità di ripiantarne una parte (sementi sterili), la necessità di utilizzare prodotti chimici perniciosi in abbinamento forzoso con la qualità di semenza scelta. Queste istanze favoriscono l’assoggettamento del piccolo agricoltore. Imporre la deregulation in tema di sementi OGM causa disastri a catena di proporzioni inimmaginabili, anche nella salute degli animali e degli uomini (ma questa è un’altra storia). Una strage prevedibile si sta compiendo in India ed il governo non fa l’unica cosa che dovrebbe fare: vietare le coltivazioni OGM, tutte, da subito, per sempre.

Colpire i deboli (l’italietta diplomatica dal peso politico pari a zero) ma divenire mansueti con i forti (la multinazionale oscura Monsanto) sembra essere la strada scelta dal debolissimo governo indiano. Curare la facciata ma infischiarsene delle tragiche realtà popolari è la strada scelta da tutti i governi di facciata del pianeta, italiano compreso ovviamente.

http://www.naturalnews.com/046193_GMO_crop_failures_farmer_suicides_India.html



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Tuesday 29 july 2014 2 29 /07 /Lug /2014 07:09

 

scie

 

Un amico mi invia questa immagine del cielo sopra la zona denominata Città Giardino (Valle dell’Aniene), periferia Nord Est di Roma. Si tratta di un cielo lordato da tonnellate di composti chimici di ignota composizione e provenienza, riversati nell’atmosfera da aerei serbatoio, dissimulati da voli civili. Le oltre 15 scie visibili danno l’idea della complessità di questa operazione in corso di avvelenamento della biosfera. Questo scempio è in atto da decenni, ogni giorno dell’anno, in tanti angoli del pianeta. Immaginare di poter condurre vite ‘normali’ senza considerarla e tentare di comprenderla è pura ingenuità oppure stoltezza o, peggio, complicità.

La seduzione rifilataci dai media di regime di un mondo trasfigurato dalla tecnologia ci porterà ad accettare tale scempio, così come alcuni pazzi accettano ed addirittura promuovono gli alimenti geneticamente modificati ed addittivati con sostanze abominevoli quali l’aspartame o il glutammato monosodico, oppure giornate perse davanti ad una lastra lucida ed oscura che emette radiazioni in forma di luci e suoni. Siamo giunti anche ad accettare di ingurgitare quotidianamente sostanze psicotrope (quelle legali) per proseguire nella nostra innaturale condotta di vita programmata.

La seduzione di un mondo distopico è filtrata nelle nostre menti e lo smartphone sempre acceso davanti ai nostri occhi (anche in spiaggia ovviamente) ne è prova. Braccati dal wi-fi ed assediati dalle scie chimiche, scivoliamo nell’oblio delle nostre menti avvelenate ed assuefatte al servilismo a tal punto da non immaginare neppure un moto, seppur blando, di reazione. E’ meglio non vedere, tanto cosa possiamo fare? L’umanità è stata domata da chi la conosce bene. Annichilita con mani sapienti. Irretita da abili persuasori. Ma non è più tempo di dormire.



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Friday 18 july 2014 5 18 /07 /Lug /2014 08:36

 

Esiste un piano di realtà grigio e materiale ed il piano dell’illusione, quello che funge da denominatore comune e che ci permette di interagire con il primo. La Grande Opera dell’Illusionista consiste nel programmare e gestire il piano dell’illusione collettivo a livello globale.

Il suo scopo è la possibilità di continuare a gestire indisturbato il piano materiale. I suoi mezzi (con cui ottiene questa tranquillità di azione) sono disparati e vanno dalla gestione dei sistemi integrati di diffusione di simboli sonori e visuali, utili per la programmazione mentale di massa, alla gestione dei cosiddetti 'eventi storici' che altro non sono che simboli della scansione dell’illusione a livello globale.

La creazione dell’Universo dell’illusione globale attraverso la gestione dei media è un settore decisivo per il quale si spendono somme iperboliche e si impiegano energie immense in quanto è lo strumento più importante nelle loro mani.

L’11 Settembre 2001 è stata presentata, ad esempio, una grande opera di magia illusionistica di massa, che ha visto coinvolti i media ed i loro operatori ed i tanti attori che avevano compiti settoriali ben definiti, militari compresi, per giungere ad ottenere l’effetto desiderato: operare a livello della coscienza collettiva, imprimendo nelle menti di ognuno sul pianeta un potente meccanismo di magia nera in grado di accrescere il loro potere ipnotico globale.

Scardinare questa ipnosi di massa non è semplice. Soprattutto perché il suo effetto viene reiterato giorno dopo giorno attraverso canali leciti ed illeciti di dissuasione forzosa. Una volta però che il sistema illusorio viene scalfito, si forma una frattura insanabile che risiede in noi a titolo di esempio perenne dell’inganno globale in cui siamo immersi.

Tutto è spettacolo, tutto è Show. L’illusione viene gestita in modo integrato ed integrale, nulla viene lasciato al caso. Dietro questo velo ben tessuto delle apparenze, si lavora senza sosta per modificare tutto a proprio piacimento. E’ il caso delle scie chimiche e dei tanti inquinanti venefici (per noi esseri umani) che vengono adoperati senza sosta per giungere ad un certo qual tipo di risultato materiale, mentre la grande illusione stende il velo colorato e seducente dello sport di massa, della cosiddetta politica e financo della storia, quella serie di eventi gestiti ed organizzati cronologicamente che ci viene propinata come l’unica scansione del tempo possibile.

Dato che l’ipnosi necessita a lungo andare di una nostra sorta di autorizzazione a procedere per poter reiterare il suo potere stregonesco, è chiaro come sia nelle mani di ognuno di noi lo strumento per dire ‘basta così, voglio scendere e creare la mia personalissima ‘illusione’ più o meno aderente alla realtà materiale’. Il controllo di tutte le sostanze psicotrope da parte dei servizi di regime di tutto il pianeta è così ben spiegato. Si tratta di strumenti in grado di alterare la percezione e di interagire quindi con il velo dell’illusione, materializzando per loro un serio pericolo da tenere sotto controllo. Solo alcune droghe quindi vengono diffuse intenzionalmente allo scopo di non nuocere al costrutto illusorio, soprattutto quelle oppiacee oppure l’alcool.

Tra le droghe ‘concesse’ e la visione delle fantasmagorie colorate di un moderno televisore, la differenza è poca così come tra le parole di uno speaker dei TG e gli effetti di un blando allucinogeno. Si tratta in conclusione di un'operazione di Magia Nera. La magia incorpora l’illusione in quanto se ho convinto i più della consistenza reale di un evento, il fatto che l’evento sia accaduto o meno non importa: il risultato è stato comunque raggiunto!

Ecco perchè il controllo di HollyWood è così importante, basta esaminarne il nome. Holly - Wood, Holy - Wood = Legno Santo o, meglio ancora: Bacchetta Magica!



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Descrizione del Blog

  • : Analisi della Contemporaneità attraverso lo studio delle operazioni di inquinamento intenzionale degli ecosistemi

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